Marche, è donna un’impresa su quattro. Ma banche e istituzioni non lo sanno.

 

Il viaggio nell’imprenditoria femminile, realizzato dal Centro Studi Sistema della Cna Marche, presentato ad Ancona. Sono intervenuti Ugo Ascoli, Sara Giannini,  Paola Sansoni, presidente nazionale Cna Impresa Donna.

MARCHE, E’ DONNA UN’IMPRESA SU QUATTRO MA BANCHE E ISTITUZIONI NON LO SANNO

Dal ‘focus’ emerge come siano ancora difficili le relazioni delle imprenditrici marchigiane con banche, fornitori, clienti e committenti a causa di pregiudizi duri a morire, mentre ulteriori ostacoli arrivano dalla mancanza di asili e altri servizi.

Che le donne siano più brave degli uomini a guidare una piccola impresa lo hanno scoperto per primi gli uomini. Infatti secondo i dati dell’indagine Excelsior 2010 dell’Unioncamere, elaborati dal Centro Studi Sistema della Cna, i titolari d’azienda che sono alla ricerca di dirigenti per guidare le loro attività, preferiscono una donna nel 32,8 per cento dei casi e un uomo soltanto nel 5,2 per cento mentre per il 62,1 per cento entrambi i generi sono ugualmente adatti.

La presenza femminile nell’economia è destinata” secondo Paola Sansoni presidente nazionale Cna Impresa Donna “inevitabilmente e giustamente a crescere. Sono ancora troppo poche le donne nelle stanze dei bottoni delle aziende italiane ma sanno farsi spazio anche nei settori considerati tradizionalmente maschili”.

Un’affermazione, questa, che trova conferma nella ricerca “Le donne che fanno l’impresa. Viaggio nell’imprenditoria femminile”, realizzata dal Centro Studi Sistema e presentata ad Ancona dalla Cna delle Marche.

Il programma dell’iniziativa, dopo i saluti del presidente regionale Cna Renato Picciaiola, ha visto  gli interventi dell’assessore regionale alle Attività Produttive Sara Giannini, di Ugo Ascoli, docente di Sociologia Economica  all’Università Politecnica delle Marche e del  segretario di Unioncamere Marche Fabio Brisighelli. Cesarina Vagnoni, presidente regionale di Cna Impresa Donna e Giovanni Dini, direttore del Centro Studi Sistema della Cna Marche, hanno illustrato la ricerca.

“ E’ in corso nelle Marche e in tutto il Paese”ha affermato il direttore del Centro Studi Sistema ed autore della ricerca Giovanni Dini “un processo evidente di femminilizzazione del mondo imprenditoriale che, dal 2008  ha visto le capitane d’impresa passare dal 23,8 al 26,4 per cento del totale delle aziende. Ormai un imprenditore su quattro è una donna ma le istituzioni ed il sistema bancario sembrano non essersene accorte.”

Nelle Marche le imprenditrici sono 27.554 di cui 7.475 ad Ancona, 6.931 a Macerata, 5.764 nella provincia di Pesaro Urbino, 3.826 nella provincia di Ascoli Piceno e 3.558 a Fermo. In crescita le extracomunitarie titolari d’azienda che sono 1.788 pari al 6,5 per cento del totale. Non solo le donne che fanno l’impresa sono in aumento ma sono anche sempre più giovani: il 6,8 per cento ha meno di trent’anni e la percentuale sale al 12,6 tra le imprenditrici extracomunitarie. Non a caso il 44,7 per cento delle imprenditrici marchigiane ha avviato l’attività dopo il 2000 e il 35,3 per cento nel decennio precedente. Prima del 1990 fare impresa non era un lavoro per donne.

Un’altra sorpresa del viaggio tra le imprese femminili intrapreso dal Centro Studi Sistema della Cna riguarda la tendenza delle donne imprenditrici ad invadere settori tradizionalmente appannaggio degli uomini. Gli aumenti più consistenti di imprese femminili infatti si riscontrano nelle costruzioni, dove in cinque anni il loro numero è quasi raddoppiato, e nei trasporti, dove la crescita è stata del 31,2 per cento. Consistente anche l’aumento delle imprese “rosa” nei servizi (+24 per cento) che restano il settore privilegiato delle imprenditrici (vi opera il 56,7 per cento delle titolari d’azienda marchigiane mentre il 25 per cento dirige imprese agricole e il 18,4 per cento industriali). Alle donne marchigiane che guidano l’azienda non piace delegare: il 93,5 di loro ha un controllo esclusivo sulle attività dell’impresa ed il 5,9 per cento un controllo forte.

Malgrado le imprese femminili siano ormai una realtà diffusa, dal ‘focus’ realizzato dal Centro Studi Sistema con una loro rappresentanza, emerge come siano ancora difficili le relazioni con banche, fornitori, clienti e committenti a causa di pregiudizi duri a morire, mentre ulteriori ostacoli arrivano dalla mancanza di servizi. Infatti, secondo le imprenditrici intervistate, “prima abbiamo problemi con i figli poi con i genitori anziani e la mancanza di asili e di altri interventi istituzionali, rende problematico conciliare i tempi di lavoro con quelli degli affetti”.