MARCHE, PICCOLI SEGNALI DI RIPRESA NEL TESSUTO PRODUTTIVO

Piccoli segnali di ripresa nel sistema produttivo marchigiano. Tra aprile e giugno il numero delle imprese marchigiane è tornato ad aumentare (+945) per effetto delle 2.548 nuove attività a fronte delle 1.603 che hanno chiuso i battenti. Un’inversione di tendenza rispetto al primo trimestre dell’anno, quando le aziende marchigiane erano diminuite di 1.267 unità. Ed una dimostrazione di fiducia nel futuro da parte dei tanti che hanno deciso di avviare un’attività imprenditoriale, sfidando una congiuntura ancora difficile. Nonostante ciò resta negativo il saldo dei primi sei mesi dell’anno, che vede il sistema produttivo marchigiano diminuire di 322 imprese di cui 292 artigiane.

Ad affermarlo i Centri Studi di Cna e Confartigianato Marche che hanno elaborato i dati Infocamere sulla natalità e la mortalità delle imprese.

“L’inversione di tendenza del secondo trimestre 2017” affermano Confartigianato e Cna Marche interessa tutte le attività e, benchè l’incremento del secondo trimestre possa ricondursi in parte a fattori stagionali, esso testimonia che il tessuto di imprese della regione è vitale e riesce ad avvantaggiarsi ancora delle opportunità che si pongono per fare impresa. E questo avviene nonostante l’effetto negativo che è stato esercitato sulle attività d’impresa da parte del terremoto e poi dalle difficoltà della fase di ricostruzione.”

A spingere la crescita delle imprese marchigiane sono soprattutto i servizi e il commercio. In particolare tra aprile e luglio le imprese commerciali sono aumentate di 184 unità e quelle di alloggio e ristorazione di 129 aziende. In aumento anche i servizi di informazione e comunicazione (+34) e quelli di supporto alle imprese (+70). Bene anche le attività immobiliari (+47) e le attività artistiche e sportive (+47).   Anche tra le imprese edili si registra una lieve inversione di tendenza (passano da 20.504 a 20.554 con un aumento di 55 aziende). Un ulteriore rilancio delle attività edili si può prevedere in corrispondenza alla fase di ricostruzione delle aree terremotate.

Per quanto riguarda il comparto manifatturiero il secondo trimestre dell’anno ha visto un aumento di appena 18 imprese mentre nel semestre si sono perse 120 imprese, soprattutto nel calzaturiero (-45) e nel legno mobile (-43). Alla fine di giugno le imprese manifatturiere marchigiane erano 19.338.

Andando sui territori si può vedere come tra aprile e luglio i risultati migliori si sono avuti nelle province di Ancona (+250) e Macerata (+247). Un territorio, quello maceratese , che dimostra una grande voglia di ripartire, lasciandosi alle spalle le conseguenze del sisma. Bene anche le altre province. A Pesaro e Urbino ci sono 179 imprese in più, ad Fermo 138 e ad Ascoli Piceno 131.

Guardando alla ragione sociale emerge una ripresa delle imprese individuali (+423) ma quello che colpisce di più è la continua crescita delle società di capitali (+428). E’ questa la formula scelta dai giovani neoimprenditori, dalle imprese innovative e da quelle più strutturate.