NOTIZIE DAL TERRITORIO n. 84

28 SETTEMBRE 2011

Dalla Cna Marche:

 

In vista dello “switch off”, ’Assessore regionale Sara Giannini incontra le associazioni di categoria domani mattina alle ore 10. La Cna propone un protocollo d’intesa con la Regione, il coinvolgimento delle associazioni di consumatori  ed una campagna informativa.

 

PASSAGGIO AL DIGITALE TERRESTRE NELLE MARCHE

CODICE ETICO E PREZZARIO CONTRO LE SPECULAZIONI

 

Assenza di canali, numerazione errata, ricezione difettosa. Continua il conto alla rovescia per il passaggio al digitale terrestre nelle Marche e crescono i timori degli utenti . Infatti, nelle regioni dove lo “switch off” è già avvenuto, sono stati segnalati diversi disagi tra cui l’assenza di alcuni canali, i problemi alla ricezione o la difficoltà di risintonizzarli. Il territorio marchigiano passerà al sistema digitale terrestre nell'arco di un periodo del prossimo mese di dicembre. I segnali della televisione analogica verranno gradualmente spenti e sarà possibile ricevere solo con la tecnologia digitale terrestre. Le scadenze sono stabilite da un calendario nazionale, che ha avviato l'aggiornamento nel 2008, iniziando dalla Sardegna, per concludersi il prossimo anno. Nel 2011, oltre alle Marche,  sono interessate le regioni Liguria, Toscana, Umbria,  Abruzzo e Molise.

In previsione del passaggio al digitale terrestre, l’Assessore alla Attività Produttive, Sara Giannini, ha convocato una riunione per giovedì 29 settembre alle ore 10 con le associazioni imprenditoriali al fine di verificare la possibilità di concordare un codice etico ed un prezzario di riferimento per gli impiantisti marchigiani.

“Valutiamo favorevolmente l’iniziativa della Giannini” ha dichiarato il presidente regionale Cna installazione impianti Fabrizio Ferraioli “e parteciperemo alla riunione in Regione presentando il codice etico e il prezzario di qui ci siamo già dotati come impiantisti Cna, al fine di garantire ai marchigiani la massima trasparenza e combattere le speculazioni che inevitabilmente si creeranno nella fase di passaggio al nuovo sistema di trasmissione satellitare per l’installazione di decoder e per gli interventi sulle antenne singole o condominiali.  Sulla base di questi documenti proporremo alla Regione di stipulare un protocollo d’intesa  con la Cna e le altre associazioni degli impiantisti per garantire un passaggio al digitale il più possibile corretto, trasparente e tempestivo, con la individuazione degli interventi e dei costi da praticare ai cittadini. La Regione Marche dovrebbe inoltre impegnarsi a pubblicizzare questo accordo all’interno di una campagna informativa da predisporre sul passaggio al digitale terrestre. Riteniamo infine importante il coinvolgimento delle associazioni dei consumatori in questo percorso”

Alla riunione di giovedì 29 settembre, per la Cna Installazione Impianti Marche parteciperanno il presidente regionale Fabrizio Ferraioli, il coordinatore regionale Giuseppe Maddaloni ed i presidenti provinciali Fausto Piccinini (An); Angelo Albanesi (Fe); Gaetano Pieroni (Ap); Claudio Cardinali (Mc); Francesco Zolfanelli (Pu).

 

 

Dalla Regione Marche:

 

 

INTERVENTO STRAORDINARIO ALLUVIONE,  LA GIUNTA PROROGA I TERMINI

 

Su proposta dell’assessore alle Attività produttive, Sara Giannini, la Giunta regionale ha prorogato i termini per la richiesta degli interventi di credito agevolato per le piccole e medie imprese, predisposti a fronte dell’alluvione del marzo scorso. “Abbiamo fissato il nuovo termine al 31 dicembre, come richiestoci dalle categorie economiche – commenta la Giannini – per dare massima possibilità di attuazione agli interventi che abbiamo approvato per far fronte ai danni causati alle imprese dall’alluvione dello scorso marzo. Un evento a cui il Governo nazionale non ha ancora dato risposta. Le Marche non hanno infatti avuto la stessa considerazione data alla Basilicata, nonostante il decreto del 10 marzo 2011 del presidente del Consiglio dei ministri, avesse dichiarato il medesimo stato di emergenza per entrambe le Regioni”.

