MARCHE, PROROGA DELLE CONCESSIONI BALNEARI

foto BagninoDOPO LA SENTENZA DELLA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA CHE BOCCIAVA LA PROROGA DELLE CONCESSIONI AL 2020

  I BAGNINI TIRANO UN SOSPIRO DI SOLLIEVO APPROVATO EMENDAMENTO CHE RIPRISTINA LA LEGITTIMITÀ DELLE CONCESSIONI

Un respiro di sollievo per i concessionari di spiaggia. Lo comunica Cna Balneatori che annuncia che – dopo il pronunciamento negativo della Corte di Giustizia europea dei giorni scorsi sulla legittimità delle concessioni . il Governo ha approvato un emendamento al decreto Enti locali che ripristina la legittimità delle concessioni in essere.
Nel riordino della materia in conformità ai principi di derivazione comunitaria per garantire certezza alle situazioni giuridiche in atto, ed assicurare l’interesse pubblico all’ordinata gestione del demanio senza soluzione di continuità, conservano validità i rapporti già instaurati. Cosa significa?

“L’emendamento in questione – spiega Antonio Bianchini, responsabile di CNA Balneatori “che salva anche le imprese pertinenziali, consente agli imprenditori balneari di lavorare con relativa tranquillità, fino a che il Governo non abbia attuato la riforma del comparto balneare marittimo”.
Ora, secondo la Cna,  dopo l’approvazione del provvedimento salva-spiagge, necessario per mantenere la legittimità per le attuali concessioni, si deve lavorare subito per evitare procedure comparative per le 30.000 imprese balneari in attività.
“Le motivazioni a supporto della sentenza della Corte di giustizia europea – aggiunge Bianchini – aprono uno scenario importante sul legittimo affidamento e sull’attivazione della procedura del “doppio binario” su scala regionale e comunale. È ora necessaria un’immediata convocazione del tavolo tecnico tra Governo, Regioni, Comuni e sindacati per arrivare a una proposta forte e condivisa che, dopo la norma-ponte, assicuri continuità aziendale alle attuali imprese ed escluda le procedure comparative.Lo stesso discorso vale per le imprese pertinenziali, soggette a canoni insostenibili, per le quali bisognerà ottenere l’abolizione del moltiplicatore OMI».