MARCHE, EXPORT IN CRESCITA GRAZIE ALLE IMPRESE FARMACEUTICHE

foto-export7In crescita, secondo Confartigianato e Cna, che hanno elaborato i dati Istat per la nostra regione, anche le esportazioni della meccanica, carta, plastica e alimentare. Perde quote di mercato il sistema moda, soprattutto in Russia e Turchia.

 

La pillola va giù e l’export va su. Nei primi nove mesi del 2016, le imprese marchigiane hanno visto crescere le esportazioni manifatturiere del 5,6 per cento mentre nello stesso periodo dell’anno scorso si era registrato un calo del 3,2 per cento. In Italia tra gennaio e settembre la crescita si è fermata allo 0,6 per cento. Un exploit, quello marchigiano, realizzato grazie ai prodotti farmaceutici, il cui export è cresciuto del 40,6 per cento, pari a 420,3 milioni di euro in più. Complessivamente l’export manifatturiero è passato da 8,3 a 8,7 miliardi di euro ma senza i farmaci l’incremento sarebbe stato appena dello 0,6 per cento. Un export, quello marchigiano, che è quasi esclusivamente manifatturiero (98,5 per cento) e che nei primi nove mesi dell’anno ha raggiunto gli 8,9 miliardi di euro, tornando sui valori precedenti la crisi. Ad affermarlo le elaborazioni dei Centri Studi Confartigianato e Cna Marche sui dati Istat.

“A crescere, tra i principali settori” affermano Cna e Confartigianato Marche “sono anche le esportazioni delle imprese della meccanica (+6,4 per cento), della plastica (+9,5), della carta (+13,7) e dell’alimentare (+8,9). Le esportazioni di mobili restano pressoché invariate mentre a preoccupare è il calo dell’export calzaturiero (-5,6), dell’abbigliamento (-2,6) e del tessile (-1,5). Una difficoltà, quella del sistema moda marchigiano imputabile soprattutto al mercato russo dove l’export marchigiano è diminuito del 10,8 per cento. Si tratta di un taglio di 34,1 milioni di euro di cui il 63 per cento di calzature e articoli in pelle. Si tratta – precisano le associazioni artigiane – di una situazione non più sostenibile dovuta agli effetti dell’embargo deciso dai russi come reazione alle sanzioni decise dall’Unione Europea e dagli Usa nei loro confronti dopo la crisi ucraina. E’ giunto il momento di rivederle e di tornare ad una politica di libero scambio con i russi”.

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La situazione nelle aree di crisi penalizza pesantemente il nostro export. Detto della Russia, gli affari sono andati male anche in Turchia dove abbiamo perso il 13,8 per cento pari a 27,6 milioni di euro. Le imprese marchigiane hanno perso quote di mercato anche a Hong Kong (-7,3), Gran Bretagna (-5,8), Cina (-3,9) e Olanda (-3,6). Buone notizie arrivano invece dal mercato tedesco (+7,1 per cento pari a 68,1 milioni di euro quasi tutti imputabili ai prodotti farmaceutici). Stessa cosa per il Belgio con una crescita del 38,8 per cento pari a 258,3 milioni di euro di pillole e pasticche. In crescita la penetrazione dei prodotti manifatturieri marchigiani in Francia (+4,5 per cento), negli Stati Uniti (+6,3), in Svizzera (+8,1) e in Romania (+4,6).

Guardando ai territori marchigiani, da segnalare il forte incremento (legato ai farmaci) della provincia di Ascoli Piceno (+25,5 per cento). Limitata la crescita ad Ancona (+1,8), e Pesaro Urbino (+1,3) mentre Macerata è rimasta sui livelli dell’anno scorso e Fermo ha perso il 3,7 per cento di export.