A seguito degli eventi atmosferici dello scorso marzo la Giunta regionale aveva subito attivato un fondo di garanzia di cinque milioni di euro, gestito dai confidi regionali,  che consente alle imprese danneggiate di ottenere finanziamenti agevolati per far fronte alle necessità della ricostruzione. Provvedimento reso necessario dal fatto che alla dichiarazione di emergenza del Consiglio dei Ministri ancora oggi non è seguito nulla. L'atto della giunta regionale è intervenuto sull'urgenza relativa alle piccole e medie imprese, che hanno avuto complessivamente danni per 60 milioni di euro. Il fondo di garanzia consente di sviluppare una provvista finanziaria a favore delle imprese che oscilla tra i 40 a i 50 milioni di euro

 

 

Dalle Cna provinciali:

 

Seminario per imprese dell’impiantistica con tecnici del servizio di prevenzione dell’Asur

 

FOLGORAZIONI ELETTRICHE, COME PREVENIRE

GLI INCIDENTI NEI CANTIERI EDILI

 

PESARO – Folgorazioni. Si tratta di rari ma gravissimi incidenti sul lavoro che spesso possono condurre a danni permanenti e, in alcuni casi, portare all’arresto cardiaco e alla morte. La casistica dimostra che buona parte di questi infortuni accade nei cantieri edili, molto spesso per incuranza delle regole e di accortezze relative alla messa a terra delle strutture metalliche e dei ponteggi nei cantieri.

 L’Unione costruzioni e Impiantisti della CNA, in collaborazione con l’Asur 1 ed in particolare con il Servizio di Prevenzione nei luoghi di lavoro (SPSAL), ha organizzato un incontro indirizzato alle imprese di impianti elettrici per SABATO 1 ottobre 2011 alle ore 9 che si terrà all’Hotel Due Pavoni, in viale Fiume 59. All’incontro, che affronterà il rapporto fra disposizioni di legge e  norme tecniche e dell’evoluzione legislativa (dal Dpr 547/55 al Decreto legislativo 81/08), si parlerà anche dei lavori a regola d’arte, obbligo di progetto e di norme Cei applicabili ai cantieri.

Illustreranno le disposizioni in materia di messa a terra delle strutture metalliche e ponteggi, Giulio Patrizio e Jvan Sperandei tecnici Asur dello Spsal. L’incontro sarà introdotto dalla responsabile provinciale Cna Ambiente e Sicurezza, Annamaria Riccioli e dal responsabile provinciale dell’Unione Impiantisti, Fausto Baldarelli. L’incontro sarà concluso da Moreno Bordoni, responsabile dell’Ambito di Pesaro della CNA.

 

 

Cna evidenzia gli effetti della crisi e la mancanza di prospettive per le imprese. Da  locomotiva a fanalino di coda a livello regionale

 

PESARO E URBINO, SITUAZIONE GRAVISSIMA

ECONOMIA PROVINCIALE A RISCHIO DEFAULT

 

Dati drammatici nel secondo trimestre e previsioni plumbee alla ripresa dopo le ferie estive

 

