PRESENTATO L’OSSERVATORIO TREND MARCHE

IL PRESENTE E’ NERO. SI SPERA NEL FUTURO

 IL 2012 L’ANNO PIU’ PESANTE PER LE IMPRESE ARTIGIANE.

foto vaciago“Cosa fare per tornare a crescere? In una situazione di stagnazione del mercato locale, bisogna aggredire i mercati esteri. E siccome le piccole e medie imprese da sole non ce la possono fare, occorre che le Camere di commercio, le istituzioni e le associazioni di categoria, allestiscano piattaforme di servizi per accompagnarle ed assisterle sul mercato globale.” Lo ha affermato Giacomo Vaciago intervenendo al convegno di presentazione dell’Osservatorio integrato sull’artigianato e la piccola impresa “Trend Marche”, realizzato da Cna e Confartigianato con la collaborazione della banca popolare di Ancona e dell’Istat, che è stato presentato all’Università di Ancona.

Dopo l’introduzione del presidente regionale Confartigianato, Salvatore Fortuna, i dati dell’Osservatorio integrato sull’artigianato e la piccola impresa, sono stati presentati da Ilario Favaretto, docente dell’Università di Urbino,mentre Gianluca Gregori docente dell’Università Politecnica delle Marche ha commentato i risultati di una ricerca sulle imprese “resilienti” della nostra regione. Ossia quelle che resistono e che hanno saputo adattarsi alla crisi.

L’intervento di Vaciago e le relazioni di Gregori e Favaretto sono stati gli elementi al centro della  tavola rotonda alla quale hanno partecipato  l’Assessore regionale Sara Giannini, il Vicepresidente del Consiglio regionale Giacomo Bugaro, il direttore generale della Banca Popolare di Ancona Nunzio Tartaglia , il presidente di Cna Marche Renato Picciaiola. A coordinare la tavola rotonda ha provveduto il giornalista Andrea Carloni.

Come sarà il prossimo triennio per le imprese marchigiane? Secondo l’indagine della facoltà di Economia dell’ Università Politecnica delle Marche, realizzata per Trend Marche, emerge una sorpresa: ci sono aziende molto fiduciose sul fatturato del prossimo triennio.

TREND1“ Le imprese che guardano al futuro con maggior ottimismo” secondo Gregori “ sono quelle che, durante la crisi, si sono maggiormente impegnate nella riduzione dei costi, la specializzazione, l’innovazione e l’internazionalizzazione.”

In particolare il 41 per cento di queste aziende “resilienti”prevede un leggero incremento del fatturato e il 12 per cento si aspetta un forte aumento.  Per 38 imprese su 100 il fatturato alla fine del 2015 sarà lo stesso di oggi mentre solo il 9 per cento teme una ulteriore riduzione.

Se queste sono le aspettative per i prossimi tre anni, cosa è successo nei tre anni che ci lasciamo alle spalle?  dal 2009 al 2012 le imprese artigiane della regione Marche sono diminuite di 1.884 unità (-3,6%). La diminuzione si è concentrata nel manifatturiero (-913) e nelle costruzioni (-852), con una sostanziale tenuta nei servizi (-38).   Sul territorio sono andate meglio le imprese artigiane nella provincia di Ancona (-0,2%), mentre a Pesaro e Urbino si è persa quasi un’azienda su 10 (-9,0%). Tra il l’1,8 di Macerata, il 2,8 di Fermo e  il 3 per cento di Ascoli il calo registrato nelle altre province. Ma non tutti i settori sono andati male. Le imprese informatiche sono cresciute del 30,9 per cento. In crescita anche la riparazione e installazione di macchine ed apparecchiature (+24,8%). In aumento il numero dei servizi di ristorazione (+8,1). Tra i comparti manifatturieri soltanto le industrie tessili (+1,1), quelle di materie plastiche (+0,3) e le industrie alimentari (+0,3), fanno registrare dinamiche positive.

Tra gli anni della crisi, il 2012  è stato quello più pesante. In particolare tra giugno e dicembre, secondo “Trend Marche”, il fatturato dell’artigianato e delle piccole imprese è diminuito del 13,7 per cento. Meglio l’artigianato conto terzi che ha perso solo il 7,8 per cento del fatturato. La sorpresa, in  negativo, è venuta dal fatturato estero che, dopo essere cresciuto nella prima parte del 2012 (+6,4 per cento), è crollato nel corso del secondo semestre (-33,3%).

Tra le attività manifatturiere , quelle che risentono maggiormente della nuova fase di crisi sono il legno mobile e le trasformazioni alimentari, i cui fatturati crollano a fine anno. Meno peggio, ma di poco, fanno il fatturato del tessile abbigliamento e della meccanica. L’unico settore manifatturiero che registra una crescita del fatturato, in controtendenza con tutte le attività qui considerate, è il calzaturiero che vede incrementare le vendite di un modesto ma importante +1% rispetto allo stesso semestre dell’anno prima.  Tra i servizi, si conferma a fine anno il momento particolarmente difficile per i trasporti che registrano un pesante -33,3% del fatturato nella seconda parte del 2012. Anche i settori servizi a persone e famiglie e riparazione veicoli subiscono un ulteriore aggravarsi

del processo di ridimensionamento del fatturato, che cala per entrambi al ritmo del 12,8 per cento.

Secondo i dati di “Trend Marche”, continuano a calare sia le spese per consumi (-18,3%) sia le spese per formazione (-7,4% a fine 2012). Invece si arresta la diminuzione delle spese per retribuzioni, le quali riprendono seppur lievemente a crescere (+0,9%).

“Il crollo registrato dalle spese per consumi in presenza di una sostanziale tenuta dell’occupazione,” secondo Favaretto “ lascia supporre che accanto all’effetto della stagnazione della domanda sia in atto uno sforzo da parte delle imprese di far fronte a questa nuova difficilissima fase della crisi, incrementando la razionalizzazione dei costi in direzione del risparmio e della razionalizzazione dei consumi, pur di non licenziare i dipendenti. In questo contesto, purtroppo,  si riducono  ulteriormente le spese per la formazione e l’aggiornamento.”TREND2