MARCHE, LA PROTESTA DEI CARROZZIERI

foto autocarrozzeriaMobilitazione della categoria contro l’obbligo del risarcimento ‘in forma specifica’ e adesione alla manifestazione nazionale del 15 gennaio a Roma

Confartigianato e Cna: “Altro che calo delle tariffe, si penalizzano imprese e automobilisti”

 Carrozzieri delle Marche in rivolta: a rischio centinaia di aziende e moltissimi posti di lavoro. “Non accettiamo di essere messi fuori mercato in nome di una presunta riduzione delle tariffe Rc auto e di una finta liberalizzazione”. É quanto sostengono i carrozzieri di Confartigianato Marche e Cna Marche che hanno proclamato lo stato di mobilitazione e parteciperanno alla manifestazione del 15 gennaio a Roma. Seguiranno poi altre iniziative anche locali per sensibilizzare opinione pubblica e forze politiche.  Le disposizioni in materia di RC auto contenute nell’art. 8  D.L. 145/13  dell’ultimo provvedimento del Governo denominato “Destinazione Italia” minacciano la sopravvivenza di imprese e di addetti del settore. I carrozzieri di Cna Marche e Confartigianato Marche contestano la misura che renderebbe nei fatti obbligatoria la “forma specifica” nel risarcimento dei danni dei veicoli incidentati, vale a dire far riparare il veicolo incidentato esclusivamente dalle carrozzerie convenzionate con le assicurazioni e pagate direttamente da queste ultime. In questo modo si rischia di far chiudere le carrozzerie indipendenti, che non operano in convenzione con le assicurazioni, e si impedisce ai cittadini di esercitare la libera scelta di essere risarciti in denaro e di farsi riparare l’auto dall’officina di fiducia. Questa norma – sottolineano le Associazioni dei carrozzieri – è l’esatto contrario delle liberalizzazioni perché, nei fatti, si indirizza tutto il mercato della riparazione verso le carrozzerie convenzionate, alle quali le Assicurazioni impongono condizioni contrattuali-capestro che le costringono a lavorare sotto costo, mettendo così a rischio anche la qualità della riparazione e con essa la sicurezza dei veicoli.

Le compagnie di assicurazioni, in palese conflitto di interesse, tentano così di appropriarsi del mercato della riparazione dei veicoli incidentati – ribadiscono Confartigianato Marche e Cna Marche.  La riparazione costituisce solo una piccola parte nella gestione del sinistro.  Basti ricordare infatti che  fatto 100 il costo medio complessivo del sinistro , il 65% è imputabile ai risarcimenti per danno fisico, il 25% serve a coprire alcuni  costi fissi e indiretti delle compagnie (non collegabili ai singoli sinistri) e solo il 10% copre il costo puro della riparazione. Quest’ultimo per il 60% è imputabile al prezzo dei ricambi mentre solo il 40% riguarda la manodopera delle carrozzerie. Pertanto se l’obiettivo è quello di ridurre i costi dei sinistri, nel tentativo di perseguire una riduzione dei premi assicurativi, occorre attuare una strategia e un piano di azione coerenti con la composizione di tali costi, evitando ipotesi che danneggiano la concorrenza nel mercato della riparazione e negano la libera scelta dell’assicurato. Le Associazioni artigiane invitano anche a leggere bene le clausole al momento della stipula delle polizze per evitare brutte sorprese.

Da sottolineare come gli incidenti nelle Marche siano diminuiti passando dai 6.535 del 2011 contro i 5.463 del 2012.

“Giù le mani dalle carrozzerie”, è questo l’appello che viene lanciato per scongiurare una completa rivisitazione del comparto ad uso esclusivo e funzionale delle esigenze delle compagnie assicurative.    

 

INCIDENTI STRADALI CON LESIONI A PERSONE

 

 

2012

2011

Var. % 2011/2012

Province Incidenti Morti Feriti Incidenti Morti Feriti Incidenti Morti Feriti
Pesaro-Urbino

1.256

17

1.755

1.467

43

2.036

-14,4

-60,5

-13,8

Ancona

1.680

35

2.563

2.045

33

3.056

-17,8

+6,1

-16,1

Macerata

1.027

24

1.524

1.243

25

1.826

-17,4

-4,0

-16,5

Ascoli Piceno

914

14

1.245

1.009

8

1.368

-9,4

+75,0

-9,0

Fermo

586

9

882

771

20

1.179

-24,0

-55,0

-25,2

MARCHE

5.463

99

7.969

6.535

129

9.465

-16,4

-23,3

-15,8

 

dati ISTAT