PRESENTATO A JESI IL RAPPORTO “TREND MARCHE”

Economia circolare e innovazione per accendere il motore dello sviluppo. Presentati a Jesi il “XXII Rapporto sull’economia globale e l’Italia”, a cura del Centro Einaudi, e “Trend Marche”, il Rapporto 2017 sull’artigianato e la piccola economia delle Marche

 Al centro direzionale UBI Banca di Jesi Fontedamo una giornata dedicata all’economia internazionale e locale. Entrambi i rapporti sono sostenuti da UBI Banca

 Jesi, 10 maggio 2018 – Innovazione ed economia circolare per far ripartire il motore dello sviluppo. Sono queste le ricette presentate a Jesi nelle sede del centro direzionale UBI Banca di Fontedamo, in una giornata dedicata all’economia regionale, nazionale e internazionale. Nell’occasione sono stati presentati il “XXII Rapporto sull’economia globale e l’Italia” a cura del Centro Einaudi e l’indagine congiunturale sull’artigianato e le piccole imprese “Trend Marche”, osservatorio a cura di Cna Marche e Confartigianato Marche. Entrambi i rapporti sono sostenuti da UBI Banca.

RAPPORTO EINAUDI, PUNTARE SULLO SVILUPPO SOSTENIBILE E L’ECONOMIA CIRCOLARE

 Il Rapporto del Centro Einaudi, dal titolo “Un futuro da costruire bene”, a cura del professor Mario Deaglio, analizza i trend macroeconomici e le dinamiche geopolitiche dell’ultimo anno, con uno sguardo specifico al ruolo che l’Italia può assumere nell’attuale congiuntura economica e in relazione alle dinamiche internazionali.

Giunto alla ventiduesima edizione, lo studio del Centro Einaudi rappresenta un appuntamento consolidato nella serie di incontri che a vario titolo UBI Banca intrattiene con la comunità finanziaria, gli investitori, gli azionisti e gli interlocutori istituzionali.

La globalizzazione pare in ritirata in un mondo «in pezzi», si legge nel Rapporto, la presidenza Trump galleggia fra colpi di scena e promesse difficili da realizzare, fucine di instabilità sono aperte dal Medio Oriente alla Corea. L’Europa cerca un futuro e l’Italia si trova di fronte all’esito delle elezioni, ma con la congiuntura finalmente al giro di boa. Un anno convulso il 2017, in cui tutto è stato in movimento, dalla società al clima. La sostenibilità dello sviluppo, che sta divenendo incerta, spinge a esplorare nuove vie, come l’economia circolare.

“Dobbiamo puntare” ha sostenuto Giuseppe Russo coautore del”XXII Rapporto sull’economia globale e l’Italia”, “sul «fattore I», ossia sull’innovazione a tutto campo, senza il quale lo sviluppo sostenibile rischia di trasformarsi in stagnazione insostenibile.

L’ Italia ha iniziato il 2017 con un triplo terremoto: quello geologico (di Abruzzo, Marche, Umbria e Lazio), che ha causato danni per almeno un punto e mezzo percentuale di Pil; il terremoto politico e il terremoto bancario, con i molteplici aspetti che si sono sviluppati nel corso dell’anno. Nonostante tutto, l’Italia prima dell’estate del 2017 ha superato la crisi dei tre terremoti, iniziando la ricostruzione materiale delle case e giungendo a un accordo con Bruxelles che ha permesso di evitare le conseguenze del “bail in” applicato severamente.

Le prime protagoniste della ripresa italiana, che nel 2017 ha visto crescere il Pil dell’1,7 per cento – ossia al di sopra delle attese – sono state le esportazioni, con tre record in un solo : il migliore saldo attivo di bilancia commerciale da sempre (+51,6 miliardi di euro); il dimezzamento del deficit commerciale con la Germania e la forte crescita (+10,7 per cento) dell’export agroalimentare.

“Il punto di svolta della crescita futura” ha precisato Russo “è probabilmente più vicino di quanto pensiamo ed è l’ammodernamento e il rinnovo delle infrastrutture. Dare una spinta in più al Pil non basta, tuttavia, se non si affrontano i nodi strutturali residui. Nei prossimi anni l’Italia dovrà rivedere le sue politiche sul capitale umano. L’implementazione delle nuove tecnologie, quelle digitali e dell’Industria 4.0, anche al livello delle Pmi, molto diffuse in Italia, può essere un’occasione per mettere mano a nuove politiche per creare il lavoro che manca.”

Nelle conclusioni il Rapporto riflette sulla sostenibilità nel lungo periodo del modello economico prevalente a livello mondiale. Il modello lineare che ha fatto uscire dalla povertà 660 milioni di persone negli ultimi vent’anni potrebbe non essere più sostenibile a lungo, per i contraccolpi che genera sulle risorse e sull’ambiente. Una delle soluzioni che si sta affacciando è quella dell’economia circolare. Un concetto assai più ricco della semplice economia del riciclo. L’economia circolare risparmia le risorse esauribili e massimizza l’impiego di risorse rinnovabili, progetta beni ad uso prolungato, massimizza l’uso condiviso dei beni capitali. Si calcolano 700 miliardi di dollari annui di risparmi di risorse se l’economia circolare fosse applicata sull’intero pianeta.

