MARCHE, LA CULTURA AIUTA IL TURISMO

FOTO gino sabatiniNel 2015 i turisti hanno lasciato nelle Marche 1,9 miliardi di euro e il 51,3 per cento, pari a 974,1 milioni di euro è stato spesa in eventi culturali, in visite a musei e beni culturali o comunque in attività legate alle imprese culturali e ad attività di tipo creativo. Le imprese culturali e creative marchigiane hanno prodotto un valore aggiunto di 2,2 miliardi di euro pari al 6,2 per cento dei 35,2 miliardi prodotti dall’economia della regione.

Sabatini (Cna): “un ruolo importante è ricoperto dall’artigianato artistico e dalle piccole imprese creative e culturali, la cui valorizzazione è prevista dalla programmazione dei Fondi strutturali 2014-2012”.

Marche, la cultura aiuta il turismo. Nella nostra regione oltre la metà della spesa turistica del 2015   è stata attivata dalla cultura. Se i turisti hanno lasciato nelle Marche 1,9 miliardi di euro, ben il 51,3 per cento, pari a 974,1 milioni di euro è stato spesa in eventi culturali, in visite a musei e beni culturali o comunque in attività legate alle imprese culturali e ad attività di tipo creativo.

Dall’architettura al design, dal cinema alla danza, passando per libri e media, il settore dell’economia regionale che produce ricchezza attraverso la cultura è sul podio nazionale.

Si tratta di un primato condiviso con il Friuli Venezia Giulia che vanta il 51 per cento della spesa turistica attivata dalla cultura. Appena sotto, nella graduatoria delle regioni, troviamo il Lazio con il 49,3 per cento ed il Piemonte con il 48,3 per cento di spesa turistica culturale. Valori lontanissimi dalla media nazionale che si ferma al 37,5 per cento per complessivi 29,1 miliardi di euro di spesa turistica attivata dalla cultura.

Tra le province marchigiane, quella dove il sistema produttivo culturale e creativo incide di più sulla spesa turistica è quella di Macerata , che si classifica al sesto posto tra le province italiane con il 63,1 per cento. Appena sotto troviamo Pesaro Urbino con il 62,6 per cento. Tra le prime venti province per spesa turistica attivata dalla cultura c’è anche Ancona, ventesima con il 48 per cento.

Ad affermarlo il Centro Studi Cna delle Marche, che ha elaborato i dati di   Symbola e Unioncamere.

“Contrariamente a quello che si potrebbe pensare” afferma il presidente Cna Marche Gino Sabatini “i Comuni marchigiani a trazione turistica e culturale non sono solo quelli più grandi e le città d’arte ma anche molti piccoli centri che si caratterizzano per l’offerta legata al paesaggio e ad un patrimonio diffuso di arte e cultura nel quale un ruolo importante è ricoperto dall’artigianato artistico e dalle piccole imprese creative e culturali”.

Imprese creative e culturali. Sono loro l’elemento fondante della capacità di attrarre turisti della nostra regione. Sono 7.164 mentre in Italia arrivano a 288.199. Ad occuparsi di libri e stampa nella nostra regione ci sono 2.530 piccole imprese mentre 1.150 sono gli studi di architettura. Ad occuparsi di comunicazione sono 992 aziende a cui si aggiungono 366 tra radio e società di film e video. Nella regione patria del made in Italy, le imprese che lavorano nel design sono 971 pari al 13,6 per cento delle imprese italiane del settore, percentuale più alta d’Italia. Tra le imprese culturali e creative rientrano anche i 715 creativi che si occupano di videogiochi e software ed i 216 che si dedicano alla musica. Infine sono 204 le aziende impiegate nelle arti visive e nelle performing arts e 20 quelle che si occupano di patrimonio storico e artistico.

La cultura crea ricchezza. A smentire il luogo comune che con la cultura non si mangia, arrivano i dati di Symbola, elaborati per le Marche dal Centro Studi Cna. Nel 2015 le imprese culturali e creative marchigiane hanno prodotto un valore aggiunto di 2,2 miliardi di euro pari al 6,2 per cento dei 35,2 miliardi prodotti dall’economia della regione. In cinque anni, tra il 2011 e il 2015 il valore aggiunto prodotto da queste imprese è cresciuto di 70 milioni di euro. In Italia il sistema produttivo culturale e creativo ha prodotto un valore aggiunto di 89,7 miliardi di euro pari al 6,1 per cento dei 1.468,9 miliardi totali.

La cultura crea lavoro. Nelle Marche i posti di lavoro legati alle imprese culturali e creative sono 42.200 pari al 6,7 per cento dei 631.458 occupati marchigiani. Tra il 2011 e il 2015 nel settore i posti di lavoro sono aumentati di 3.500 unità mentre sono complessivamente diminuiti in tutti gli altri settori (-2.298). In Italia gli addetti nel sistema produttivo culturale e creativo sono 1,4 milioni che corrisponde al 6,1 per cento dei 24,5 milioni di lavoratori.

Nella programmazione dei Fondi strutturali 2014-2020” sostiene il responsabile Turismo e Cultura Cna Marche Gabriele Di Ferdinando “uno degli obiettivi è quello di sostenere innovazione e aggregazione in filiere delle PMI culturali e creative, della manifattura e del turismo ai fini del miglioramento della competitività in ambito internazionale e dell’occupazione. Un tema che a nostro avviso prevede l’attuazione di interventi che valorizzino il patrimonio culturale e creativo e che sostengano il sistema produttivo regionale caratterizzato da fabbrica diffusa, tipicità artigiane e molteplicità delle specializzazioni. Un futuro possibile per migliorare l’ attrattività e la sostenibilità turistica della regione”.

 

LE MARCHE DELLA CULTURA E DELLE IMPRESE CREATIVE
2015
MARCHE
valore aggiunto mln euro 2.200,90
% totale economia 6,2
occupati 42.200
% totale occupati 6,7
MARCHE, LE IMPRESE CULTURALI E CREATIVE
architettura 1.150
comunicazione 992
design 971
film, video, radio, tv 366
videogiochi e software 715
musica 216
libri e stampa 2.530
arti visive e performing arts 204
patrimonio storico artistico 20
TOTALE 7.164
MARCHE, SPESA TURISTICA ATTIVATA DALL’INDUSTRIA CULTURALE
milioni di euro 974,1
incidenza % sul totale della spesa turistica 51,3

Fonte: elaborazione Centro Studi Cna Marche su dati Symbola e Unioncamere