NOTIZIE DAL TERRITORIO N. 10

Notizie dal territorio   10   01 febbraio 2017

 

Dalle Cna Territoriali:

La Cna parla apertamente di richieste illegittime da parte degli Enti locali relativamente ai costi di smaltimento dei rifiuti e critica anche la non uniformità nell’applicazione delle tariffe

PESARO E URBINO, NEI COMUNI DELLA PROVINCIA LE IMPRESE PAGANO DUE VOLTE LA TARI

PESARO – “La Tari è l’emblema di una provincia, quella di Pesaro e Urbino, dove regna la confusione e dove la discrezionalità delle amministrazioni è portata agli eccessi. Una provincia che procede tra norme nazionali disattese da parte dei comuni e richieste illegittime a molte imprese, anche per migliaia di euro, da parte degli stessi Comuni. Non bastasse una grande difformità tra i Comuni nell’applicazione della Tari, c’è da segnalare – secondo la CNA di Pesaro e Urbino –  un’altra importante criticità relativa alla tassazione sulle imprese che producono rifiuti. Le aziende della provincia che producono rifiuti speciali non devono pagare la Tari. Una sentenza della Cassazione che conferma l’esclusione dei rifiuti speciali dal pagamento del tributo avvalla la linea sostenuta da tempo dalla Cna secondo cui la tassa sui rifiuti per le imprese versano ai comuni è stata incassata in maniera illegittima. I comuni che hanno applicato la Tari (il tributo destinato a coprire le spese sostenute dalle amministrazioni per il servizio pubblico di raccolta), anche sui rifiuti speciali che le imprese smaltiscono tramite i circuiti di raccolta privata in maniera ecologicamente corretta e coerente con i principi comunitari, si sono resi responsabili di un atto illegittimo. Perché si tratta di imprese che hanno già pagato per lo smaltimento. “La nostra linea – commenta Moreno Bordoni, segretario della CNA di Pesaro e Urbino – è stata conferma dalla Cassazione. Officine meccaniche, imprese della nautica del mobile e comunque tutte le attività che producono rifiuti classificati come speciali, hanno pagato e continuano a pagare la Tari quando in realtà hanno già versato una quota per lo smaltimento contenuta nella Tari. Di fatto pagano due volte per lo stesso rifiuto. Le imprese sono considerati dei bancomat da parte degli enti locali mentre intanto la pressione fiscale supera il 60%”. Una situazione che secondo la CNA potrebbe essere risolta con l’emanazione di un decreto, previsto dal Codice ambientale e atteso da molti anni, che determina i criteri per l’assimilazione dei rifiuti delle imprese a quelli delle famiglie. In assenza di tale decreto, i Comuni hanno fatto un utilizzo improprio del principio di assimilazione. Come? Riportando quanto più possibile nella gestione pubblica i rifiuti speciali prodotti dalle imprese e, conseguentemente, applicando a questi la Tari. “Per porre termine a tale stato di disagio e ingiustizia -conclude Bordoni – la CNA che ha già chiesto a livello nazionale al Ministero dell’Ambiente l’emanazione del decreto di assimilazione che faccia finalmente chiarezza. Ai Comuni CNA chiede una uniformità di comportamento sul territorio, rispettando i limiti quali-quantitativi all’assimilazione previsti dalla disciplina ambientale e, soprattutto, riconoscendo alle imprese il principio fondamentale di libertà nella scelta del metodo di smaltimento dei rifiuti, a salvaguardia dell’ambiente e delle stesse imprese”.

Ieri a Porto San Giorgio la prima assemblea CNA Balneatori Fermo.

 

IL DDL DELEGA CAMBIA LE CARTE IN TAVOLA? CNA VA AVANTI CON LA TUTELA DEL LEGITTIMO AFFIDAMENTO.

FERMO. Lo strumento del legittimo affidamento deve essere assolutamente tutelato e portato avanti, in particolar modo nei confronti della Regione Marche. Infatti proprio con l’ente regionale, nell’ambito del tavolo tecnico dedicato, si stava concretamente ragionando su un provvedimento che prendesse in considerazione il legittimo affidamento, così come sta avvenendo in Abruzzo, quando il DDL delega ha cambiato le carte in tavola. E’ necessario quindi continuare a lavorare per non vanificare i passi avanti fatti e ottenere una soluzione concreta per le imprese balneari. E’ quanto emerso durante la prima assemblea di CNA Balneatori Fermo, che si è tenuta ieri pomeriggio a Porto San Giorgio. A fare il punto della situazione, al fianco del Direttore Provinciale Alessandro Migliore e della responsabile Luciana Testantonda, i referenti nazionale, Cristiano Tomei, e regionale, Antonio Bianchini, di CNA Balneatori. Al centro della discussione c’è il disegno di legge dello scorso 27 gennaio, relativo alla revisione e al riordino della normativa demaniale ad uso turistico-ricreativo. “Il ddl non va preso sottogamba: siamo molto preoccupati per il futuro delle attuali imprese balneari. Infatti – conferma Cristiano Tomeinei loro confronti vengono confermate procedure selettive, senza oltretutto precisare la durata del periodo transitorio. Si tratta di un lasso di tempo indispensabile per dare ossigeno alle aziende, che lavorano e che danno lavoro, e per disporre del tempo necessario per verificare in Italia e in Europa l’esistenza di elementi giuridici e politici che ci consentano di normalizzare la situazione”. Tra gli elementi citati c’è il legittimo affidamento, legato alla constatazione che la risorsa, cioè la spiaggia, non è limitata: “Ci viene confermato – prosegue Tomei – dai dati, finora affluiti, dai comuni costieri dove il 48% delle spiagge italiane è libera e utilizzabile per nuove attività imprenditoriali, quindi il bene spiaggia è tutt’altro che limitato. La stessa sentenza della corte di Giustizia europea e la recentissima pronuncia del TAR Lombardia ribadiscono questi due principi. CNA Balneatori si batte affinché nelle aree libere si proceda a nuove assegnazioni attraverso evidenze pubbliche, mentre per le imprese esistenti si tuteli il loro legittimo affidamento”. Un’azione che sarà portata avanti sia il prossimo 9 febbraio, nell’ufficio di presidenza nazionale di CNA Balneatori con l’elaborazione di uno specifico documento, sia nella riunione del tavolo tecnico regionale del 16 febbraio, convocato dall’assessore Pieroni. “Si costituisce oggi l’unione Balneatori della CNA Provinciale di Fermo – conclude il Direttore Provinciale Alessandro Migliorecon la quale lavoreremo, come sempre, a tutela dell’impresa e degli imprenditori del territorio. Ringraziamo il sindaco Nicola Loira per aver tenuto a battesimo questa categoria e per aver ricordato il ruolo della nostra associazione di categoria sul territorio, nella sua presenza rinnovata e rafforzata a Porto San Giorgio”.