MARCHE, MAFIA SEMPRE PIU’ AGGRESSIVA. L’ALLARME LANCIATO DAL PRESIDENTE DELLA CORTE DI APPELLO DI ANCONA

MARCHE, IL PERICOLO DI INFILTRAZIONI MAFIOSE AFFRONTATO IN UN CONVEGNO DI CNA E “LIBERA” AD ANCONA

 

“Le infiltrazioni mafiose nella Marche non sono un fenomeno allarmante, ma presentano un andamento in crescita. Un ruolo crescente viene svolto dalla mafia albanese e da quelle dell’Est Europa, soprattutto  nella prostituzione e nel traffico di droga. La recente abolizione del certificato antimafia per le imprese da parte del Governo non aiuta sicuramente la lotta alla criminalità organizzata.” Lo ha affermato il presidente della Corte di Appello di Ancona, dottor Paolo Angeli,  al convegno organizzato dalla Cna Marche insieme a “Libera” ed alla Cna Fita nazionale, dal titolo emblematico “Sulle strade della legalità”, che ha voluto porre l’accento sul rischio di penetrazione mafiosa nella nostra regione, confermata da episodi inquietanti verificatisi negli anni scorsi. Dalla scoperta di una rete criminale che commetteva reati legati alla contraffazione, al traffico di rifiuti pericolosi, alle estorsioni, i sequestri di droga, l’usura, la prostituzione, i reati ai danni del patrimonio, i traffici illeciti internazionali.

“Sono episodi  che non bastano a definire le Marche una regione ad alta esposizione mafiosa ma che ha affermato il Segretario nazionale Cna Sergio Silvestrini “sono sufficienti a suggerire  l’importanza di monitorare il fenomeno. Facendo leva su quello che da sempre è un punto di forza della regione: un tessuto sociale e produttivo vigile e consapevole, fondamentale nel segnalare episodi ed intrecci sospetti.”

In dieci anni, tra il 2001 e il 2010, i reati denunciati dai marchigiani alle forze dell’ordine sono passati da 36.327 a 54.119 con un incremento del 49 per cento. Più del doppio rispetto alla crescita dei reati in Italia (+21,1 per cento). Insieme agli episodi criminosi aumenta il numero delle famiglie che lamenta situazioni di disagio.. Dal 13,2 per cento del 2001 si è passati al 15,5 per cento del 2010 fino al 17,6 per cento dell’anno scorso. Un’insicurezza che non è solo percepita ma che poggia su situazioni reali, che vedono i reati di criminalità diffusa aumentare in dieci anni del 46,6 per cento e quelli di criminalità violenta (stragi, omicidi e tentati omicidi, lesioni dolose, violenze sessuali, sequestri di persona, attentati, rapine) fare un balzo in avanti del 73,3 per cento. I reati ambientali nel 2010 sono stati 682 rispetto ai 530 dell’anno precedente e le estorsioni 113 mentre i reati riferibili in qualche modo a forme di criminalità organizzata sfiorano i 500 episodi ogni anno, con una media di 30 reati ogni 100 mila abitanti.

Un altro elemento al quale prestare grande attenzione, oltre alle classiche aggressioni della mafia alle imprese, è quello della mafia che si fa impresa, condizionando fortemente i settori dell’autotrasporto, della filiera agroalimentare, del comparto turistico ed alberghiero, dell’edilizia.

Per non parlare dell’emergenza usura, alimentata da una crisi economica che costringe alla chiusura 50 imprese al giorno mentre l’indebitamento medio per impresa  è di 180 mila euro ed è cresciuto negli ultimi dieci anni del 93 per cento.

La costituzione di un “Osservatorio regionale antimafia” nelle Marche, è stata proposta dal presidente Cna Marche Renato Picciaiola, che ha citato la proposta di legge regionale presentata l’anno scorso dal Partito Democratico e ripresa dall’Italia dei Valori, che però non ha avuto seguito. Nel Centro Nord sarebbe il terzo, dopo quelli già istituiti in Lombardia ed Emilia Romagna. Potrebbero farne parte, secondo Picciaiola,  rappresentanti istituzionali, delle associazioni antimafia come “Libera”, delle forze sociali, sindacali ed imprenditoriali.

All’iniziativa della Cna sono ono intervenute  tre donne in prima linea nell’impegno contro la criminalità organizzata: Maria Belfiore, imprenditrice e presidente dell’associazione antiracket Napoli “Centro per la legalità; Cinzia Franchini, presidente nazionale di Cna – Fita, che un paio di mesi fa ha ricevuto una busta con tre proiettili, per il suo impegno contro le infiltrazioni mafiose in un settore come l’autotrasporto, da tempo nel mirino delle diverse forme di criminalità organizzata; Paola Senesi, referente per l’associazione “LIBERA contro le mafie”, che si sta battendo per tenere alta l’attenzione sui tentativi della mafia di penetrare nella nostra regione, che ha chiesto alle amministrazioni pubbliche “di non fare appalti al massimo ribasso, perché così si aiutano le mafie”.  Ha moderato il dibattito Stefano Marroni, vicedirettore del Tg2

 

REATI E CRIMINALITA' NELLE MARCHE

 

 

 

 

 

 

2001

2010

2011

var. ass

var. %

Reati di criminalità diffusa *

17.081

25.038

 

7.957

46,6

Reati di criminalità violenta **

1.206

2.094

 

888

73,6

Minorenni denunciati

308

562

 

254

82,5

Soggetti denunciati

17.489

23.485

 

5.996

34,3

reati ambientali

Nd

682***

 

 

 

Estorsioni

Nd

113

 

 

 

reati denunciati

36.327

54.119

 

17.792

49,0

Famiglie a disagio criminalità

13,2

15,5

17,6

 

 

*compresi i furti                                                                                                                 

** stragi, omicidi e tentati omicidi, lesioni dolose, violenze sessuali, sequestri di persona, attentati, rapine

*** erano 530 nel 2009                                                                                                          

                                                                                                                       

                                                                                                                       

REATI E CRIMINALITA' IN ITALIA

 

 

 

 

 

 

2001

2010

2011

var. ass

var. %

Reati di criminalità diffusa *

      1.337.325

  1.327.119

 

-10.206

-0,8

Reati di criminalità violenta **

          76.000

    107.247

 

31.247

41,1

Minorenni denunciati

          17.076

      29.558

 

12.482

73,1

Soggetti denunciati

        689.501

    867.828

 

178.327

25,9

reati denunciati

2.163.826

2.621.019

 

457.193

21,1

Famiglie a disagio criminalità

30,8

27,1

26,6

 

 

Fonte: Istat, Legambiente, S.o.s Impresa

 

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