PRIMI NOVE MESI DEL 2017, L’EXPORT MARCHE SI FERMA

 “Per l’economia marchigiana I risultati migliori in questi anni ” hanno affermato Confartigianato Cna Marche “sono stati ottenuti soprattutto dalle 4.500 imprese esportatrici perché i consumi interni sono ancora fermi mentre le esportazioni sono tornate ai livelli pre crisi. Ma nei primi nove mesi del 2017 anche la crescita delle esportazioni delle imprese marchigiane si è fermata, perdendo l’1 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. A trascinare in basso l’export è stato soprattutto il settore farmaceutico (-15,9 per cento) ma ad arretrare sono anche il calzaturiero (-2,8) e l’abbigliamento (-3,1). Va invece bene la meccanica (+5,2) con la sola eccezione degli elettrodomestici, a causa della crisi del fabrianese (-9,2).

Un campanello d’allarme, quello della frenata dell’export che, per Cna e Confartigianato Marche e, non va sottovalutato.

Nei primi nove mesi del 2017 le esportazioni manifatturiere delle Marche (il 98,6% di tutto il nostro export) ammontano a 8,7 miliardi di euro, valore in diminuzione dello 0,9% al confronto con lo stesso periodo del 2016, pari a 79 milioni di euro in meno. Tale dinamica è in controtendenza rispetto alla media nazionale (+7,2%) e al confronto con il +5,6% osservato nei primi nove mesi del 2016 per l’export manifatturiero delle Marche. Considerando complessivamente tutto l’export regionale, si registra il -1,0% a fronte del +7,3% in Italia. Nel dettaglio settoriale, per quanto riguarda le esportazioni manifatturiere, emerge che la diminuzione regionale è trainata dai Prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici: l’export di tale comparto, che rappresenta il 13,9% di tutte le esportazioni marchigiane (3° posto per quota), è diminuito del 15,9%, pari a 232 milioni di euro in meno. Al netto del farmaceutico, l’export manifatturiero delle Marche, che si riduce di oltre un milione di euro, sarebbe cresciuto del 2,1% (+153,0 milioni di euro).

 

Dettaglio settoriale dinamica delle esportazioni manifatturiere nelle Marche
gen-sett 2017 e gen-sett 2016; dati cumulati; valori assoluti in milioni di euro e %; variazioni rispetto a gen-sett 2016; ordinamento decrescente per incidenza export divisione su totale export delle Marche; Ateco 2007
Divisioni MARCHE ITALIA
gen-sett 2017 % gen-sett 2016 var. assoluta var. % var. %
Macchinari e apparecchiature n.c.a. 1.477,1 16,8 1.403,4 73,7 5,2 6,2
Articoli in pelle (escluso abbigliamento) e simili 1.450,3 16,5 1.492,0 -41,7 -2,8 5,4
Prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici 1.223,8 13,9 1.455,6 -231,9 -15,9 13,2
Apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche 822,6 9,3 906,4 -83,8 -9,2 4,9
Prodotti in metallo, esclusi macchinari e attrezzature 650,5 7,4 620,6 29,9 4,8 7,1
Articoli in gomma e materie plastiche 414,1 4,7 414,1 0,0 0,0 5,9
Articoli di abbigliamento (anche in pelle e in pelliccia) 393,1 4,5 405,7 -12,6 -3,1 3,8
Mobili 390,9 4,4 385,2 5,7 1,5 2,9
Prodotti chimici 304,0 3,4 249,5 54,5 21,8 10,3
Prodotti della metallurgia 290,0 3,3 261,8 28,2 10,8 9,4
Carta e prodotti di carta 243,3 2,8 263,9 -20,7 -7,8 1,8
Computer e prod. di elettronica e ottica; app. elettrom., app. di misurazione e orologi 193,8 2,2 187,2 6,6 3,5 4,9
Prodotti delle altre industrie manifatturiere 154,5 1,8 156,8 -2,3 -1,5 7,8
Prodotti alimentari 145,4 1,6 135,1 10,3 7,6 5,4
Coke e prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio 119,9 1,4 63,3 56,6 89,4 38,8
Altri mezzi di trasporto 83,8 1,0 50,2 33,6 67,0 -6,5
Legno e prod. in legno e sughero (esclusi i mobili); art. in paglia e mat.i da intreccio 80,9 0,9 68,9 11,9 17,3 5,8
Autoveicoli, rimorchi e semirimorchi 70,5 0,8 67,0 3,6 5,3 10,3
Prodotti tessili 70,3 0,8 76,1 -5,7 -7,5 1,0
Altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi 67,7 0,8 63,8 3,9 6,1 0,8
Bevande 41,7 0,5 40,7 1,0 2,6 7,1
Prodotti della stampa e della riproduzione di supporti registrati 0,3 0,0 0,1 0,2 297,7 -39,0
Tabacco 0,2 0,0 0,1 0,1 62,7 287,6
MANIFATTURIERO 8.688,6 98,6 8.767,5 -78,9 -0,9 7,2
Manifatturiero al netto del farmaceutico 7.464,9 84,7 7.311,9 153,0 2,1 6,9
Totale 8.815,1 100,0 8.900,6 -85,4 -1,0 7,3
Elaborazione Centri Studi Confartigianato Marche e Cna Marche       su dati Istat

