MARCHE, I COSTI DELLA MOBILITA’ SANITARIA

 Nei primi sfoto Gregoriniei mesi del 2015 quasi 11 mila marchigiani hanno scelto di trasferirsi fuori dalle Marche per curare patologie acute.  E la loro “fuga” dagli ospedali marchigiani è costata alla Regione oltre 142 milioni di euro contro   un trasferimento di risorse da altre regioni per 112,6 milioni di euro per un passivo di 29,8 milioni di euro.

 IN   FUGA DAGLI OSPEDALI MARCHIGIANI. SOPRATTUTTO VERSO LA LOMBARDIA E L’EMILIA ROMAGNA

 Gregorini “occorre aumentare i centri di alta specializzazione capaci di attrarre professionisti di caratura internazionale e di conseguenza pazienti da altre regioni. Inoltre mantenere gli impegni assunti dalla Regione per ridurre drasticamente i tempi di attesa per le prestazioni sanitarie, le cure e gli esami diagnostici”.

 I viaggi della speranza. Lontano dagli ospedali marchigiani. Non soltanto per visite ed esami diagnostici ma per curare patologie anche gravi, come i tumori. Nel primo semestre 2015, secondo i dati dell’ultimo rapporto del Ministero della Salute, elaborati dal Centro Studi della Cna Marche, sono stati 10.819 i malati marchigiani a ricoverarsi in strutture sanitarie extraregionali per patologie acute. Soprattutto ortopedia, chirurgia, cardiologia e urologia. In 69.017 hanno scelto invece gli ospedali della nostra regione a cui vanno aggiunti 8.510 pazienti provenienti da altre regioni per complessivi 77.527 ricoveri.

“Tra i malati che se ne vanno e quelli che arrivano” commenta il segretario della Cna Marche Otello Gregorini “le Marche pagano un conto salato. La migrazione ospedaliera lo scorso anno è costata alla nostra regione 142,5 milioni di euro contro un trasferimento di risorse da altre regioni per 112,6 milioni di euro per un passivo di 29,8 milioni di euro. La nostra è una fra le 13 regioni che registrano un saldo negativo dalla mobilità ospedaliera. Oneri che tolgono risorse agli investimenti sanitari nelle strutture regionali. Che fare? Secondo noi occorre aumentare i centri di alta specializzazione capaci di attrarre professionisti di caratura internazionale e di conseguenza pazienti da altre regioni. Inoltre mantenere gli impegni assunti dalla Regione per ridurre drasticamente i tempi di attesa per le prestazioni sanitarie, le cure e gli esami diagnostici”.

Nel 2015 la Regione più indebitata a causa della mobilità ospedaliera passiva è stata la Campania (-281,6 mln) seguita dalla Calabria   (-256,2) e dal Lazio (-198,2). Le Marche si piazzano al decimo posto con un “rosso” di 29,8 milioni di euro. Tra le sette regioni con un saldo positivo, a fare la parte del leone, con un attivo di ben 538,4 milioni di euro è la Lombardia. Subito dopo vengono l’Emilia Romagna (+333,1 mln) e la Toscana (+135mln). Complessivamente la mobilità sanitaria in Italia vale quasi 4 miliardi di euro, numeri impietosi che evidenziano quella che rappresenta una vera e propria distorsione del sistema, dovuta alle diverse velocità della sanità nel nostro Paese.

Dove si ricoverano i malati marchigiani che “tradiscono” gli ospedali della regione”? Oltre la metà dei 10.809 pazienti che hanno lasciato le Marche nel primo semestre 2015, pari a 5.775, hanno scelto di curarsi in strutture sanitarie della vicina Emilia Romagna mentre in 1.343 hanno optato per la lontana Lombardia. Al terzo posto l’Umbria con 916 ricoveri di marchigiani. Per fortuna ci pensano i malati abruzzesi a limitare la mobilità passiva della nostra regione. In 4.134 si sono ricoverati negli ospedali marchigiani nei primi sei mesi del 2015, ai quali vanno aggiunti i 1.148 pazienti pugliesi. Al terzo posto i 722 malati provenienti dall’Emilia Romagna, che però non compensano il forte esodo dei marchigiani verso quella regione.

“Esaminando solo le patologie oncologiche” sostiene il direttore del Centro Studi Cna Marche Giovanni Dini “si vede come la mobilità passiva dei marchigiani salga al 15,5 per cento quasi doppiando la mobilità attiva che si ferma all’8,3 per cento. Sono stati 1.077 i pazienti che, una volta diagnosticato il tumore tra gennaio e giugno 2015, hanno deciso di curarsi lontano dalle Marche. In particolare 365 sono emigrati in Emilia Romagna e 306 in Lombardia. Addirittura su 282 marchigiani in radioterapia, sono stati 103 quelli che hanno scelto di farla fuori regione. Infine su 344 pazienti in chemioterapia sono stati 146 a lasciare le Marche, ancora una volta soprattutto per la Lombardia e l’Emilia Romagna”.