TREND MARCHE, NEL 2017 CRESCE IL FATTURATO DELLE PICCOLE IMPRESE

 Dopo aver fatto registrare una frenata due anni fa, è tornato a crescere nel 2017 il fatturato delle piccole e medie imprese marchigiane. Ad affermarlo Trend Marche, l’Osservatorio realizzato da Cna e Confartigianato Marche, in collaborazione con UBI Banca, l’Università di Urbino, l’Università Politecnica delle Marche e l’Istat regionale, sulla base dei bilanci di un campione di 3 mila imprese. Nonostante l’artigianato continui a vivere momenti di difficoltà – nel 2017 hanno chiuso 478 imprese artigiane, in dieci anni hanno cessato l’attività quasi 7mila imprese e persi 19mila posti di lavoro – le aziende che sono rimaste hanno aumentato il fatturato sia nel manifatturiero sia nei servizi e nelle costruzioni. Un settore, l’artigianato, che continua ad avere un peso fondamentale nell’economia regionale, con 120 mila addetti che lavorano all’interno delle 45.722 imprese. Un primato nazionale che vede impiegato nelle imprese artigiane il 27 per cento di tutti gli addetti marchigiani, rispetto ad una media nazionale del 17 per cento.

Ad illustrare “Trend Marche” è stato Ilario Favaretto dell’Università “Carlo Bo” di Urbino, mentre il Pro Rettore dell’Università Politecnica delle Marche, Gianluca Gregori, ha approfondito le tematiche relative alle imprese 4.0, all’innovazione e all’economia digitale nel sistema produttivo marchigiano. “Lo scorso anno” – ha affermato Ilario Favaretto dell’Università “Carlo Bo” di Urbino – si è assistito, da parte delle imprese artigiane del nostro campione, ad un incremento del fatturato dell’1,3 per cento dovuto soprattutto al mercato interno. Meno forte la crescita del conto terzi, con un incremento del fatturato che si è fermato all’1 per cento. Insieme al fatturato sono ripartiti anche gli investimenti ed i consumi.”

Le imprese delle Marche scontano ancora un forte ritardo nella interazione digitale con il cliente. Il focus realizzato da Trend Marche sulla web economy e sui servizi 4.0 per le imprese della nostra regione, ci dice che solo il 10,6 per cento delle imprese marchigiane con più di dieci addetti, nel 2017 ha venduto la propria merce on line rispetto ad una media nazionale del 12,5 per cento. Un risultato che ci colloca al terz’ultimo posto tra le regioni italiane, malgrado il balzo in avanti rispetto al 2016, quando a vendere on line era solo il 5,8 per cento delle imprese marchigiane.

Per ridurre il ritardo digitale, secondo il focus di Trend, alle imprese marchigiane, servono servizi

4.0 per sviluppare il marketing, la ricerca e innovazione, la gestione e formazione delle risorse umane, la logistica e la produzione. Gli imprenditori marchigiani sono anche disposti a ricorrere a soggetti esterni per affrontare queste criticità anche se, più della metà si affida all’organizzazione interna aziendale. In particolare ci si rivolge alle associazioni di rappresentanza, che ottengono il gradimento più alto da 1 a 3 (2,3) seguiti dai consulenti privati esterni (2,1), dagli operatori pubblici (1,5) percepiti lontani dalle difficoltà delle imprese e dagli operatori creditizi (1,5) considerati troppo conservatori. “L’analisi di questi dati” ha affermato il Pro Rettore dell’Università Politecnica delle Marche, Gianluca Gregori – dimostra che esistono ampie e crescenti opportunità da valorizzare nella vendita on line da parte delle piccole imprese e più in generale, nella relazione digitale con il cliente. Infatti è in costante aumento il numero dei clienti che fanno i loro acquisti tramite l’e commerce”.

 “Il focus specifico sulle Pmi marchigiane conferma quanto sta emergendo da altre analisi” ha dichiarato Nunzio Tartaglia, responsabile della macro area Marche Abruzzo di UBI Banca. “I fatturati e le attività economiche delle Pmi stanno riprendendo, ma ad un ritmo ancora estremamente lento, siamo ancora lontani dai picchi pre-crisi. Questo impone una seria riflessione sugli interventi strutturali necessari ad accelerare la crescita e su cosa occorra fare per invertire il trend del calo degli impieghi verso le piccole e medie imprese. Questo calo, infatti, oltre a ridurre le risorse finanziarie a disposizione delle aziende, crea un serio problema di redditività per le banche”.