NON SOLO DISOCCUPATI. DAGLI UNDER 35 ARRIVA IL 17,2 PER CENTO DEL PIL DELLE MARCHE

foto federiciSecondo il rapporto “Giovani, imprese e lavoro 2013”, realizzato dall’Unioncamere, a lavorare, tra i 15 ed i 35 anni, è il 49,9 per cento dei giovani marchigiani mentre il 16,7 per cento è disoccupato.

Federici: “Dobbiamo far diventare i giovani veri protagonisti di un nuovo modello di sviluppo e favorire l’occupazione giovanile attraverso la riforma dell’apprendistato.

Non solo disoccupati. I giovani con meno di 35 anni concorrono al Pil della regione Marche per il 17,2 per cento con complessivi 6,3 miliardi di euro.

“Si tratta” afferma il presidente Unioncamere Marche Adriano Federici “di  risorse preziose che vanno valorizzate ulteriormente, onde evitare che  emigrino portandosi dietro tutto il know  how acquisito lungo il percorso di studi e di precedenti esperienze lavorative, visto che il 60 per cento dei marchigiani under 35 ha alle spalle almeno un lavoro”.

Disaggregando i vari settori economici, il contributo dei giovani al Pil delle Marche, è concentrato sopratutto nel terziario dove si concentrano i tre quarti  dei giovani imprenditori e dei dipendenti under 35. Una presenza consistente sia nei servizi tradizionali sia in quelli avanzati.

Secondo il rapporto “Giovani, imprese e lavoro 2013”, realizzato dall’Unioncamere, ad avere meno di 35 anni è il 34,5 per cento dei marchigiani. A lavorare, tra i 15 ed i 35 anni, è il 49,9 per cento dei giovani mentre il 16,7 per cento è disoccupato e tutti gli altri studiano oppure hanno rinunciato a cercare un lavoro pur avendo abbandonato la scuola.

Un contributo importante all’economia marchigiana viene dai giovani imprenditori under 35: sono 17.570, pari al 10 per cento del totale degli imprenditori marchigiani. Inoltre nel 2012 il loro numero è ulteriormente aumentato grazie ai 3.261 giovani che hanno avviato un’attività  mentre soltanto in 1.626 hanno deciso di arrendersi e chiudere bottega.

Fa riflettere il fatto che, secondo l’indagine Unioncamere, oltre la metà dei giovani imprenditori che hanno aperto un’azienda nell’ultimo anno, lo ha fatto investendo meno di 5 mila euro mentre un altro 27 per cento ha investito una cifra compresa tra i 5 e i 10 mila euro.

“Dobbiamo” sostiene Federici “far diventare i giovani veri protagonisti di un nuovo modello di sviluppo e favorire l’occupazione giovanile attraverso la riforma dell’apprendistato. Inoltre vanno rilanciati i servizi per l’impiego coinvolgendo sul territorio anche il sistema camerale. Utilizzando il sistema Excelsior e il Registro delle imprese, le Camere di commercio possono raggiungere in maniera mirata le aziende segnalando quelle professionalità che stanno cercando. Per quanto riguarda la nuova imprenditorialità giovanile, va favorita la nascita di nuove attività promuovendo servizi che incoraggino l’innovazione, prevedano un facile accesso al microcredito e accompagnino le neoimprese sui mercati”.