MARCHE, LA PROTESTA DI ESTETISTE E ACCONCIATORI

Hanno applicato alla lettera i protocolli di sicurezza indicati dalla Regione e dal Governo, ma sono costretti a stare chiusi. Nella regione le estetiste sono 1.319 e gli acconciatori 2.943.

 Perlita Vallesciani: “un problema da non sottovalutare è la concorrenza illegale degli abusivi, che tagliano i capelli o fanno le manicure nelle case private, senza protocolli di sicurezza adeguati e con grave rischio di contagio, per loro e per i loro clienti.”

 Hanno applicato alla lettera i protocolli di sicurezza indicati dalla Regione e dal Governo. Protocolli più stringenti di quelli previsti per altre categorie. Hanno investito risorse per garantire la sicurezza dei loro clienti ed oggi si ritrovano nella stessa situazione di dodici mesi fa: serranda abbassate e chiusura totale.

Le estetiste e gli acconciatori marchigiani non ci stanno. Chiedono di poter lavorare per appuntamento e in sicurezza.

“Riteniamo” afferma la presidente Cna Marche Benessere e Sanità, Perlita Vallasciani “che i servizi alla persona come i nostri, vadano equiparati ad altre attività che restano aperte perché ritenute di prima necessità. In un momento così difficile, anche la cura della persona è una necessità, basata su un rapporto fiduciario con la propria estetista o il proprio acconciatore.”

Nelle Marche le estetiste sono 1.319 mentre barbieri e parrucchieri sono 2.943. Attività in grande difficoltà e posti di lavoro a rischio. Specialmente se le chiusure dovessero durare ancora a lungo.

“Un altro problema da non sottovalutare “precisa Perlita Vallesciani “è la concorrenza illegale degli abusivi, che tagliano i capelli o fanno le manicure nelle case private, senza protocolli di sicurezza adeguati e con grave rischio di contagio, per loro e per i loro clienti. Insomma, nell’intento di combattere il virus, si possono creare le condizioni per favorire la sua diffusione”