 

Dunque la competitività delle merci marchigiane esportate nel corso del 2017 (per i dati finora disponibili), è in diminuzione e questo avviene mentre il resto del Paese registra, invece, una dinamica decisamente positiva. Si noti che le produzioni in maggiore difficoltà sono quelle del made in Italy tradizionale (il “sistema moda”: articoli in pelle e tessile abbigliamento) e degli elettrodomestici (apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche); sinodi inoltre come ognuna di tali produzioni registri per l’Italia andamenti opposti e decisamente positivi: si tratta di un’indicazione precisa circa la natura della perdita di competitività del made in Marche; non è dovuta al calo della domanda internazionale ma all’incapacità dei nostri sistemi produttive di tenere dietro agli altri distretti italiani.

Diverso è il discorso della meccanica marchigiana, che registra esportazioni crescenti in ogni settore fatta eccezione per quello degli elettrodomestici: la crisi del fabrianese e la ripresa delle macchine per la lavorazione del legno della provincia pesarese caratterizzano in termini opposti tale dinamica.   Si deve inoltre notare come per la maggior parte dei settori della meccanica (5 su 7) le performance sui mercati esteri della regione siano inferiori a quelle del Paese nel suo complesso. Ciò consente di ipotizzare, anche in base a quanto avviene per i settori dalle esportazioni in calo, che il problema della competitività marchigiana sui mercati esteri non consiste tanto nella composizione settoriale (più o meno tradizionale, più o meno orientata ai mercati meno dinamici e a maggiore concorrenza di costo) quanto, piuttosto, nei fattori organizzativi e di contesto, interni ed esterni alle imprese, che favoriscono o meno la nostra competitività, e questo vale per qualsiasi settore. Se anche nei settori a maggior contenuto di conoscenze tecnologiche come la meccanica dei beni strumentali, la nostra regione cresce meno del Paese, ciò è probabilmente l’effetto di fattori di contesto (infrastrutture arretrate, minore disponibilità di capitale umano qualificato) oltre che di organizzazione produttiva (imprese poco managerializzate, troppo piccole per proporsi con successo sui mercati esteri).

Al netto del settore farmaceutico, l’ammontare delle esportazioni manifatturiere marchigiane dei primi nove mesi 2017 ha quasi raggiunto il valore registrato immediatamente allo scoppio della crisi (è pari al 98,8% del valore dei primi nove mesi 2008) ma risulta ancora sensibilmente inferiore a quello dell’anno precedente alla crisi (è pari al 92,3% del valore dei primi nove mesi 2007). Il processo di ricostituzione del ruolo della domanda estera è dunque in corso e procede abbastanza bene, ma potrebbe andare assai meglio se i settori a maggior crescita potessero beneficiare di condizioni organizzative e di contesto non inferiori a quelle godute dal resto del Paese.

