MARCHE, I FONDI EUROPEI PER UNA LEGISLATURA DI SVOLTA

Archiviata la sfida elettorale, si volta pagina. Non c’è tempo da perdere. Se vogliamo costruire le Marche del futuro, appena sarà costituita la nuova Giunta, ci aspettiamo che il neopresidente Francesco Acquaroli, apra un confronto con le forze economiche e sociali marchigiane, per un progetto che ponga al centro le imprese e i territori. Per le Marche la prossima sarà una legislatura di svolta. Dal Recovery Fund, dal Sure e, auspicabilmente dal Mes, arriveranno risorse ingenti, quantificabili in diversi miliardi. L’ex rettore dell’Università Politecnica delle Marche, Sauro Longhi, sul Corriere Adriatico di lunedì scorso, indica alcune priorità sulle quali convogliare i fondi europei: sviluppo delle energie rinnovabili, digitalizzazione di tutte le Marche e in particolare delle imprese, della pubblica amministrazione e dei processi produttivi, percorsi di formazione per incrementare le competenze digitali, mobilità sostenibile integrando trasporto pubblico e privato, investimenti sui servizi sanitari nei territori. Condividiamo il fatto che per la nostra regione il Recovery Fund rappresenti una importante opportunità nei settori indicati da Longhi. Siamo altresì convinti che possa diventare anche un’occasione unica per superare lo storico gap infrastrutturale che ne ha frenato la competitività negli anni passati. Come? Secondo la Cna una priorità riguarda la realizzazione di una piattaforma logistica integrata tra Porto di Ancona, Aeroporto di Falconara e Interporto di Iesi per vincere l’isolamento della regione sia in chiave di scambi commerciali sia in chiave turistica. Inoltre andrebbe predisposto un Piano Regionale dei Lavori Pubblici che individui le opere prioritarie da realizzare. A partire dalla Fano Grosseto, dalla terza corsia dell’A14 nel sud delle Marche, dalla Pedemontana e dal raddoppio della linea ferroviaria Falconara – Orte. Va risolto anche il problema del congestionamento della SS77 di collegamento tra Umbria e Marche, nella parte relativa all’immissione nella SS16 Adriatica. Il “Recovery Fund” per la nostra regione rappresenta uno straordinario strumento per tornare a crescere, rimuovendo ostacoli di carattere strutturale che penalizzano da troppo tempo lo sviluppo delle attività produttive. La condizione è impiegare le rilevanti risorse in interventi in grado di generare un impatto duraturo. Bisogna evitare di ripetere errori nell’utilizzo dei fondi strutturali, disperdendo le risorse in tanti rivoli senza capitalizzarne i benefici. Bisogna concentrarsi sugli investimenti in infrastrutture e capitale umano. Quindi ammodernamento e potenziamento delle reti infrastrutturali, valorizzazione del patrimonio artistico e culturale, sostegno agli investimenti privati, efficientamento della pubblica amministrazione per dotarla di strumenti e competenze adeguati per diventare fattore di sviluppo e non più freno all’iniziativa privata. Non meno rilevante sarà la capacità di connettere gli investimenti al mondo produttivo che nelle Marche è composto in larga parte da micro e piccole imprese. In questa logica è necessario che le piccole imprese siano destinatarie di interventi specifici come ha riconosciuto la stessa Commissione europea. Occorre una nuova strategia su ricerca e innovazione per avvicinare le imprese, anche le più piccole, ai temi dello sviluppo tecnologico. Inoltre l’Ecobonus può
rappresentare un grande volano per l’edilizia, a condizione che venga prorogato per almeno tre o quattro anni. La “green Economy” dovrà essere la cornice entro la quale porre gli interventi programmatici per la prossima legislatura. Essa può diventare per le Marche un grande motore di sviluppo e di riqualificazione del territorio e del sistema produttivo. In particolare i progetti finanziati dal Por Fesr andranno finalizzati alla crescita dell’economia verde, per un vero cambio di paradigma del modello economico della regione. Insomma, di carne al fuoco ce n’è tanta. E’fondamentale non perdere tempo e cominciare a lavorare su un’agenda che garantisca cinque anni di crescita e sviluppo per le Marche. La Cna, in rappresentanza di 18 mila artigiani e piccoli imprenditori marchigiani, è pronta ad avviare un percorso di confronto e di collaborazione con il neopresidente Acquaroli, mettendo a disposizione le nostre competenze in quella che si presenta come una legislatura di svolta per la regione.

Otello Gregorini Segretario Cna Marche