MARCHE, IMPRESE CULTURALI PRIME IN ITALIA

foto greg silv CONVEGNO CNA CULTURA FOTO 1Lo scorso anno ad aver trovato un lavoro nelle professioni creative e culturali sono stati   3 mila giovani marchigiani, di cui il 48,7 per cento neolaureati. Il 19 per cento delle assunzioni delle imprese marchigiane sono state in questi settori. Ma la crisi ha avuto effetti negativi sulle imprese culturali, creative e dell’artigianato artistico della regione con il 50,7 per cento che ha avuto un calo del fatturato

 MARCHE, PRIME IN ITALIA PER LA RICHIESTA DI PROFESSIONI CREATIVE E CULTURALI

 I dati emersi dal convegno Cna su “Un percorso culturale pensato a mano”, con Neri Marcorè, il segretario nazionale Cna Sergio Silvestrini, il segretario nazionale di Symbola Fabio Renzi, l’assessore regionale Moreno Pieroni, la scrittrice Lucia Tancredi,

I marchigiani, nonostante la crisi pesi sui bilanci familiari, spendono il 7,3 per cento del loro reddito per i consumi culturali. Una percentuale che li colloca al quinto posto in Italia, dietro agli emiliano romagnoli (8,1 per cento), ai piemontesi (7,9), ai veneti (7,7) ed ai lombardi (7,6). Ad affermarlo l’indagine del Centro Studi Cna Marche illustrata ad Ancona nell’ambito del convegno sul progetto “Un percorso culturale pensato a mano”, che si è tenuto al Museo archeologico nazionale delle Marche.

Un settore, quello della cultura e delle imprese creative, che rappresenta una grande opportunità di lavoro per i giovani marchigiani. Secondo il “Rapporto sulle imprese del sistema cultura delle Marche”, presentato dal Centro Studi Cna, le Marche nel 2014 si sono piazzate al primo posto per la richiesta di professioni creative e culturali. Il 19 per cento delle assunzioni dell’ultimo anno è stato in questi settori. Seguono la Toscana e il Veneto con il 18 per cento di posti di lavoro creati nelle imprese culturali e creative. In termini assoluti, ad aver trovato un lavoro nelle professioni creative e culturali sono stati 3 mila giovani marchigiani, di cui il 48,7 per cento neolaureati.

Dopo i saluti del Sindaco di Ancona Valeria Mancinelli e dell’Assessore al Turismo e Cultura della Regione Marche Moreno Pieroni è stato il Magnifico rettore dell’università di Macerata Luigi Lacchè a relazionare su “imprese creative, innovazione ed umanesimo”. Il rapporto del Centro Studi Cna Marche sulle imprese culturali e creative, è stato al centro di una tavola rotonda , coordinata dal giornalista del Sole 24 Ore Lello Naso, hanno partecipato l’artigiana Valeria David, il segretario nazionale di Symbola Fabio Renzi, il designer Raul Sciurpa, il segretario nazionale Cna Sergio Silvestrini e la scrittrice Lucia Tancredi. Il dibattito è stato animato dall’attore Neri Marcorè.

“Negli ultimi due anni” ha affermato il segretario Cna Marche Otello Gregorini “la crisi ha avuto effetti negativi sulle imprese culturali, creative e dell’artigianato artistico della regione: il 50,7 per cento di loro, secondo la nostra indagine, ha avuto un calo del fatturato che è rimasto stabile per il 27 per cento ed è cresciuto solo per il 22,4 per cento delle imprese In questa situazione di difficoltà, il 18 ,2 per cento ha usufruito di forme di sostegno da parte di enti pubblici mentre il 15,6 per cento ha potuto contare su sponsorizzazioni di privati. Per aumentare la competitività, il 55,8 per cento delle imprese culturali e creative chiede incentivi per investimenti in tecnologia e innovazione. Inoltre le imprese chiedono di qualificare la domanda attraverso idonee politiche di promozione, di sostenere le attività sui mercati esteri e favorire la collaborazione con il mondo universitario e della ricerca.”

