NOTIZIE DAL TERRITORIO N. 40

11 GIUGNO 2012

 

Dalla Cna Marche:

 

MARCHE, IL PERICOLO DI INFILTRAZIONI MAFIOSE AFFRONTATO

IN UN CONVEGNO DI CNA E “LIBERA” AD ANCONA

 

“Le infiltrazioni mafiose nella Marche non sono un fenomeno allarmante, ma presentano un andamento in crescita. Un ruolo crescente viene svolto dalla mafia albanese e da quelle dell’Est Europa, soprattutto  nella prostituzione e nel traffico di droga. La recente abolizione del certificato antimafia per le imprese da parte del Governo non aiuta sicuramente la lotta alla criminalità organizzata.” Lo ha affermato il presidente della Corte di Appello di Ancona, dottor Paolo Angeli,  al convegno organizzato dalla Cna Marche insieme a “Libera” ed alla Cna Fita nazionale, dal titolo emblematico “Sulle strade della legalità”, che ha voluto porre l’accento sul rischio di penetrazione mafiosa nella nostra regione, confermata da episodi inquietanti verificatisi negli anni scorsi. Dalla scoperta di una rete criminale che commetteva reati legati alla contraffazione, al traffico di rifiuti pericolosi, alle estorsioni, i sequestri di droga, l’usura, la prostituzione, i reati ai danni del patrimonio, i traffici illeciti internazionali.

“Sono episodi  che non bastano a definire le Marche una regione ad alta esposizione mafiosa ma che ha affermato il Segretario nazionale Cna Sergio Silvestrini “sono sufficienti a suggerire  l’importanza di monitorare il fenomeno. Facendo leva su quello che da sempre è un punto di forza della regione: un tessuto sociale e produttivo vigile e consapevole, fondamentale nel segnalare episodi ed intrecci sospetti.”

In dieci anni, tra il 2001 e il 2010, i reati denunciati dai marchigiani alle forze dell’ordine sono passati da 36.327 a 54.119 con un incremento del 49 per cento. Più del doppio rispetto alla crescita dei reati in Italia (+21,1 per cento). Insieme agli episodi criminosi aumenta il numero delle famiglie che lamenta situazioni di disagio.. Dal 13,2 per cento del 2001 si è passati al 15,5 per cento del 2010 fino al 17,6 per cento dell’anno scorso. Un’insicurezza che non è solo percepita ma che poggia su situazioni reali, che vedono i reati di criminalità diffusa aumentare in dieci anni del 46,6 per cento e quelli di criminalità violenta (stragi, omicidi e tentati omicidi, lesioni dolose, violenze sessuali, sequestri di persona, attentati, rapine) fare un balzo in avanti del 73,3 per cento. I reati ambientali nel 2010 sono stati 682 rispetto ai 530 dell’anno precedente e le estorsioni 113 mentre i reati riferibili in qualche modo a forme di criminalità organizzata sfiorano i 500 episodi ogni anno, con una media di 30 reati ogni 100 mila abitanti.

Un altro elemento al quale prestare grande attenzione, oltre alle classiche aggressioni della mafia alle imprese, è quello della mafia che si fa impresa, condizionando fortemente i settori dell’autotrasporto, della filiera agroalimentare, del comparto turistico ed alberghiero, dell’edilizia.

Per non parlare dell’emergenza usura, alimentata da una crisi economica che costringe alla chiusura 50 imprese al giorno mentre l’indebitamento medio per impresa  è di 180 mila euro ed è cresciuto negli ultimi dieci anni del 93 per cento.

La costituzione di un “Osservatorio regionale antimafia” nelle Marche, è stata proposta dal presidente Cna Marche Renato Picciaiola, che ha citato la proposta di legge regionale presentata l’anno scorso dal Partito Democratico e ripresa dall’Italia dei Valori, che però non ha avuto seguito. Nel Centro Nord sarebbe il terzo, dopo quelli già istituiti in Lombardia ed Emilia Romagna. Potrebbero farne parte, secondo Picciaiola,  rappresentanti istituzionali, delle associazioni antimafia come “Libera”, delle forze sociali, sindacali ed imprenditoriali.

All’iniziativa della Cna sono ono intervenute  tre donne in prima linea nell’impegno contro la criminalità organizzata: Maria Belfiore, imprenditrice e presidente dell’associazione antiracket Napoli “Centro per la legalità; Cinzia Franchini, presidente nazionale di Cna – Fita, che un paio di mesi fa ha ricevuto una busta con tre proiettili, per il suo impegno contro le infiltrazioni mafiose in un settore come l’autotrasporto, da tempo nel mirino delle diverse forme di criminalità organizzata; Paola Senesi, referente per l’associazione “LIBERA contro le mafie”, che si sta battendo per tenere alta l’attenzione sui tentativi della mafia di penetrare nella nostra regione, che ha chiesto alle amministrazioni pubbliche “di non fare appalti al massimo ribasso, perché così si aiutano le mafie”.  Ha moderato il dibattito Stefano Marroni, vicedirettore del Tg2.

