MARCHE, EMERGENZA CREDITO PER LE PICCOLE IMPRESE

 
FOTO GAGLIARDINI CARDINALI SITOMentre nelle altre regioni fra febbraio e marzo 2015 sono aumentati i prestiti alle piccole imprese, nelle Marche sono scesi ancora da 5.069 milioni di euro a 5.048 milioni di euro, con un calo di 21 milioni, pari allo 0,4 per cento.

 Fidimpresa alla Regione: “va ripristinato il fondo regionale destinato all’abbattimento del costo del denaro e delle garanzie per le imprese artigiane e per le piccole e medie imprese che nel 2015 è stato dimezzato”

 Marche, emergenza credito per le piccole imprese. Negli ultimi tre anni le banche marchigiane hanno “tagliato” i prestiti al sistema produttivo regionale del 4,2 per cento ma ad essere penalizzate sono state soprattutto le piccole imprese che si sono visti ridurre i finanziamenti del 20,7 per cento contro una media nazionale del 15,6 per cento. Anche il denaro destinato dalla Bce alle banche per i prestiti alle imprese ha fallito l’obiettivo. Infatti sono andati prevalentemente ad imprese strutturate che non li hanno reinvestiti in azienda ma utilizzati per speculazioni finanziarie. Un calo dei prestiti che è proseguito anche nel 2015, al contrario delle altre regioni italiane. Tra febbraio e marzo, secondo gli ultimi dati della Banca d’Italia, gli impieghi vivi alle piccole imprese sono saliti in Italia di 591 milioni di euro (+0,4 per cento) mentre nelle Marche i prestiti alle piccole imprese sono diminuiti di 21,5 milioni di euro (-0,4). Solo in Puglia si è registrato un calo dei prestiti (-12,5 milioni di euro) ) mentre sono aumentati in tutte le altre regioni, con una punta massima di 142 milioni in Lombardia e di 103 milioni di euro in Piemonte. In crescita anche le sofferenze delle imprese nei confronti delle banche. Alla fine del 2014 il 18 per cento dei crediti erano im sofferenza contro una media dell’Italia centrale dell’8 per cento.

In questo scenario di grande difficoltà per il sistema diffuso delle piccole e medie imprese marchigiane, la Regione Marche ha dimezzato tra il 2014 e il 2015 il Fondo regionale destinato all’abbattimento del costo del denaro e delle garanzie per le imprese artigiane e per le piccole e medie imprese.

“Si è passati” ha affermato Sabina Cardinali presidente Fidimpresa Marche nel corso di una conferenza stampa “da 1,9 milioni di euro a 902 mila euro, con la conseguenza che diminuiranno le garanzie dei Confidi sui prestiti e il denaro costerà di più alle imprese. Alla Regione chiediamo di ripristinare le risorse già stanziate nel 2014 perché sono fondamentali per favorire l’accesso al credito delle piccole imprese marchigiane sia per rilanciare gli investimenti aziendali sia per garantire la liquidità necessaria a proseguire l’attività.”

Gli effetti del taglio delle risorse regionali si fanno sentire sull’operatività dei Confidi. Fidimpresa Marche, il più grande Confidi delle Marche, nei primi sei mesi del 2015 ha consentito a 1.691 piccole imprese di ottenere dal sistema bancario marchigiano prestiti per 81,6 milioni di euro di cui 35 garantiti dal Confidi unico della Cna. Nello stesso anno dell’anno precedente le operazioni garantite erano state 2.155 per un importo di 98,2 milioni e 36 milioni di garanzie.