Uno sforzo condiviso dalla Regione che nel Por 2014 –20120 ha previsto di stanziare 6 milioni di euro per   il sostegno all’innovazione e aggregazione in filiere delle piccole e medie imprese   culturali e creative, della manifattura e del turismo, ai fini del   miglioramento della competitività in ambito internazionale e dell’occupazione.

Nelle Marche il comparto della cultura, della creatività e dell’artigianato artistico conta 12.781 imprese che occupano 48.500 addetti. Il valore aggiunto prodotto da queste imprese lo scorso anno è stato di 2,2 miliardi di euro, pari al 6,6 per cento del Pil marchigiano.

Dove si concentrano le imprese culturali marchigiane? Sopratutto nelle città sedi di Università (Ancona, Camerino, Macerata e Urbino) ma anche in alcune realtà particolari come Castelfidardo, nota per la produzione di fisarmoniche, Recanati che ha dato i natali a Leopardi, Offida legata al carnevale e Loreto alla Basilica. Per il 50,8 per cento si tratta di imprese individuali e per il 25,1 per cento di società di capitali. Seguono le società di persone (16,3), i consorzi (5,6) e le cooperative (2,3).

Al convegno di Ancona la Cna ha avanzato la proposta di creare Laboratori di Formazione Permanente per studenti e appassionati di arte, di cultura e di artigianato artistico per promuovere e valorizzare le imprese culturali e creative delle Marche.

L’artigiana Valeria David ha presentato il libro ” L’ultima veste “, manuale illustrato sul restauro delle camicie e degli abiti indossati dalle mummie rinvenute durante gli scavi archeologici nel comune di Monsampolo del Tronto, dal laboratorio La Congrega.

Al termine del convegno, è stata inaugurata la mostra La camicia nell’arte e nel linguaggio”, visitabile fino all’8 dicembre. La mostra si tiene nelle principali sedi museali di Ancona.

L’Ufficio Stampa: Daniela Giacchetti e Sergio Giacchi

 

DICHIARAZIONI DI ALCUNI PARTECIPANTI AL CONVEGNO

 

SERGIO SILVESTRINI Segretario Generale Cna: “noi rappresentiamo il bello di questo Paese. Nell’artigianato artistico si uniscono arte e manualita’ per portare nel mondo non solo manufatti di pregio ma la nostra storia e la nostra cultura. Grazie ad un accordo con Google a Amazon, nei prossimi mesi porteremo le nostre eccellenze artigiane su tutti i mercati internazionali”.

 

LUIGI LACCHE’ Magnifico Rettore Università di Macerata: “la cultura genera innovazione e non e’ un caso se oltre la meta’ dei titolari di imprese culturali marchigiane sono laureati. Si consideri che sei imprese culturali su dieci generano innovazione mentre tra la generalita’ delle imprese solo due su dieci sono innovatrici”

 

NERI MARCORE’ attore:  “arte e creativita’ sono i punti di forza degli artigiani della nostra regione, che hanno saputo che hanno saputo fare del modello economico marchigiano un sistema imitato nel mondo. Sono orgoglioso di essere anch’io un figlio di questa terra , figlio di artigiani visto che i miei genitori erano orlatori calzaturieri ed anche io mi sento un artigiano dell’arte e della cultura”.

 

FABIO RENZI segretario nazionale Symbola: “da alcuni anni noi di Symbola realizziamo un rapporto sul peso delle imprese culturali nell’economia delle regioni italiane. E puntualmente le Marche si piazzano al primo o al secondo posto come incidenza delle imprese della cultura e della creativita’ sul Pil e sull’occupazione regionale. Un primato ribadito anche quest’anno grazie anche ai tanti maestri artigiani di questa regione presenti in tutti i borghi delle Marche con produzioni di eccellenza, pienamente inseriti nei percorsi turistici regionali”

 

IN ALLEGATO FOTO DELL’INIZIATIVA

 

1)      Gregorini  e  Silvestrini

2)      Marcoré, Silvestrini, Santini, Gregorini e Tiranti

3)      Di Naso, Marcoré, Tancredi, Silvestrini, David, Sciurpa e Renzi

4)      Il pubblico presente al Convegno

 

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