MARCHE IN CALO IL TURISMO STRANIERO

FOTO STRANIERIGli stranieri che hanno visitato le Marche sono scesi da oltre un milione nel 2011 a 793 mila nel 2014 ed a 744 mila lo scorso anno mentre le notti passate nelle strutture ricettive regionali sono scese da 5,7 milioni di cinque anni fa a 4,1 milioni nel 2014 ed a 3,8 milioni nel 2015. Anche la spesa dei turisti stranieri è passata dai 362 milioni di euro del 2011 ai 302 milioni del 2014 ed ai 288 milioni dello scorso anno.

Sabatini e Belvederesi: “servono offerte turistiche integrate tra le località costiere e le aree interne, con percorsi di arte, cultura, artigianato ed enogastronomia per conquistare i turisti stranieri ed invertire la tendenza. Oltre a una adeguata promozione sul web, sui social e sulle community, tramite specifiche e mirate politiche di investimento.”

Marche, non passa lo straniero. Parte la stagione turistica e l’obiettivo degli operatori marchigiani è quello di invertire un trend che dal 2011 ha portato ad una costante diminuzione di presenze straniere negli esercizi ricettivi della nostra regione. Sempre meno stranieri scelgono di trascorrere le ferie nelle località balneari e turistiche marchigiane, in controtendenza con i dati nazionali che parlano di un turismo straniero in crescita.

“Nella graduatoria del 2015 delle destinazioni turistiche mondiali più frequentate dal turismo straniero” affermano i presidenti di Cna Marche Gino Sabatini e di Confartigianato Marche Vladimiro Belvederesi “l’Italia si conferma al quinto posto per gli arrivi e al settimo per gli introiti, con un aumento costante negli ultimi cinque anni sia degli arrivi sia dei pernottamenti. Invece gli stranieri che hanno visitato le Marche sono scesi da oltre un milione nel 2011 a 793 mila nel 2014 ed a 744 mila lo scorso anno mentre le notti passate nelle strutture ricettive regionali sono scese da 5,7 milioni di cinque anni fa a 4,1 milioni nel 2014 ed a 3,8 milioni nel 2015. La debolezza competitiva delle Marche – precisano Sabatini e Belvederesi – deriva dal fatto che , pur essendo l’offerta turistica ampia e articolata, solo di recente si è provveduto ad adeguarne la promozione sul web, sui social e sulle community, tramite specifiche e mirate politiche di investimento. I risultati dovrebbero vedersi già nei prossimi mesi.”.

Questo è quello che sperano gli albergatori e i titolari di agriturismi e bad & breakfast della nostra regione, per invertire una tendenza che, insieme alle presenze, ha visto diminuire anche la spesa dei turisti stranieri, passata dai 362 milioni di euro del 2011 ai 302 milioni del 2014 ed ai 288 milioni dello scorso anno. Con la provincia di Pesar e Urbino unica a vedere crescere la spesa dei turisti stranieri nel 2015, passata da 78 a 105 milioni di euro.

Quello dei turisti stranieri nelle Marche si è caratterizzato nel 2015 per essere stato un turismo mordi e fuggi nelle località balneari con una durata media del soggiorno di 4,4 giorni mentre nelle località collinari e montane e nelle città d’arte la durata della vacanza è stata in media di 16,6 giorni.

“Da questi dati” sostengono Belvederesi e Sabatini “emerge la necessità di proporre offerte turistiche più integrate tra le località costiere e le aree interne, costruendo percorsi capaci di valorizzare le nostre tante piccole perle di bellezza e di eccellenza paesaggistica ed enogastronomica e promuovendo adeguatamente tali percorsi. Dobbiamo tener presente che il nuovo turismo è multisettoriale e multidisciplinaree e coinvolge molti comparti dell’economia regionale: dall’agroalimentare all’abbigliamento e alle calzature, dalla cultura all’intrattenimento, dall’artigianato artistico ai servizi alla persona. Si pensi alle opportunità di un maggiore afflusso turistico straniero oltre che per le strutture ricettive anche per l’offerta di manufatti e di servizi artigiani di qualità.”

La speranza di Cna e Confartigianato Marche,   per la stagione turistica 2016, è che lo straniero torni a passare di qua ed a trattenersi nelle nostre località turistiche, conquistato dalla bellezza delle nostre spiagge insignite di recente della bandiera blu per la balneabilità, ma anche dall’arte, dalla cultura, dall’artigianato e dall’enogastronomia che da sempre sono eccellenze della nostra regione.