Considerando gli altri principali comparti (incidenza sull’export manifatturiero>=3,0%), si osserva l’importante diminuzione dell’export di Apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche con il -9,2% pari a -83,8 milioni di euro, diminuzione anche per gli Articoli di abbigliamento (anche in pelle e in pelliccia) con il -3,1% pari a 12,6 milioni di euro in meno e per gli Articoli in pelle (escluso abbigliamento) e simili con il -2,8%, pari a 41,7 milioni di euro in meno; di contro si registra la crescita per i Prodotti chimici con il +21,8%, pari a 54,5 milioni di euro in più, per i Macchinari e apparecchiature nca[1] con il +5,2% pari a 73,7 milioni di euro in più, per i Prodotti in metallo esclusi macchinari e attrezzature con il 4,8%, pari a 29,9 milioni di euro in più e per i Mobili con il +1,5% (+5,7 milioni di euro).

Nel dettaglio provinciale, si registra una crescita delle esportazioni manifatturiere della provincia di Pesaro-Urbino con il +5,4% e della provincia di Ancona con il +2,6%, stazionarie a Macerata         (-0,1%), mentre diminuzione a Fermo con il -1,1% e ad Ascoli Piceno con il -10,8%.

 

Primi 15 mercati di destinazione dell’export manifatturiero delle Marche
gen-sett 2017 e gen-sett 2016; dati cumulati; valori assoluti in milioni di euro e %; variazioni rispetto a gen-sett 2016; ordinamento decrescente per quota export manifatturiero nel Paese
Paesi gen-sett 2017 % gen-sett 2016 var. assoluta var. %
Germania 930,1 10,7 1.030,2 -100,1 -9,7
Francia 799,9 9,2 810,4 -10,4 -1,3
Belgio 780,7 9,0 923,8 -143,1 -15,5
Stati Uniti 649,6 7,5 569,2 80,4 14,1
Spagna 412,8 4,8 388,9 23,9 6,1
Regno Unito 400,9 4,6 441,5 -40,6 -9,2
Polonia 333,6 3,8 324,6 9,0 2,8
Russia 322,4 3,7 280,3 42,1 15,0
Svizzera 272,9 3,1 262,6 10,4 3,9
Romania 221,0 2,5 246,7 -25,7 -10,4
Cina 197,6 2,3 158,1 39,5 25,0
Paesi Bassi 167,0 1,9 161,4 5,6 3,5
Turchia 163,3 1,9 172,7 -9,5 -5,5
Austria 124,3 1,4 133,7 -9,3 -7,0
Albania 112,2 1,3 105,7 6,5 6,1
Totale 15 Paesi 5.888,4 67,8 6.009,8 -121,4 -2,0
EUROPA 6.164,2 70,9 6.425,3 -261,1 -4,1
Unione europea 28 5.085,5 58,5 5.429,4 -343,9 -6,3
Paesi europei non Ue 1.078,7 12,4 995,9 82,8 8,3
ASIA 1.205,7 13,9 1.097,1 108,7 9,9
AMERICA 905,0 10,4 832,3 72,7 8,7
AFRICA 329,7 3,8 331,8 -2,1 -0,6
OCEANIA E ALTRI TERRITORI 84,0 1,0 81,0 3,0 3,7
MONDO 8.688,6 100,0 8.767,5 -78,9 -0,9
Elaborazione Centri Studi Studi Cna Marche e Confartigianato Marche su dati Istat

 

Per quanto riguarda i maggiori mercati di destinazione delle esportazioni manifatturiere delle Marche, si osservano diminuzioni importanti delle vendite marchigiane in Belgio (-15,5%, pari a       -143,1 milioni di euro), in Romania (-10,4%, pari a 25,7 milioni di euro in meno), in Germania     (-9,7% pari a 100,1 milioni di euro in meno), nel Regno Unito (-9,2%, pari a -40,6 milioni di euro) in Austria (-7,0%, pari a 9,3 milioni di euro in meno), in Turchia (-5,5%, pari a -9,5 milioni di euro) e in Francia (-1,3%, pari a 10,4 milioni di euro in meno). Tra i restanti principali paesi si osservano delle dinamiche positive: in Cina si registra il +25,0% pari a +39,5 milioni di euro, in Russia il +15,0% pari a +42,1 milioni di euro, negli Stati Uniti il +14,1% pari a +80,4 milioni di euro, in Spagna il +6,1% pari a +23,9 milioni di euro, in Albania il +6,1% pari a +6,5 milioni di euro, in Svizzera il +3,9% pari a +10,4 milioni di euro, nei Paesi Bassi il +3,5% pari a +5,6 milioni di euro e in Polonia il +2,8% pari a +9,0 milioni di euro.