MARCHE, LA RIPRESA OCCUPAZIONALE ACCELLERA GRAZIE ALLE PRODUZIONI MANIFATTURIERE E ALL’ EDILIZIA

Nel terzo trimestre 2017, le Marche registrano occupati in decisa crescita rispetto al II trimestre (+18.186) e disoccupati in forte calo (-8.555), In aumento è anche l’occupazione nel terziario (+5.414), nonostante la diminuzione nei servizi del turismo e della ristorazione (+10.772). Si arresta la caduta degli occupati indipendenti (+6.183) e prosegue la crescita dei dipendenti (+12.004).

 MARCHE, LA RIPRESA OCCUPAZIONALE ACCELERA GRAZIE ALLE PRODUZIONI MANIFATTURIERE IN DIFFICOLTA’ COMMERCIO TURISMO E RISTORAZIONE.

RIPRENDE A CRESCERE L’OCCUPAZIONE IN EDILIZIA

 Al top tra i lavoratori più cercati dalle imprese ci sono i commessi, soprattutto da parte della grande distribuzione (900 entro la fine dell’anno) e con contratti a termine. Seguono gli operai qualificati nella meccanica (840), i cuochi e camerieri (760) e gli operai qualificati nel tessile abbigliamento e calzaturiero (630).

 Migliora l’occupazione nelle Marche. E cresce la richiesta da parte delle imprese di operai qualificati e specializzati. Soprattutto nella meccanica, nel tessile abbigliamento e in edilizia. Ma anche nelle industrie alimentari, nella carta e nella plastica. Ad annunciarlo Cna e Confartigiaanto Marche che hanno elaborato i dati Istat e Unioncamere sul mercato del lavoro marchigiano e le professioni richieste dalle imprese.

Il mercato del lavoro.

Tra luglio e settembre gli occupati nella nostra regione fanno un notevole balzo in avanti: da 607.029 a 625.215 (+18.186) ed anche la forza lavoro cresce di 9.632 unità.

“Significa” spiegano Confartigianato e Cna “ che la partecipazione al mercato del lavoro sta crescendo e che persone in età lavorativa si aggiungono a quelle che lavorano o cercano occupazione. Un fenomeno che riguarda soprattutto gli uomini e l’industria manifatturiera mentre l’occupazione cala per le donne e nel commercio”.

Se sono molti gli uomini che erano usciti dal mercato del lavoro rinunciando a cercarsi un’occupazione, che hanno deciso di rimettersi in gioco (gli inattivi scoraggiati maschi scendono da 10.772 a 3.711), tra le donne è avvenuto il fenomeno opposto: quelle che non cercano ma diponibili a lavorare salgono sa 8.357 a 13.843 (+5.486). Cala anche il tasso di disoccupazione che scende dall 11,1 al 9,7 per cento.

I settori dove crescono gli occupati. Ad assumere tra aprile e luglio sono state soprattutto le imprese dell’industria manifatturiera (+13.168) ed i servizi (+5.414) mentre il commercio ha perso 10.772 occupati. Su 18.187 nuovi occupati, in 12.004 hanno trovato alvoro alle dipendenze e in 6.183 hanno deciso di tentare la strada del lavoro autonomo.

“E’ importante registrare” Sottolineano Cna e Confartigiaanto Marche “che anche l’occupazione del settore costruzioni è in ripresa, seppur modesta (+687 occupati, pari al +2,1%). Anche questo settore sembra avere avviato una fase di riavvio, probabilmente anche per effetto delle attività legate all’emergenza post-sisma e all’avvio della ricostruzione. Ma se da un lato gli effetti del terremoto sembrano stimolare la ripresa del settore costruzioni, probabilmente siamo di fronte ad eeffetti contrari e negativi per quanto riguarda i servizi del commercio e del turismo (alberghi e ristorazione): in questo caso la diminuzione degli occupati è rilevante (-10.772 occupati pari al -8,8%).”

Se l’occupazione aumenta tra il secondo e il terzo trimestre del 2017, anche il confronto con lo stesso trimestre dell’anno precedente registra una tendenza positiva con il tasso di dissoccupazione che scende dal 9,9 dello scorso settembre al 9,7 dello stesso mese del 2017, con il dimezzamento degli scoraggiati, la crescita degli occupati nell’industria (+13.404 ) e il crollo nei servizi (-14.222).

Le richieste delle imprese.

La tendenza ad assumere da parte delle imprese prosegue. Secondo l’indagine Excelsior Unioncamere le imprese marchigiane assumeranno nei prossimi tre mesi 26 mila lavoratori di cui quasi 8 mila entro la fine dell’anno. Di questi il 38,6 sarà assorbito dalle industrie manifatturiere, il 16 per cneto dal comemrcio, il 12,5 dai servizi di alloggio e ristorazione, il 15,4 dai servizi alle imprese e il 10,5 dai servizi alle persone.

I mestieri più richiesti. Al top tra i lavoratori più cercati dalle imprese ci sono i commessi, soprattutto da parte della grande distribuzione (900 entro la fine dell’anno) e con contratti a termine. Seguono gli operai qualificari nella meccanica (840), i cuochi e camerieri (760) e gli operai qualificati nel tessile abbigliamento e calzaturiero (630).