PRESENTATI I RISULTATI DELL’OSSERVATORIO EBAM.

Logo EbamLe imprese marchigiane tra Old Economy e Internet.

Sono in difficoltà tutti i settori; tra le manifatture soffrono più di tutti il legno mobile e il tessile abbigliamento. L’alleggerimento della crisi che era stato in  precedenza previsto per la fine del 2012 è rinviato ancora una volta: le aziende prevedono, infatti, che l’attività produttiva risulterà in ulteriore calo per il 34% dei casi e prevarranno i casi di stazionarietà (58% delle imprese). È atteso ulteriormente l’abbassarsi della quota di imprese in miglioramento (il 7,6% dei casi). Le difficoltà della domanda, la scarsa liquidità  , l’elevata incidenza dei costi fissi, concorrono a mantenere particolarmente bassa la diffusione dell’attività di investimento e le attese per il corrente semestre non sono le migliori: solo il 5,3% delle imprese pensa di investire a conferma che le previsioni di alleggerimento della crisi non sono tali da configurare una fase favorevole ad una più robusta e adeguata attività  di investimento.

E’ la fotografia che emerge dal Rapporto Ebam Ente Bilaterale Artigianato Marche presentata ad Ancona nel corso di un convegno alla Presenza del Presidente Ebam Marco Pantaleoni,  Andrea Filippo Presbitero Università Politecnica delle Marche, Francesco Venturini Università di Perugia (indagine strutturale sull’artigianato marchigiano), Silvio Cardinali Università Politecnica delle Marche ( internet economy nelle Marche),Giovanni Dini Direttore del Centro Studi Sistema (artigianato marchigiano previsioni per la prima metà del 2013).

I dati sono stati commentati e approfonditi nel corso della tavola rotonda moderata dal giornalista Maurizio Socci, a cui hanno partecipato le organizzazioni delle Associazioni Artigiane (Confartigianato, CNA, Casartigiani e CLAAI) e le Organizzazioni sindacali CGIL CISL e UIL. Un appuntamento per condividere riflessioni e proposte volte a supportare l’artigianato marchigiano e il lavoro in questa delicata fase economica.

L’osservatorio congiunturale sull’Artigianato dell’EBAM compie una indagine ogni sei mesi tramite interviste telefoniche ad un campione rappresentativo di 600 imprese. Interessanti i risultati di una ricerca empirica condotta  presso un campione di imprese artigiane della regione Marche  per indagare la diffusione di Internet e il suo utilizzo; ne risulta un quadro decisamente sbilanciato: meno di un’impresa su tre (31,2%) utilizza Internet nello  svolgimento della propria attività mentre il restante 68,8% dichiara di non usufruirne.

Il web viene impiegato maggiormente per comunicare: il 97,3% del campione usa caselle di posta elettronica e il 75,9% dichiara di utilizzarlo direttamente nella gestione dei rapporti con la clientela. Percentuali positive, anche se leggermente più basse, si registrano nella raccolta di informazioni (68,4%) e negli ordini di acquisto online (63,6%). La pubblicità sul web, invece, si ferma al 41,7% del campione; infine, appena un’impresa su dieci è riuscita ad integrare Internet nella gestione del magazzino. Approfondendo il tema delle modalità di utilizzo della Rete, si sono esaminati gli strumenti di marketing maggiormente diffusi tra gli intervistati. Soltanto l’email marketing raggiunge la soglia del 34,6% tra coloro che lo utilizzano frequentemente e l’11,2% tra coloro che ne fanno uno scarso impiego.

I restanti strumenti non raggiungono nemmeno percentuali a due cifre lasciando intuire una sostanziale estraneità dei rispondenti rispetto ai nuovi strumenti on line. I social network, nonostante il “successo” che li ha investiti negli ultimi anni, non sono sufficientemente apprezzati e sfruttati in un’ottica d’impresa.