MARCHE, CROLLA IL MATTONE

Anaepa Confartigianato e Cna Costruzioni: “la Regione e gli enti locali appaltino subito i lavori già finanziati con 85 milioni di euro”

 

Marche, crolla il mattone. I cantieri sono fermi e le imprese chiudono. Anaepa Confartigianato e Cna Costruzioni lanciano un nuovo allarme sulla grave situazione dell’edilizia con 804 aziende che hanno cessato l’attività tra gennaio ed aprile del 2012 mentre gli occupati nel settore sono scesi da 38 a 37 mila, con mille posti di lavoro persi in tre mesi. Inoltre il mercato immobiliare nei primi mesi dell’anno è calato del 19,6 per cento e i mutui erogati alle famiglie per la casa sono diminuiti del 21,5 per cento.

Si tratta” ha affermato il Presidente Cna Costruzioni Marche Pasquale Parissi presentando i dati in conferenza stampa “di segnali preoccupanti che vanno ad aggravare un quadro già estremamente pesante, con la produzione che dall’inizio dell’anno è scesa del 12,3 per cento. Una flessione che ha interessato sia il comparto dell’edilizia abitativa, nonostante gli incentivi fiscali per le ristrutturazioni, sia quello non abitativo. Va registrata anche una netta contrazione che sfiora il 50 per cento, del numero e degli importi complessivi dei nuovi appalti pubblici, sulla base dei contratti segnalati all’Osservatorio regionale degli appalti pubblici”.

E’ proprio sui lavori pubblici che Anaepa Confartigianato e Cna Costruzioni Marche hanno avanzato richieste precise. La Regione, le Asl e gli enti locali sono stati invitati ad appaltare e far partire subito lavori già finanziati per complessivi 85 milioni di euro.

“Sono soldi già stanziati per interventi di edilizia sanitaria, ospedaliera e di edilizia abitativa agevolata che devono” ha precisato il Presidente Anaepa Confartigianato Marche Bruno Crescimbeni“trasformarsi subito in appalti pubblici per consentire alle imprese del settore costruzioni delle Marche di ripartire. La Regione deve poi firmare il protocollo d’intesa con le associazioni marchigiane per una gestione degli appalti pubblici che non penalizzi le imprese locali. Infine stiamo aspettando dalla Regione l’approvazione di un nuovo Piano Casa per rilanciare il settore dell’edilizia privata con ristrutturazioni e ampliamenti degli immobili.”

Altre richieste presentate in conferenza stampa riguardano la necessità che i Comuni non aumentino gli oneri di urbanizzazione e contengano al minimo le aliquote Imu. Inoltre lo sblocco immediato dei pagamenti per i lavori pubblici eseguiti, il superamento della stretta sul credito, un programma di riqualificazione urbana delle Marche che punti sulla sicurezza sismica e sul risparmio energetico.

L’edilizia è il settore più esposto ai ritardati  pagamenti della Pubblica Amministrazione ed al credit crunch, ma paga anche i tagli alla spesa per investimenti pubblici  e le conseguenze dell’Imu sul mercato immobiliare.

“Mentre ci aspettiamo un ulteriore calo nei prossimi mesi dell’edilizia abitativa e degli appalti pubblici, le speranze di ripresa del settore” hanno concluso i presidenti di Anaepa Confartigianato e Cna Costruzioni Marche “sono affidate soprattutto agli ampliamenti ed alle ristrutturazioni edilizie, grazie anche all’aumento delle detrazioni fiscali sul recupero dal 36 al 50 per cento, e vanno create le condizioni per favorire questo tipo di lavori con ulteriori interventi regionali di incentivo a costruire”.

Interessanti, nel medio e lungo termine, anche le opportunità offerte dal Piano Nazionale per le Città, che ha visto Pesaro e Ascoli Piceno tra i 16 Comuni capoluogo che hanno presentato progetti di riqualificazione urbana: Ascoli Piceno ha chiesto 30 milioni di euro per bonificare l’area industriale dell’ex Sgl Carbon e creare un polo scientifico – tecnologico ecosostenibile mentre Pesaro punta ad ottenere 18 milioni per l’ex ospedale psichiatrico, risistemando il parco pubblico e inserendovi i servizi sociali. E’ importante, secondo le associazioni artigiane, far partecipare a questi progetti anche le piccole e medie imprese locali dell’edilizia.