NELLE MARCHE IN CONTINUA CRESCITA I “PROFESSIONISTI SENZA PROFESSIONE”

immagine manoNella nostra regione, secondo l’Osservatorio permanente della Cna, i lavoratori autonomi non iscritti ad Albi o Ordini professionali sono 8.459 rispetto ai 7.798 dell’anno scorso ed in crescita del 28 per cento rispetto al 2009. Sono stati l’alternativa alla disoccupazione quando la crisi mordeva più forte.

Cna Marche: “sono molti ma guadagnano poco. Nelle Marche denunciano un reddito medio di 14.547 euro, in crescita rispetto ai 13.330 euro dell’anno precedente ma comunque inferiore alla media nazionale di 17.086 euro. “

 Artiterapeuta, chinesiologo, cuoco, educatore e istruttore cinofilo, perito e liquidatore assicurativo, wedding planer, tributarista.   Sono soltanto alcuni degli oltre trenta mestieri che si occupano di servizi per le imprese e per le persone. Molti sono nati di recente seguendo le mode e le esigenze del mercato. Altri sono sempre esistiti. Per loro non esistono ordini professionali a tutelarli. Lavorano in una terra di nessuno. La Cna dal 2015 ha costituito un Osservatorio permanente che ogni anno realizza una indagine sul settore e presenta proposte a tutela di questi professionisti senza professione.

Complice la crisi che ha costretto molti a inventarsi nuove attività, tra il 2009 e il 2015 i cosiddetti “professionisti non ordinisti” sono aumentati del 28 per cento. Nelle Marche, solo lo scorso anno, il loro numero è passato da 7.798 a 8.459, con una crescita di 661 unità pari all’ 8,5 per cento e contribuiscono al pil regionale per 123 milioni di redditi complessivi.

In Italia questi professionisti senza professione, non organizzati in ordini o collegi, sono passati da 291.373 a 313.174 con una crescita di 21.801 persone pari al 7,5 per cento.

“Non si tratta” precisano il presidente di Cna Marche Gino Sabatini e il segretario Otello Gregorini “di professionisti di serie B rispetto a quelli inquadrati negli ordini professionali. Posseggono, di regola, un solido curriculum di studi e formazione: quasi il 54 per cento è laureato, con punte che sfiorano l’88 per cento nel caso degli artiterapeuti e il 98 per cento tra i chinesiologi. Sono giovani, con un’età media di 46 anni e oltre il 60 per cento esercita l’attività come libero professionista in via prevalente.”

Dall’indagine della Cna emerge che, se per esercitare la propria attività poco più del 25 per cento dei professionisti ha dovuto seguire un percorso formativo specialistico, un altro 54,3 per cento si è formato in via facoltativa. Quasi l’80 per cento dei professionisti non ordinistici, insomma, ha conseguito diplomi, abilitazioni o altri titoli aggiuntivi e diversi da quello di studio previsti per svolgere la propria attività.

Significativa è anche la componente femminile delle professioni non ordinistiche: a esercitare sono per il 40,2 per cento donne, contro il 59,8 per cento di uomini.

Sono molti ma guadagnano poco. Nelle Marche denunciano un reddito medio di 14.547 euro, in crescita rispetto ai 13.330 euro dell’anno precedente ma comunque inferiore alla media nazionale di 17.086 euro. A guadagnare di più sono i lombardi con 21.062 euro e ultimi i calabresi con appena 9.799 euro. Va però sottolineato che solo il 63 per cento svolge la propria attività in via prevalente mentre un terzo di loro integra il reddito con altre attività.

Complessivamente più della metà dei professionisti non arriva a 20mila euro l’anno lordi, e solo 2 su 10 riescono ad avere oltre 100 clienti, mentre la maggioranza non supera i 20. Ma si tratta di clienti che, secondo l’indagine Cna, prestano grande attenzione alla qualità dei servizi offerti dai professionisti: nel 60 per cento dei casi, con punte dell’80 per cento se si tratta di servizi per la salute, viene chiesto di mostrare i titoli attinenti alla loro qualificazione professionale.

“Li incontriamo tutti i giorni. In questi anni, in silenzio ma tenacemente, hanno contribuito ad evitare che l’occupazione nel nostro Paese franasse quando la crisi mordeva più forte. Ora” sostengono Sabatini e Gregorini “vanno aiutati a crescere approvando rapidamente il disegno di legge presentato lo scorso anno che prevede per il lavoro autonomo non imprenditoriale la deducibilità delle spese di formazione, la tutela di gravidanza, malattia ed infortuni e la tutela contro i ritardati pagamenti. Inoltre va favorita l’aggregazione tra professionisti per aiutarli a crescere agevolarne l’accesso ai bandi di gara”    

