MARCHE, LE IMPRESE LASCIANO AL FISCO QUASI I DUE TERZI DEL REDDITO

immagine fisco cna nazAd affermarlo un’indagine del Centro Studi della Cna nazionale, che ha preso come riferimento un’impresa tipo con un reddito di 50 mila euro. A stare peggio gli artigiani pesaresi Pesaro che nel 2016 dovranno pagare il 63,4 per cento di tasse di cui il 40,5 per cento di Irpef e il 22,9 per cento di tasse locali. Rispetto all’anno precedente l’incremento è stato dello 0,1 per cento, imputabile alle tasse nazionali mentre i tributi locali sono scesi dal 23,2 al 22,9 per cento. Seguono Urbino, Macerata, Ancona, Fermo e Ascoli Piceno.

In Italia la città dove le imprese pagano meno tasse è Gorizia con il 54,4 per cento del reddito mentre il Comune più esoso è Reggio Calabria con il 73,2 per cento.

 Le imprese più tassate (sarebbe meglio dire tartassate) delle Marche? Quelle di Pesaro che nel 2016 dovranno pagare il 63,4 per cento di tasse di cui il 40,5 per cento di Irpef e il 22,9 per cento di tasse locali. Rispetto all’anno precedente l’incremento è stato dello 0,1 per cento, imputabile alle tasse nazionali mentre i tributi locali sono scesi dal 23,2 al 22,9 per cento. Ad affermarlo un’indagine del Centro Studi della Cna nazionale, che ha preso come riferimento un’impresa tipo con un reddito di 50 mila euro, ricavi per 431 mila euro, 5 dipendenti , un laboratorio di 350 metri quadri e un negozio di per la vendita di 175 metri quadri. Sono state prese in esame le tasse pagate a Stato, Regione ed enti locali; irpef, contributi previdenziali, Irap, Tari e Tasi. Nella classifica delle città capoluogo italiane Pesaro si piazza al 31 esimo posto. L’imprenditore pesarese potrà cominciare a lavorare per sé stesso soltanto dal 19 agosto e gli rimarrà in tasca un reddito netto di 18.314 euro, 16 in meno del 2015. Prima di quella data dovrà farlo per lo Stato.

In Italia la città dove le imprese pagano meno tasse è Gorizia con il 54,4 per cento del reddito mentre il Comune più esoso è Reggio Calabria con il 73,2 per cento.

“Finché un imprenditore dovrà lasciare i due terzi del reddito allo Stato e comincerà a lavorare per sé stesso ad agosto” commentano il presidente Cna Marche Gino Sabatini e il segretario Otello Gregorini “non si fa ripartire l’economia e non si rilanciano i consumi. Occorre ridurre la pressione fiscale sulle imprese e sul lavoro utilizzando le risorse provenienti dai tagli che andranno fatti alla spesa pubblica improduttiva e dalla lotta all’evasione fiscale.”

Nella classifica delle imprese più tartassate delle Marche, dopo quelle pesaresi vengono quelle di Urbino che si piazzano al 51esimo posto nella graduatoria nazionale con una pressione fiscale complessiva del 61,3 per cento, in linea con quella del 2015. Anche qui mentre scendono le imposte locali (dal 19,5 al 19,2) salgono quelle nazionali (dal 41,8 al 42,1). A Urbino il reddito netto disponibile sarà di 19.330 euro con un calo di 21 euro rispetto al 2015 e il “Tax free day” arriverà il 12 agosto. Simile a Urbino la situazione a Macerata dove la nostra impresa lascerà nelle mani del fisco il 61,2 per cento del reddito, piazzandosi al 52 esimo posto sulle 124 città capoluogo prese in esame dal Centro Studi della Cna. Nelle tasche dell’imprenditore rimarranno 19.383 euro su 50 mila (20 euro in meno del 2015) mentre il giorno della liberazione dalle tasse sarà l’11 agosto.

Dopo Macerata viene Ancona al 68 esimo posto.   Dove il peso fiscale nel 2016 è del 60 per cento come nel 2015, con un reddito netto disponibile di 19.994 euro e la liberazione dalle tasse che scatterà il 7 agosto.

Le cose cominciano ad andare meglio se l’impresa artigiana ha la propria sede a Fermo. In tal caso l’imposizione fiscale si ferma nel 2016 al 58,9 per cento come lo scorso anno e in tasca all’imprenditore resteranno 20.530 euro. Dal 3 agosto smetterà di lavorare per il fisco e nella classifica nazionale si piazza al 90 esimo posto. Sullo stesso livello di Fermo si trovano le imprese maceratesi che si piazzano al 91 posto in classifica. Anche per loro si ha un’imposizione fiscale complessiva del 58,9 per cento con 20.532 euro di reddito disponibile e la liberazione dalle tasse fissata per il 3 agosto. Una costante vale per tutte le città capoluogo delle Marche. Ad una diminuzione di imposte e tributi locali che varia tra lo 0,2 e lo 0,3 corrisponde un analogo aumento delle imposte nazionali. E il peso fiscale sulle imprese non cambia, oscillando tra il 63,4 di Pesaro e il 58,9 di Fermo ed Ascoli Piceno.

 

2016, le tasse nelle città delle Marche          
            var tot var irpef var imp loc
class città %Irpef e Ivs %imp loc tot tax free day 016/015 016/015 var 2016-2015
1 Reggio C.     73,2 24-set-16      
31 Pesaro 40,5 22,9 63,4 19-ago-16 0,1 0,3 -0,3
51 Urbino 42,1 19,2 61,3 12-ago-16 0,0 0,3 -0,3
52 Macerata 41,7 19,5 61,2 11-ago-16 0,0 0,3 -0,2
68 Ancona 41,7 18,3 60,0 07-ago-16 0,0 0,2 -0,2
90 Fermo 41,4 17,5 58,9 03-ago-16 0,0 0,2 -0,2
91 Ascoli 41,5 17,4 58,9 03-ago-16 0,0 0,3 -0,3
124 Gorizia     54,4 17-lug-16