 

 

MORATORIA MUTUI E CREDITI VERSO LE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI

NUOVE MISURE PER LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE

 

Alla fine di maggio il Governo ha varato un pacchetto di iniziative che, in considerazione del riacutizzasi della crisi degli ultimi mesi , si propone di fornire liquidità alle aziende che vantano crediti verso la Pubblica Amministrazione , mediane il supporto del sistema bancario e tramite il Fondo Centrale di Garanzia.

 

Il pacchetto è formato da quattro decreti ministeriali che hanno ad oggetto:

1)      la procedura di certificazione del credito per le amministrazione centrali e gli enti pubblici nazionali;

2)      la procedura di certificazione del credito per le Regioni, gli Enti locali e gli Enti del Servizio Sanitario Nazionale;

3)      la procedura di compensazione dei crediti vantati dalle imprese con debiti iscritti a ruolo  entro il 30 aprile 2012;

4)      la possibilità per le imprese creditrici di usufruire di una garanzia diretta sull’anticipazione dei crediti verso la Pubblica Amministrazione , senza cessione del credito, con la copertura del Fondo Centrale di Garanzia, fino al 70 per cento dell’ammontare dell’operazione di anticipazione – elevabile fino all’80 per cento , in caso di apporto di risorse da parte delle Regioni al Fondo.

 

Il pacchetto crediti si completa con il Protocollo firmato dalla Cna e dalle altre associazioni imprenditoriali, ABI, Ministero dell’Economia, Ministero dello Sviluppo Economico, che impegna l’ABI a costituire uno speciale plafond per lo smobilizzo dei crediti vantanti dalle Pmi nei confronti della Pubblica Amministrazione, la cui dotazione ammonterà  ad un minimo di 10 miliardi di euro.

il plafond potrà essere utilizzato per: sconto pro soluto, anticipazione del credito con cessione dello stesso, anticipazione del credito senza cessione dello stesso.

Si informa inoltre che il 7 maggio la Regione Marche ha approvato l’elenco delle leggi, misure ed interventi finanziari a cui si applica la moratoria. 

Per ulteriori informazioni: Stefano Sallei  Cna Marche 071286091

 

 

 

Dalla Cna nazionale:

 

1.500 POSTI DI LAVORO A RISCHIO NELLE AGENZIE DI RECAPITO.

SUBITO EMENDAMENTO IN DECRETO SVILUPPO

 

 Millecinquecento posti di lavoro a rischio nelle 60 agenzie di recapito. La crisi economica morde anche uno dei settori più efficienti delle piccole e medie imprese italiane, a causa della liberalizzazione del settore mai realizzata del tutto, al calo effettivo della corrispondenza -dovuto in parte alle inevitabili nuove tecnologie, email in primis- ma soprattutto ad una 'partnership' con Poste Italiane mai veramente decollata. E ora, il governo è chiamato a fare presto, magari con un emendamento al decreto sviluppo, per cui il ministro Corrado Passera tanto si è speso e che dovrebbe essere varato nelle prossime settimane. Cna, sindacati, parlamentari e agenzie di recapito, oggi hanno affrontato il tema in un convegno sul servizio postale, sottolineando che il tempo a disposizione per una riforma del settore è ormai scaduto.

 ''Poste Italiane ha ridotto i bandi, in particolare per le raccomandate, e questo sta mettendo in difficoltà le agenzie di recapito -spiega Valter Recchia, referente della Cna per le agenzie di recapito-. Ci teniamo a precisare che nessuno vuole sostituirsi a Poste Italiane o farle concorrenza. Noi puntiamo ad una 'partnership' fornendo qualità del servizio, tecnologia ed efficienza. Siamo convinti che si possano trovare delle soluzioni per continuare ad offrire al cittadino un livello di servizio adeguato agli altri Paesi europei. Siamo convinti che Poste Italiane da sola non può farlo. Siamo disponibili ad aprire un tavolo di confronto che risolva i problemi di una liberalizzazione parziale del settore''.

