MARCHE, IL 2015 PUO’ ESSERE L’ANNO DELLA SVOLTA

FOTO Sabatini  GregoriniIntervento di Gino Sabatini e Otello Gregorini *

Più povere e insicure, con il 23,3 per cento dei marchigiani a rischio di esclusione sociale o comunque in condizioni di disagio economico. Sono queste la Marche che si affacciano al 2015, l’anno delle elezioni regionali, fotografate dal nostro Centro Studi su dati Eurostat. Inoltre l’11,1 per cento, più di un marchigiano su 10, si trova in grave deprivazione, cioè è in arretrato con le bollette, non può riscaldare adeguatamente casa e non può affrontare spese impreviste. Una crisi che continua e che è stata pagata duramente anche dal sistema produttivo marchigiano che negli ultimi sei anni ha perso un quarto della capacità produttiva, 4.457 aziende e 15 mila posti di lavoro. Malgrado una situazione così pesante il 2015 può essere l’anno della svolta. Ne sono convinti i due terzi degli artigiani e delle piccole imprese. Secondo un sondaggio condotto dalla nostra associazione, il 67 per cento di questo universo imprenditoriale confida in un anno che possa rappresentare un mutamento del quadro congiunturale e la fine della recessione. Solo poco più di un quinto degli interpellati ( il 22,3 per cento) resta fortemente pessimista, non ha fiducia nel futuro e ritiene che la sua attività sia a rischio. Un ottimismo confermato dagli scenari di previsione Unioncamere che, per le Marche, indicano una crescita del Pil nel 2015 dello 0,9 per cento e dei consumi interni dello 0,6 per cento mentre per le esportazioni si prevede una crescita del 3,6 per cento. La modesta ripresa attesa nell’anno appena iniziato camminerà dunque sulle gambe   delle 6.798 imprese manifatturiere esportatrici marchigiane, pari al 28,9 per cento del totale del nostro sistema manifatturiero. In particolare la svalutazione dell’Euro aumenta la competitività delle produzioni del made in Italy (alimentari, moda) e delle produzioni meccaniche. Occorre sostenere ed affiancare queste imprese ed aiutare le altre 2 mila imprese che hanno le potenzialità per guardare ai mercati esteri ma da sole non ce la fanno. Servono progetti per favorire l’internazionalizzazione delle piccole e medie imprese, individuando i mercati strategici sui quali concentrare le iniziative promozionali, tenendo conto delle maggiori opportunità offerte alle nostre piccole e medie imprese dalla perdita di valore dell’Euro sul dollaro. Inoltre, altro elemento positivo, il calo del prezzo del petrolio dovrebbe rilanciare anche i consumi interni grazie ai risparmi delle famiglie sui prezzi del carburante e sulla bolletta energetica. Due fattori questi, che dovrebbero incidere per mezzo punto di Pil. Anche di più, se le compagnie petrolifere facessero calare i prezzi in linea con la media europea. Vi è dunque la fondata speranza, colta dagli imprenditori che hanno risposto al nostro sondaggio, che le esportazioni marchigiane continuino a crescere nel 2015 e che i consumi interni riprendano a svilupparsi ad un ritmo più consistente rispetto alle previsioni di qualche mese fa. Uno scenario realistico ma qui entra in campo la politica alla quale si chiedono interventi veramente incisivi in materia industriale, fiscale, creditizia. Servono una politica di sviluppo, minore peso fiscale, più credito alle piccole e medie imprese, anche attraverso il rafforzamento e il sostegno dei Confidi. Chiediamo inoltre interventi per snellire la burocrazia, favorire gli investimenti nella ricerca e nell’innovazione, utilizzare al meglio le risorse messe a disposizione dai nuovi Fondi dell’Unione Europea. Gli artigiani e gli imprenditori che rappresentiamo chiedono alla politica nazionale la capacità di scegliere e di fare le riforme che servono all’Italia, e alla politica regionale chiedono la messa in campo di misure capaci di sostenere la peculiarietà del nostro sistema produttivo, rappresentato per il 93 per cento da imprese artigiane e da piccole e micro imprese, misure da individuare attraverso un confronto ed una rinnovata concertazione con gli attori economici e sociali delle Marche.

*presidente e segretario Cna Marche