MARCHE, LA MINACCIA OGM PER LE 3 MILA AZIENDE CHE FANNO AGRICOLTURA BIOLOGICA.

Oggi la Camera, potrebbe dare il via libero alle produzioni Ogm. Il 28 dicembre 2020, la Commissione Agricoltura del Senato ha espresso parere favorevole su quattro decreti proposti dalla Ministra dell’Agricoltura, Teresa Bellanova

 

Nelle Marche l’agricoltura biologica, nata e tutelata già a livello regionale nel 1990, rappresenta oggi il 20% delle terre coltivate contro una media europea ferma all’8% e un numero sempre maggiore di aziende (quasi 3.000) capaci di competere a ritmo di biodiversità.

“tutto questo” afferma Francesca Petrini presidente regionale e portavoce nazionale di Cna Agroalimentare, “potrebbe essere messo in discussione se oggi, la Camera, darà il via libero alle produzioni Ogm. Il 28 dicembre 2020, la Commissione Agricoltura del Senato ha espresso parere favorevole su quattro decreti proposti dalla Ministra dell’Agricoltura, Teresa Bellanova permettendo di fatto la sperimentazione in campo (non tracciabile) di varietà di sementi e materiale di moltiplicazione ottenuti con le “nuove tecniche di miglioramento genetico”. Per la cronaca, queste sono state riconosciute OGM nel 2018 grazie ad una sentenza della Corte Europea di Giustizia pertanto devono sottostare alle normative europee esistenti in materia. Ma non solo, questi decreti finiscono per avvantaggiare – da un punto di vista industriale – solo un numero ristrettissimo di imprese sementiere, mentre avrà un impatto negativo non solo sui sistemi agrari del paese ma anche sull’industria agroalimentare, comprese quindi le produzioni bio, Dop, Igp e Stg. Insomma si va a colpire un’economia (oltre 4,3 miliardi di euro il valore del bio e 16 miliardi quello dei prodotti a denominazione di origine), quella del sistema agroalimentare, che nonostante tutto, dopo la crisi del 2008 e oggi quella pandemica, ha sempre dimostrato di saper resistere e farsi valere nel mondo anche in virtù della sua riconosciuta qualità Ogm free. Ebbene da domani tutto questo sarà forse messo in gioco, forse buttato all’aria. Sul fatto che gli Ogm non rappresentassero quantomeno una soluzione durevole al problema dei parassiti l’avevamo capito ma sulla loro insidiosità ancora poco si sa. Alcune pubblicazioni parlano infatti di effetti collaterali indesiderati dovuti all’insorgenza di mutazioni inattese a seguito dell’uso del gene editing utilizzando CRISP-Cas9. Se, al contrario, si vuole parlare di sostenibilità vera, non si può ignorare la portata benefica dell’agricoltura biologica per numerose ragioni. La ragione delle ragioni è sicuramente rappresentata dalla tutela della biodiversità con un 30% in più di specie custodite da parte delle aziende bio che lavorano terreni più resilienti grazie alle maggiori biomassa e stabilità rappresentando una forma di protezione importante anche in caso di siccità e inondazioni. Persino l’Onu ha riconosciuto nell’agricoltura biologica un modello di produzione e consumo più sostenibile, alla base della sicurezza alimentare. Esprimere dunque un no agli Ogm non significa essere contrari alla scienza né al progresso, significa rispettare gli ecosistemi e la biodiversità. Ci auguriamo quindi che la Camera blocchi gli Ogm e confermi la posizione storica del nostro paese contro gli Ogm nella direzione di una vera e riconoscibile transizione ecologica volta a difendere la salute, l’ambiente e la sopravvivenza della tradizione agricola italiana.”