PESARO – Aziende che continuano a costo di grandi sacrifici a stare in piedi, altre che vengono smembrate o trasferite (clamoroso l’ultimo caso della Artic), altre ancora che si arrendono e chiudono. A poco meno di un mese dalla ripresa dell’attività dopo le ferie, il quadro economico a livello provinciale è a dir poco sconsolante. Nelle Marche la provincia di Pesaro e Urbino (gli ultimi dati disponibili sono quelli relativi al secondo trimestre 2011), viene all’ultimo posto con Fermo prima, che sta trainando la ripresa in maniera più evidente, con incrementi di produzione e fatturato pari a +3,5 per cento. Nella provincia di Pesaro e Urbino produzione e fatturato crescono solo del +1,7 per cento per entrambi gli indicatori (la metà della crescita di Fermo). La provincia è ultima anche nel ritmo di crescita dell’export per le imprese intervistate: mentre Fermo conferma di attraversare una fase particolarmente favorevole all’export, con un incremento tendenziale pari al +7,6 per cento, Macerata cresce del +5,9 per cento, da Ascoli Piceno del +5,7 per cento, Ancona e Pesaro si fermano al +4,6 per cento. La provincia di Pesaro e Urbino è il “fanalino di coda” anche per gli ordinativi: Fermo (+2,9 per cento); Ancona (+1,8 per cento); Macerata (+1,7 per cento) e Ascoli Piceno (+1,5 per cento). Pesaro si ferma al +0,5 per cento. Si stima che nel terzo trimestre il livello sia sceso addirittura allo 0,1%. Anche per la principale realtà distrettuale della provincia, quella del legno mobile, le indicazioni di Unioncamere sono sfavorevoli:  secondo la Giuria della congiuntura di Unioncamere, a livello settoriale, si evidenzia che: “in terreno positivo sono solo le industrie metalmeccaniche  (+4,2 per cento) e le industrie delle macchine elettriche ed elettroniche (+3,0 e +5,5 per cento). Dall’altra parte troviamo situazioni di sostanziale stazionarietà, come nel caso della filiera energia e altre industrie manifatturiere (+0,1 per cento di produzione e di fatturato) e delle industrie del legno e del mobile addirittura (-0,1 per cento e -0,3 per cento per quanto riguarda, rispettivamente, produzione e fatturato). Legno-mobile in crisi anche secondo i dati rilevati da Unioncamere sull’export: con le esportazioni del legno e mobile (-0,1 per cento). Gli ordinativi dell’industria manifatturiera mostrano: -0,2 per cento per la filiera energia ed altre industrie manifatturiere; -0,3 per cento per i tessili ed abbigliamento; -0,5 per cento per il legno e mobile, fino ad arrivare al -1,4 per cento degli alimentari. Tra i settori, che probabilmente subiranno un arretramento del volume degli ordinativi esteri, oltre alle metalmeccaniche e ai mezzi di trasporto (-15 punti percentuali), vi sarà il legno e mobile (-17 punti) e le macchine elettriche ed elettroniche (-25 punti percentuali).  Non parliamo poi della crisi strutturale che riguarda settori come l’edilizia, la nautica, il tessile-abbigliamento che registrano percentuali ancor più disastrose. “Un quadro davvero sconsolante – commentano Camilla Fabbri e Giorgio Aguzzi, rispettivamente segretario e presidente della CNA di Pesaro e Urbino – che indica quanto purtroppo avevamo previsto da tempo: un ulteriore perdita di posizioni nella classifica economica che ci vedeva locomotiva delle Marche ed ora fanalino di coda nella regione. Una situazione determinata dai contraccolpi di una crisi devastante che ha provocato la chiusura di centinaia e centinaia di aziende, soprattutto nel settore manifatturiero e del conto-terzismo quello a più alta vocazione. Si parla poco dei piccoli (aziende da 3 a 10 dipendenti), ma sono tantissime quelle che in questi due anni hanno chiuso i battenti; si calcola almeno 2mila. Insomma siamo una provincia a rischio default: imprenditori e dipendenti si uniscono in un grido di dolore che a livello centrale fatica ad arrivare, visti gli esiti dell’ultima manovra finanziaria varata dal Governo che non prevede alcuna misura a favore della crescita ma solo nuove imposizioni. “Le nostre imprese – dice Camilla Fabbri – non ce la fanno più: siamo al finale di partita. “Se chi governa ha ancora un briciolo di dignità e di amore per il proprio Paese faccia qualcosa di concreto per la nostra economia e per le imprese, subito, in queste ore e non nei prossimi giorni, oppure si faccia immediatamente da parte. Si traggano le conseguenze di una situazione insostenibile e si faccia comunque prevalere il bene comune. “La manovra di finanza pubblica appena varata per circa due terzi tende a ripianare il deficit attraverso il ricorso a maggiori entrate. Minori trasferimenti  che costringono gli Enti locali a maggiori imposizioni,  Da una tale impostazione, derivano pesanti effetti depressivi a carico dell’economia reale, riassumibili in una pressione fiscale complessiva proiettata, già a breve, verso il nuovo record storico del 44,5%”.

“Chi oggi governa – prosegue Giorgio Aguzi – deve essere consapevole della assoluta necessità, per l’Italia, di perseguire obiettivi di crescita e dell’urgenza di  riforme profonde”.

“L’agenda che CNA propone è nota: meno spesa pubblica e profondamente riqualificata;

liberalizzazioni di settori ancora protetti e privatizzazioni di quote importanti di patrimonio

immobiliare e mobiliare pubblico; riduzione dei tempi di pagamento delle pubbliche

amministrazioni e sblocco di  investimenti infrastrutturali prioritari; semplificazioni e riforma della

pubblica amministrazione; modernizzazione del welfare e delle relazioni sindacali”.

“Occorre, in particolare – concludono Fabbri e Aguzzi – avanzare nell’azione di contrasto e recupero dell’evasione e dell’elusione fiscale e delle imprese irregolari.  Contro di esse, va assicurato l’impegno più determinato dello Stato e di tutti i contribuenti in regola, anche mediante un accorto uso del contrasto d’interessi. Affrontare e risolvere queste necessità è davvero una comune responsabilità repubblicana, ma è anzitutto responsabilità del Governo. Come se non bastasse in questo quadro devastante aumentano anche in provincia di Pesaro e Urbino le difficoltà nel rapporto tra imprese e banche. Gruppi bancari sempre più sovraesposti a declassamenti e speculazioni e imprese che si vedono negare crediti e finanziamenti a livello locale per ordine delle direzioni centrali”. 

