MARCHE, IL LAVORO C’È, SOPRATTUTTO PER GLI UOMINI.

Tra giugno 2017 e lo stesso mese del 2018 sono stati creati 41.200 nuovi posti di lavoro.

 Il 2018 sta segnando una ripresa dei posti di lavoro nei settori marchigiani manifatturieri. Tra giugno 2017 e lo stesso mese del 2018 gli occupati sono aumentati di 19.905 unità, passando da 176.259 a 196.164. In crescita anche i lavoratori nelle costruzioni (+5.701). Tornano a crescere i marchigiani che lavorano nei servizi (+14.351) ma non nel commercio, alberghi e ristoranti dove si sono persi 4.098 posti di lavoro. Anche l’agricoltura torna in territorio positivo (+1.242 occupati).

 Marche, il lavoro c’è soprattutto tra gli uomini. Una scossa salutare perché, secondo un’indagine dell’Ufficio Studi Cna Nazionale, l’occupazione nei sistemi locali del lavoro marchigiani del made in Italy come calzaturiero e legno mobile ma anche dei gioielli, occhiali e strumenti musicali dal 2014 al 2017 era diminuita tra il 2 e il 3 per cento. In calo negli ultimi tre anni anche l’occupazione nel tessile e abbigliamento (-1,9 per cento). Tra le regioni italiane, oltre che nelle Marche, solo in Umbria (-2,3) e in Piemonte (-1,5) i sistemi locali del made in Italy in questi tre anni hanno perso occupazione.

Il 2018 sta invece segnando una ripresa dei posti di lavoro nei settori marchigiani manifatturieri. Tra giugno 2017 e lo stesso mese del 2018 gli occupati sono aumentati di 19.905 unità, passando da 176.259 a 196.164. In crescita anche i lavoratori nelle costruzioni (+5.701). Tornano a crescere i marchigiani che lavorano nei servizi (+14.351) ma non nel commercio, alberghi e ristoranti dove si sono persi 4.098 posti di lavoro. Anche l’agricoltura torna in territorio positivo (+1.242 occupati).

“A giudicare dai dati Istat sull’occupazione” commenta il segretario Cna Marche Otello Gregorini “la ripresa produttiva sembra arrivata nelle Marche che fanno meglio della media nazionale sia per il tasso di occupazione che sale al 61,4 per cento contro il 59,1 per cento della media nazionale, sia   per il tasso di disoccupazione che nelle Marche è al 7,7 per cento mentre in Italia è ancora al 10,7 per cento.”

Complessivamente in un anno sono stati creati 41.200 posti di lavoro. Ma a beneficiarne sono stati soprattutto gli uomini (+33.942) mentre il lavoro femminile è cresciuto solo di 7.258 addetti.

“Discordanze di genere ancora più elevate” sottolinea Giovanni Dini direttore Centro Studi Cna Marche “interessano gli inattivi scoraggiati, quelli che non cercano un lavoro anche se sarebbero disponibili a lavorare: alla fine di giugno 2018 gli uomini in tale condizione sono calati del 50% (da oltre 10mila a 5.316) ma le donne sono cresciute di oltre il 55% (da 8.356 a 13mila). Il fenomeno dei Neet (persone scoraggiate, per lo più giovani, hanno perso al speranza di credere nel futuro) sembra ormai caratterizzare le donne che superano decisamente il doppio degli uomini nella stessa condizione”.

La maggior parte dei nuovi occupati si ha, secondo il Centro Studi Cna Marche, tra i lavoratori dipendenti (+31.799) mentre gli indipendenti crescono di 9.403 unità.