MARCHE, CRESCE L’OCCUPAZIONE

IL 2018 SI CONCLUDE POSITIVAMENTE PER IL LAVORO NELLE MARCHE: CRESCE LA PARTECIPAZIONE AL LAVORO E AUMENTA L’OCCUPAZIONE.

La tendenza. Nelle Marche tra il IV trimestre 2018 e lo stesso trimestre dell’anno prima, crescono le forze di lavoro (oltre 6mila in più) ma la domanda di lavoro riesce ad assorbirle perché l’occupazione cresce del 2,9% (oltre 18mila in più) e i disoccupati calano del 16,8% (quasi dodici mila in meno).

Il Centro Studi Cna Marche sottolinea che nelle Marche il miglioramento è il più marcato tra le regioni del Centro Italia: il tasso di occupazione cresce di 2,5 punti e quello di disoccupazione cala di 2,5 punti e nessuna regione del Centro fa meglio. Ancona e Fermo sono tra le province che registrano gli aumenti più elevati del tasso di occupazione: Ancona passa da 61,3% a 65,4%; Fermo da 63,3% a 66,7%. Ascoli Piceno e Ancona sono tra le province del Centro Italia dove diminuisce maggiormente il tasso di disoccupazione: Ascoli passa dal 14,5% al 9,4%; Ancona dal 12,5% all’8,8%.

Le differenze di genere caratterizzano tali dinamiche decisamente a favore delle donne: sono solo donne a crescere tra le forze di lavoro (quasi 11mila in più) mentre tra gli uomini si registra un calo; e sono quasi tutte donne gli occupati in più: oltre 17mila a fronte di mille occupati maschi in più.

Dunque il dato apparentemente equilibrato tra i generi per il calo di disoccupati (-5.580 tra i maschi e -6244 tra le femmine) ha cause assai diverse e denota processi molto differenti: nasce soprattutto dalla diminuzione della partecipazione al lavoro tra i maschi (per i quali l’occupazione è stabile), si origina invece soprattutto dall’aumento dell’occupazione tra le femmine (aumento che è in grado di assorbire tutta la forza lavoro femminile che si offre in più).

“Tra l’altro” precisa il Centro Studi Cna Marche è evidente il fatto che la crescita occupazionale ha riguardato non solo disoccupati con precedenti esperienze lavorative ma anche coloro che non hanno mai lavorato: che erano oltre 18mila alla fine del 2017 e sono calati a 15mila alla fine dell’anno scorso (-3.329). A trovare un’occupazione sono soprattutto le disoccupate senza precedenti esperienze lavorative (-3.105) mentre è andata molto meno bene per gli uomini (-224).

Nonostante tutto, però, aumenta il numero di chi un lavoro non ce l’ha e rinuncia a cercarlo: gli inattivi scoraggiati sono cresciuti dell’11,5% ma ciò ha riguardato solo le donne (+19,5%) mentre gli scoraggiati uomini sono diminuiti dell’8,2 per cento”.

Rispetto alla fine del 2017, l’ultimo trimestre 2018 registra una crescita occupazionale assai intensa per il settore primario (+55,7%!) ma in termini assoluti il grosso della crescita degli occupati è dato dalle maestranze del terziario (+23.297 occupati pari a +6,2%), in particolare da quelle del commercio e del turismo (+18.878 occupati pari a +16,7%).

Nelle costruzioni e nelle manifatture si registrano, invece, perdite occupazionali notevoli: rispettivamente -3.323 e -8.328 occupati.

“L’aumento tendenziale degli occupati” afferma il Centro Studi Cna Marche “risulta, inoltre, tutto dovuto alla crescita dei dipendenti che assomma a +18.862 unità; tra il IV trimestre 2017 e il IV trimestre 2018 gli indipendenti calano infatti di 720 unità. La ripresa occupazionale, evidentemente, non coinvolge allo stesso modo le micro e le piccole-medie imprese della regione. La diminuzione degli indipendenti è uno degli effetti della perdita sistematica di microimprese che caratterizza la regione dall’avvio della crisi.”

La congiuntura: i dati sul mercato del lavoro relativi all’ultimo trimestre dell’anno rispetto al trimestre immediatamente precedente, frenano un po’ l’ottimismo: tra ottobre e dicembre del 2018 sono aumentati gli occupati (+16.520) ma anche i disoccupati (+9.928), soprattutto quelli senza precedenti esperienze lavorative (+5.936) e gli inattivi scoraggiati (+1.266); è successo che nel corso della seconda metà dell’anno, l’ulteriore crescita della partecipazione al lavoro e, quindi delle forze di lavoro (+26.448 unità), non è stata tutta assorbita dalla crescita degli occupati (+16.520) e si è riversata sulla crescita dei disoccupati (+9.928), in particolare quelli senza precedenti esperienze (+5.936). Anche in questo caso le protagoniste assolute sono state le donne perché sia la crescita delle forze di lavoro sia quella dell’occupazione sono in gran parte al femminile.