 ''Noi veniamo remunerati da Poste Italiane in base alla qualità del servizio che forniamo -sottolinea Giovanni Giannone, presidente di ProPoste, il consorzio delle agenzie di recapito- quindi siamo obbligati a fare qualità. Oggi ci stanno mettendo elegantemente alla porta. Le risorse per i bandi di gara sono state tagliate del 50%, finendo per far sparire il recapito alterativo. Siamo imprenditori che diamo lavoro vero a 1.500 persone e che ora abbiamo difficoltà a stare aperti. Una riduzione dei volumi di posta era prevedibile, ma esistono mercati alternativi, come quello della pubblicità. I tempi per le analisi e le riflessioni sono ormai scaduti. Ora bisogna risolvere il problema per superare le difficoltà. Chiediamo al ministro Passera, che conosce bene il settore delle poste, di intervenire con un emendamento al decreto sviluppo. Qui non c'è in ballo solo il futuro delle agenzie di recapito, ma anche quello di Poste Italiane. Se i clienti non saranno soddisfatti, cercheranno alternative. Le multinazionali sono pronte e allora crolleremo non solo noi, ma anche Poste Italiane. La politica prenda delle decisioni in fretta''.

 L'allarme delle agenzie di recapito è stato accolto all'unanimità dalle forze politiche. ''Il lavoro delle agenzie di recapito è di assoluta eccellenza -sottolinea Elvira Savino, parlamentare Pdl- e va sostenuto e non merita qullo che sta avvenendo. Si tratta di problematiche serie che necessitano di interventi bipartisan in parlamento. Dobbiamo arrivare ad una soluzione condivisa tra tute le forze politiche perche Poste Italiane non sarà in grado di offrire i vostri servizi così capillari sull'intero territorio. E' necessario garantire l'accesso alle Pmi agli appalti del servizio postale, perchè le agenzie di recapito offrono livelli di efficienza del servizio che sarebbe sacrilego non sostenere. Auspico che nel prossimo decreto sviluppo si possa portare a casa il risultato''.

 E che ''la questione supera gli schieramenti politici'', lo sottolinea anche Michele Meta, parlamentare del Pd. ''Ora la questione che dobbiamo porre è stabilire i costi del servizio postale universale -continua Meta- il servizio che Poste Italiane svolge per conto dello Stato per servire le aree più svantaggiate del Paese, sia a Nord che a Sud. Stabiliamo le risorse e poi mettiamo al bando il servizio universale''. Meta, poi, spiega di ''avere pronta  una proposta di legge che permetta una competizione libera nel settore, ma con regole precise. Non un far west''. 

''La situazione del settore è peggiorata sensibilmente -ammette l'esponente dell'Udc, Renzo Lusetti-. Mi impegno nella prossima audizione del ministro Passera, prevista nei prossimi giorni, di chiedere un intervento del governo per il settore. Credo che già con il prossimo decreto sviluppo si possa intervenire per le agenzie di recapito''.  

 

 

Dalla Regione Marche:

 

ALBO ARTIGIANI, PROCEDURE PIU’ SEMPLICI

 

“La semplificazione per l’iscrizione, la modica e cancellazione all’albo delle imprese artigiane delle Marche è entrata a pieno regime. Gli uffici regionali hanno effettuato un monitoraggio degli effetti della riforma a poco meno di un anno dalla sua entrata in vigore, dal quale è risultato che la nuova procedura consente di concludere le pratiche di iscrizione modifica e cancellazione mediamente entro 5 giorni dal loro arrivo rispetto ai 60 giorno necessari con la precedente normativa”. Così Sara Giannini, commentando i risultati delle misure di semplificazione varate dalla Giunta regionale e destinate agli artigiani, introdotte circa un anno fa e che si sommano alle iniziative su appalti, facilitazioni per l’inizio attività, per l’accesso al credito e per le autorizzazioni ambientali. 

Permangono ancora elementi di criticità nel Maceratese, “ma sono state poste in essere misure organizzative che consentiranno il recupero in un lasso di tempo limitato”, sottolinea Giannini.

“Gli obiettivi di semplificazione nella gestione dell’albo artigiani – continua l’Assessore – sono stati raggiunti grazie alle innovazioni introdotte dalla Regione sia a livello tecnico, che normativo. I rapporti tra imprese e amministrazione devono essere sempre più improntati all’efficienza, la burocrazia deve pesare il meno possibile sul conto economico delle aziende, specie su quelle di minori dimensioni. Questo è il modo più semplice e immediato per promuovere la competitività delle nostre imprese, soprattutto nel contesto di difficoltà economica che viviamo. Chi vuole mettersi in proprio deve trovare un ambiente normativo favorevole. Semplificazione, poi, non vuol dire mancanza di regolamentazione, ma responsabilizzazione degli imprenditori che possono agevolmente avviare l’attività d’impresa mediante semplici comunicazioni, successivamente verificate dagli uffici regionali”.