Oltre la crisi. Quali speranze per il 2010?

MARCHE DOMANI” SPECIALE. Quali speranze per il 2010 ?

Contributo di Renato Picciaiola, Presidente della Cna delle Marche

E’ difficile rispondere alla domanda se il 2010 sarà l’anno della ripresa: rispetto al 2009 sembra destinata a migliorare la crescita della ricchezza prodotta nel Paese (il Pil) per effetto della ripresa delle esportazioni trainata dallo sviluppo di alcune economie quali quella tedesca e statunitense. Tuttavia le prospettive restano preoccupanti perché la disoccupazione è attesa in ulteriore crescita e quindi non è previsto un aumento della domanda da consumi, né gli investimenti sembrano destinati a ripartire. Nelle Marche soffrono la crisi non solo le attività del made in Italy tradizionale ma anche settori manifatturieri particolarmente avanzati, che negli anni scorsi si sono esposti investendo decisamente in tecnologie e innovazioni. La struttura economica della regione resta particolarmente legata alle manifatture e non sembra manifestare l’intenzione di intraprendere percorsi di terziarizzazione orientati a servizi avanzati. La dimensione media delle imprese resta assai ridotta ma più di essa sembra frenare lo sviluppo regionale un contesto culturale ancora in difficoltà nell’aprirsi all’esterno secondo modalità meno spontanee, nel valorizzare con maggiore sistematicità le proprie risorse, largamente basate sulla differenziazione e la creatività, troppo poco sulla metodicità e la formalizzazione. Questi ragionamenti inducono se non al pessimismo ad una grande cautela nel prospettare le vicende economiche del 2010. La considerazione di altri fattori consente comunque qualche apertura di ottimismo: la congiuntura di fine 2009 mostra segnali che lasciano sperare in un miglioramento del quadro congiunturale nel corso del 2010: essi riguardano le dichiarazioni degli operatori intervistati e la differente reazione alla dinamica della domanda osservata nelle diverse parti delle filiere. Inoltre, se la media e la grande industria delle Marche hanno perso più rapidamente occupazione del totale manifatturiero, però l’occupazione nelle microimprese ha tenuto, almeno sino alla fine del 2009; a dimostrazione che le imprese più piccole reagiscono, non si perdono d’animo, puntano sulle risorse umane. La dinamiche delle imprese nei primi 11 mesi 2009 vede le Marche “tenere” in termini di saldo tra imprese iscritte e cessate. Il saldo è negativo ma di solo 21 unità. I saldi per forma giuridica confermano come la crisi stimoli il mutamento e operi in direzione di un consolidamento del tessuto delle imprese. Crescono difatti le imprese costituite in società di capitali e anche quelle in società di persone. Calano fortemente le imprese individuali. Le analisi congiunturali del 2009 hanno confermato l’ampiezza della crisi per le nostre imprese: deciso abbassamento del fatturato, della domanda estera e dell’attività per conto terzi, crollo degli investimenti. Flette la spesa per retribuzioni ma meno di quanto avviene per il fatturato perché le nostre imprese mantengono fin che possono i livelli occupazionali sapendo quanto è importante la risorsa umana. Hanno agito a supporto i sostegni al credito e gli ammortizzatori sociali come la cassa integrazione in deroga che nel territorio regionale sono stati dispiegati con efficacia, grazie anche alla lungimiranza della nostra associazione nel riorganizzare i propri strumenti di accesso al credito. Si resiste e si tiene duro ma la Cna Marche sa che questo non basta. e istituendo grazie a Cna Innovazione Marche un repertorio delle imprese con prassi eccellenti, ha avviato un processo di sensibilizzazione e di promozione tra le piccole imprese per intraprendere attività di ricerca e sviluppo meno informali e spontanee di quanto già avvenga, in modo di sostenere la diffusa capacità innovativa e, soprattutto, di qualificarla e renderla più efficace.