“Anche quest’anno” ha dichiarato Giancarlo Gagliardini direttore Fidimpresa Marche “il ruolo di Fidimpresa e dei Confidi marchigiani, pur in presenza di crescenti difficoltà, è stato fondamentale per favorire l’accesso al credito delle piccole imprese e per salvare le imprese dal rischio dell’usura. Tra gennaio e giugno sono state 14 le piccole imprese che hanno fatto ricorso al fondo antiusura di Fidimpresa per un importo finanziato di 313 mila euro. Una nota positiva è venuta dal Fondo centrale di Garanzia. Grazie a quei finanziamenti, disponibili da marzo, Fidimpresa ha potuto fare 600 operazioni per prestiti di importo inferiore ai 150 mila euro destinati alle microimprese”..

Se aumentano le difficoltà nell’ottenere i prestiti, tra le piccole imprese marchigiane si notano i primi segnali di una inversione di tendenza: ad aumentare non sono più le richieste per far fronte alla mancanza di liquidità ma quelle per fare nuovi investimenti.

“Un anno fa” ha precisato Cardinali “i nuovi investimenti rappresentavano il 17 per cento delle richieste di credito da parte delle piccole e medie imprese mentre oggi sono salite al 23 per cento. Questo significa che le imprese che hanno saputo rimanere sul mercato, ora sentono che possono ricominciare a investire sul proprio futuro.”

Complessivamente lo scorso anno il sistema bancario marchigiano ha erogato alle imprese prestiti per 6,7 milioni di euro di cui 2,4 milioni alle aziende artigiane. Le piccole imprese hanno effettuato richieste di credito per importi piuttosto contenuti. In più della metà dei casi (53,3 per cento) la cifra si è attestata al di sotto dei 25 mila euro e il 90 per cento dei finanziamenti non ha superato al soglia dei 50 mila euro. A preoccupare è il fatto che negli ultimi sei mesi meno del 40 per cento delle aziende ha fatto richiesta di finanziamento. Colpa della sfiducia ma anche di un ulteriore e progressivo peggioramento delle condizioni di accesso al credito: il 60,6 per cento delle imprese artigiane ha dichiarato di aver riscontrato difficoltà ad ottenere i prestiti a causa delle eccessive garanzie richieste dalle banche (nel 43,7 per cento dei casi) e della difficoltà nelle procedure (27,6 per cento).

 

Impieghi vivi a piccole imprese – Rank regionale (Var. % mar 2015/feb 2015) Valori in milioni di euro e var. %

 

Rank Regioni feb 15 (in mln €) mar 15 (in mln €) Var. ass. mar 15-feb 15 (in mln €) Var. % mar 15/feb 15
1 Piemonte 11.341,4 11.444,6 +103,2 +0,91
2 Molise 479,5 483,0 +3,5 +0,73
3 Sardegna 2.418,3 2.435,6 +17,2 +0,71
4 Emilia R. 15.297,4 15.393,1 +95,7 +0,63
5 Veneto 16.909,3 16.996,6 +87,3 +0,52
6 Lombardia 28.053,9 28.196,1 +142,2 +0,51
7 Calabria 2.110,4 2.120,8 +10,5 +0,50
8 V.d’Aosta 406,2 408,2 +2,0 +0,49
9 Toscana 12.184,0 12.234,8 +50,8 +0,42
10 Liguria 3.507,4 3.521,7 +14,3 +0,41
11 Friuli 3.414,8 3.428,6    
12 Campania 5.129,0 5.148,3 +19,3 +0,38
13 Sicilia 6.028,6 6.048,7 +20,1 +0,33
14 Umbria 2.799,1 2.806,8 +7,7 +0,28
15 Basilicata 846,1 848,4 +2,3 +0,28
16 Trentino 8.840,5 8.860,0 +19,4 +0,22
17 Abruzzo 2.972,8 2.978,5 +5,7 +0,19
18 Lazio 7.420,0 7.430,3 +10,3 +0,14
19 Puglia 6.044,4 6.031,9 -12,5 -0,21
20 Marche 5.069,6 5.048,0 -21,5 -0,42
  ITALIA 141.272,7 141.864,1 +591,4 +0,42
Fonte : Banca d’Italia
Addetto stampa: Sergio Giacchi       335218058