MARCHE, TRA GLI IMPRENDITORI CROLLA LA FIDUCIA

Foto PICCIAIOLAAd affermarlo una ricerca commissionata dalla Cna sugli artigiani e le piccole imprese di Marche, Umbria, Toscana ed Emilia Romagna.

 Il 56 per cento per ripartire chiede la riduzione del costo del lavoro

Sono pessimisti sulle prospettive di ripresa economica e temono un allungamento della crisi anche oltre il  2014. Inoltre negli ultimi sei mesi hanno rinunciato ad investire ed hanno fatto ricorso alle misure di mobilità in misura doppia rispetto all’Emilia Romagna, all’Umbria e alla Toscana. Per gli artigiani e di piccoli imprenditori marchigiani la crisi si fa più acuta e al fiducia cala ancora. Sono questi i risultati di una indagine commissionata dalla Cna alla società “Freni ricerche sociali e di  marketing” di Firenze.

“Tra le quattro regioni del Centro Nord Emilia Romagna, Toscana, Marche e Umbria “commenta il presidente della Cna Marche Renato Picciaiola “il nostro è il territorio dove le piccole imprese sono in maggiore difficoltà, soprattutto a causa della debolezza della domanda interna e della carenza di liquidità ma anche per l’incidenza dei costi che le imprese devono sostenere. Tutto questo compromette gli investimenti che restano al palo mentre si registra un ulteriore calo di fiducia, più che doppio rispetto agli imprenditori delle altre regioni oggetto dell’indagine”.

L’indagine della società “Freni ricerche sociali e di marketing” evidenzia che negli ultimi sei mesi il 38,2 per cento delle imprese artigiane e pmi delle Marche ha fatto ricorso agli ammortizzatori sociali rispetto al 19,2 per cento della Toscana, al 17 per cento dell’Emilia Romagna ed al 10 per cento dell’Umbria. Ma quel che è peggio è che, secondo gli imprenditori marchigiani, solo il 20 per cento di questi dipendenti potrà rientrare al lavoro al termine del periodo di sospensione mentre per l’82 per cento degli imprenditori marchigiani sono scarse anche le possibilità per i giovani di trovare un lavoro entro l’anno nel sistema produttivo regionale.

A cosa sono dovute le attuali difficoltà? Per sette imprenditori su dieci alla carenza della domanda interna, seguita dal ritardato pagamento da parte dei clienti (50%) e dagli elevati costi di gestione (38%).

Gli imprenditori marchigiani, rispetto ai colleghi del Centro Nord, sono anche quelli che lamentano le maggiori difficoltà di ottenere credito dalle banche. Per il 61,8 per cento è molto difficile accedere i finanziamenti mentre  le imprese vengono incontro agli imprenditori solo per il 2,9 per cento degli intervistati. La carenza di liquidità porta gli imprenditori marchigiani a rinunciare ad investire. Negli ultimi sei mesi lo ha fatto solo il 20,6 per cento del campione intervistato ma  il 40 per cento di chi ha investito non intende rifarlo nei prossimi sei mesi.

Per quanto riguarda il futuro dell’economia gli imprenditori marchigiani sono quelli che vedono più nero: per il 61,8 per cento il 2013 sarà peggiore del 2012 mentre nessuno prevede che sarà migliore. Se passiamo dalla situazione generale a quella della propria azienda , il  41,2 per cento prevede un peggioramento rispetto all’anno scorso mentre il 14,7 per cento pensa che nel 2013 andrà meglio rispetto al 2012.

Quali sono i provvedimenti che  aspettano artigiani e piccoli imprenditori marchigiani dal Governo per rilanciare l’economia?  La misura più richiesta è la riduzione del costo del lavoro auspicata dal 55,9 per cento  mentre il  47,1 per cento chiede di non aumentare l’Iva e il 44,1 per cento si aspetta una riduzione del carico fiscale sulle imprese e il 29,4 per cento chiede di cancellare l’Irap.