 

 

CNA: LA MANOVRA DEPRIME ANCORA DI PIÙ IL PICENO. NIENTE SVILUPPO PER LA GREEN ECONOMY E RISCHIO DI ULTERIORI PROBLEMI PER IMPRESE CHE HANNO AVUTO DANNI A SEGUITO DELL’ALLUVIONE

ASCOLI PICENO. “Questa Manovra appena varata deprime l’economia del Piceno molto più di altri territori”. Francesco Balloni, coordinatore provinciale della Cna di Ascoli, lancia l’allarme sulle forti ricadute negative che i provvedimenti governativi avranno in particolare per il sud delle Marche. “Nessuno discute sulla criticità del momento e su quello che ci chiede l’Europa – prosegue Francesco Balloni – ma l’aumento di un punto dell’Iva e la mancanza di interventi strutturali per la crescita sono un macigno per una provincia, come la nostra, che da sola conta circa la metà di tutti i disoccupati dell’intera Regione”. “Non si affronta in modo deciso – solo per fare un esempio – sviluppo e incentivazione per le energie rinnovabili e per la Green Economy. Questo crea un problema enorme proprio al Piceno che ha avuto il settore della meccanica falcidiato dalle dismissioni delle grandi industrie e che, a seguito di questo, ha iniziato un percorso virtuoso con moltissime piccole e medie aziende che si sono o stanno tentando di riconvertirsi lavorando su ecologia ed ecosostenibilità. Sostenerle vorrebbe dire dare anche un segnale che indichi che questa è la strada giusta da percorrere”. “Cosa sono riusciti invece a fare in Finanziaria? – conclude il coordinatore della Cna – Sono riusciti a cancellare un emendamento a cui avevano lavorato per mesi tutte le associazioni di categoria e che puntava a rendere più forti e attrezzate le piccole e medie imprese nel chiedere alle pubbliche amministrazioni di essere più regolari nei pagamenti per i lavori fatti dai nostri artigiani”.“E non è tutto. Il recentissimo declassamento dell’Italia costringerà gli enti locali a pagare più interessi per i mutui accesi per fronteggiare le calamità naturali, compresa l’alluvione nel Piceno, mentre il Governo continua a rispondere picche riguardo a una qualsiasi forma di sostegno economico alle aziende che hanno dovuto patire anche gravissimi danni”.

 

CNA PROVINCIALE DI FERMO:

SEMINARIO DI AGGIORNAMENTO PER IMPIANTISTI.

 

PORTO SANT’ELPIDIO. Si svolgerà il prossimo venerdì 30 settembre, alle ore 17.30, presso la Sala Riunioni della sede CNA di Porto Sant'Elpidio (piazzale Virgilio) il Seminario di aggiornamento che riguarda la compilazione degli allegati F-e-G relativi ai controlli e alla manutenzione degli impianti termici >e< a 35 Kw.

Dopo l'introduzione del presidente dell'unione Impiantisti della CNA Provinciale di Fermo, Gaetano Pieroni, si alterneranno gli interventi di Francesco Fantazzini (Beretta Caldaie) e del dottor Roberto Zecchini, consulente dell'unione Impiantisti della CNA di Ancona.  Per Informazioni e Prenotazioni rivolgersi a:

dott.ssa Luciana Testatonda, Resp. Prov. CNA Impianti di Fermo, 0734 – 600288;  fax 0734 – 600586;  email testatonda@cnafermo.it

 

ANCHE A BARCAGLIONE CORSO CNA PER DETENUTI

Dopo i 16 di Montacuto, altri 21 alle prese con lezioni sugli impianti termici

 

ANCONA. Anche a Barcaglione la Cna porta i detenuti sui banchi di scuola. Dopo l’avvio della seconda edizione del corso per “impiantisti termici” al carcere di Montacuto, come preannunciato, l’attività formativa è partita in questi giorni anche nella seconda struttura carceraria.

Sono 21 i detenuti partecipanti, due i docenti (l’ing. Grohmann per la parte teorica e l’imprenditore Ferraioli per la parte pratica), 75 le ore totali di lezione, fino al 22 dicembre tutti i martedì e giovedì dalle 13 alle 16.

Il corso è promosso dalla Cna in collaborazione con il Formart, ente di formazione della Cna regionale, con lo scopo di fornire ai detenuti competenze utili da spendere nel mondo del lavoro per un buon reinserimento sociale, una volta scontata la pena. La materia insegnata è infatti piuttosto richiesta dal mercato del lavoro attuale.

Nel frattempo, proseguono le lezioni anche per i 16 detenuti partecipanti al corso presso il carcere di Montacuto,