MARCHE, IMPRESA E TERRITORIO AL CENTRO DEL CANTIERE CHE PARTE

 DI OTELLO GREGORINI *

Da troppi anni le Marche sono ferme, insieme al resto d’Italia, con un Pil che è ancora inferiore a quello del 2007.  Da tanti e troppi anni la politica non è stata in grado di dare il giusto peso, funzione e ruolo alla piccola impresa. Troppo spesso assecondata e illusa in periodo elettorale, ma poi lasciata a se stessa nella sfida quotidiana.

E’ doverosa questa considerazione perché il sistema produttivo marchigiano come quello nazionale si caratterizza di piccolissime piccole e medie imprese e poche grandi aziende (il 95,4 per cento ha meno di 9 addetti e solo lo 0,1 per cento supera i 250 addetti). Si tratta di dati oggettivi con i quali fare i conti, altrimenti rischiamo di sbagliare l’analisi e di conseguenza le scelte che vengono messe in campo senza poi ottenere le ricadute sperate. Burocrazia, innovazione, infrastrutture, fisco, credito per citare alcuni dei temi fondamentali, hanno un impatto molto differente se siamo in presenza di una piccola impresa o di un’impresa molto strutturata, Non si tratta di scegliere se privilegiare la piccola o la grande impresa. Si tratta di far cogliere le opportunità a entrambe. Sono temi su cui si deve lavorare e fa bene la Giunta regionale a metterli al centro della propria strategia di mandato, in funzione delle tante risorse che possono arrivare.

Nei prossimi mesi si dovranno sostenere con forza e con risorse adeguate le piccole imprese marchigiane. Secondo il Centro Studi di Cna Marche, che ha elaborato i dati Istat, nel primo trimestre, il 48 per cento delle aziende della regione, diminuirà il proprio fatturato fino al 50 per cento e il 12,5 per cento lo vedrà contrarsi con percentuali superiori. Inoltre da qui a giugno il 33,3 per cento avrà seri problemi di liquidità e il 28,3 per cento dovrà affrontare seri rischi operativi e di sostenibilità dell’attività. Si tratta di uno scenario molto preoccupante, su cui intervenire, per scongiurare effetti pesanti sul sistema produttivo e sull’occupazione regionale.

L’azione della Giunta regionale, con la predisposizione del bilancio 2021/2023, indica nell’impresa e nel territorio due punti fondamentali dell’azione che intende sviluppare. Noi siamo d’accordo. Non solo.  Viene rimarcata l’importanza di ritornare ad una programmazione condivisa e dal basso, che la Cna ha sempre sostenuto. Con questa impostazione l’impresa diffusa delle Marche diventa un attore attivo e partecipe nelle scelte.

La vicenda pandemica modificherà molti aspetti della nostra vita e potrà anche creare, almeno in una prima fase, ulteriori criticità per tante nostre imprese. Ma i mesi futuri, confidando nel graduale superamento della pandemia, vedranno la nostra regione ed il nostro paese interessati da un flusso di risorse, ingenti e senza precedenti che derivano dal bilancio della regione, dalla programmazione pluriennale e dai progetti finanziati dall’Unione Europea, tali da permettere profondi cambiamenti. In primo luogo il comparto manifatturiero dev’essere rilanciato e riposizionato sul mercato globale. Allo stesso modo il turismo, su cui si è lavorato in questi anni, andrà ulteriormente rafforzato, rappresentando un segmento dalle grandissime potenzialità per il nostro territorio. Gli stessi servizi potranno continuare nella loro crescita dando impulso alla nostra economia. In questo contesto possiamo contare sul settore delle costruzioni che legato alla ricostruzione post sisma ed all’incentivazione del super bonus può dare un forte contributo all’economia marchigiana.

Insomma, lavorando insieme, Regione e attori sociali, si potranno utilizzare al meglio le ingenti risorse per lo sviluppo di Imprese e territorio. Intervenendo su innovazione, Infrastrutture burocrazia, credito e fisco possiamo realizzare dal 2021 un reale cambio di passo che ci faccia vedere il futuro con meno incertezze e garantisca una reale crescita dell’economia marchigiana.

*SEGRETARIO CNA MARCHE