 PROFESSIONISTI NON ORDINISTICI

Sono regolamentati dalla legge 4/2013, e forniscono “prestazioni di servizi e beni a favore di terzi, esercitate abitualmente e prevalentemente mediante lavoro intellettuale, o comunque con il concorso di questo, con l’esclusione delle attività riservate per legge a soggetti iscritti in albi o elenchi, delle professioni sanitarie e delle attività e dei mestieri artigianali, commerciali e di pubblico esercizio”

I PROFESSIONISTI NELLE REGIONI ITALIANE (Numero contribuenti alla gestione separata; incidenza sull’occupazione; redditi complessivi e medi) – DATI AL 2015

  Numero

di

Contribuenti

Incidenza

dei

professionisti

sull’occupazione

Redditi Redditi

Medi

Piemonte 23.565 1,3 416.400.083 17.670
Valle d’Aosta 986 1,8 16.564.233 16.799
Liguria 10.086 1,6 164.972.856 16.357
Lombardia 76.525 1,8 1.611.755.580 21.062
Trentino Alto Adige 6.040 1,3 119.714.608 19.820
Veneto 26.240 1,3 479.073.201 18.257
Friuli Venezia Giulia 6.953 1,4 120.385.905 17.314
Emilia Romagna 27.961 1,5 550.992.838 19.706
Toscana 23.265 1,5 369.481.019 15.881
Umbria 5.237 1,5 69.322.327 13.237
Marche 8.459 1,4 123.054.404 14.547
Lazio 41.179 1,8 650.463.862 15.796
Abruzzo 5.881 1,2 73.834.543 12.555
Molise 1.180 1,2 73.834.543 12.555
Campania 14.759 0,9 169.683.948 11.497
Puglia 12.517 1,1 142.915.617 11.418
Basilicata 1.976 1,0 24.719.620 12.510
Calabria 3.536 0,7 34.650.495 9.799
Sicilia 10.928 0,8 126.785.124 11.602
Sardegna 5.091 1,0 73.275.124 12.417
ITALIA 313.174 1,4 5.351.000.444 17.086

Fonte: Osservatorio nazionale Cna Professioni 2016

 

I PROFESSIONISTI NELLE REGIONI ITALIANE (Numero contribuenti alla gestione separata; incidenza sull’occupazione; redditi complessivi e medi) – DATI AL 2014

  Numero

di

Contribuenti

Incidenza

dei

professionisti

sull’occupazione

Redditi Redditi

Medi

Piemonte 22.013 2,2 366.324.875 16.641
Valle d’Aosta 987 3,3 15.862.521 16.071
Liguria 9.602 2,8 145.816.759 15.186
Lombardia 71.729 2,9 1.413.677.015 19.709
Trentino Alto Adige 5.705 2,1 109.247.906 19.150
Veneto 24.083 2,0 417.715.328 17.345
Friuli Venezia Giulia 6.603 2,3 110.153.339 16.682
Emilia Romagna 26.445 2,5 488.209.717 18.461
Toscana 21.848 2,5 317.654.390 14.539
Umbria 4.842 2,4 56.790.988 11.729
Marche 7.798 2,2 103.949.727 13.330
Lazio 38.295 3,0 546.115.601 14.261
Abruzzo 5.398 1,8 61.659.287 11.423
Molise 1.043 1,8 10.332.339 9.906
Campania 13.679 1,4 136.645.503 9.989
Puglia 10.975 1,5 108.421.460 9.879
Basilicata 1.802 1,6 19.614.764 10.885
Calabria 3.196 1,0 26.657.314 8.341
Sicilia 9.787 1,1 97.713.159 9.984
Sardegna 5.543 1,7 61.973.475 11.180
ITALIA 291.373 2,2 4.614.535.468 15.837

Osservatorio nazionale Cna Professioni 2015

 

I PROFESSIONISTI NELLE REGIONI ITALIANE – VARIAZIONI DEL NUMERO CONTRIBUENTI

  2014 2015 var. ass. var.%
Piemonte 22.013 23.565 1.552 7,1
Valle d’Aosta 987 986 -1 -0,1
Liguria 9.602 10.086 484 5,0
Lombardia 71.729 76.525 4.796 6,7
Trentino Alto Adige 5.705 6.040 335 5,9
Veneto 24.083 26.240 2.157 9,0
Friuli Venezia Giulia 6.603 6.953 350 5,3
Emilia Romagna 26.445 27.961 1.516 5,7
Toscana 21.848 23.265 1.417 6,5
Umbria 4.842 5.237 395 8,2
Marche 7.798 8.459 661 8,5
Lazio 38.295 41.179 2.884 7,5
Abruzzo 5.398 5.881 483 8,9
Molise 1.043 1.180 137 13,1
Campania 13.679 14.759 1.080 7,9
Puglia 10.975 12.517 1.542 14,1
Basilicata 1.802 1.976 174 9,7
Calabria 3.196 3.536 340 10,6
Sicilia 9.787 10.928 1.141 11,7
Sardegna 5.543 5.091 -452 -8,2
ITALIA 291.373 313.174 21.801 7,5