PRODUZIONE MASCHERINE, CORSA CONTRO IL TEMPO IN CAMPO LE LE IMPRESE MARCHIGIANE.

Cna Marche, Mise, Camera di Commercio e Università Politecnica, un impegno comune per creare un laboratorio dove testare la produzione secondo i protocolli dell’Iss. I Ringraziamenti del Commissario Arcuri.

 PRODUZIONE MASCHERINE. UN GRUPPO DI LAVORO DELLA CNA

 Doriana Marini presidente Cna Federmoda Marche: “In attesa che sia operativo il laboratorio della Politecnica e per non perdere neanche un giorno, in modo da partire subito con la produzione delle mascherine, utilizzeremo le strutture della fondazione emiliana Dermocenter, grazie ad una convenzione con la Cna di Modena.”

 Sono venti  le aziende marchigiane associate alla Cna riconvertite alla produzione di mascherine protettive contro il Covid 19, il famigerato virus che sta flagellando l’Italia e altre venti sono pronte a farlo nei prossimi giorni. Inoltre nove  aziende stanno producendo mascherine conto terzi  nell’ambito di un progetto nazionale che ha visto l’adesione di 44 aziende in  tutto il Paese. Un contributo importante, quello delle aziende marchigiane, perché sono loro a fornire le schede tecniche e i prototipi per la realizzazione delle mascherine.  Un progetto promosso da  CNA Federmoda, Confindustria Moda, Sportello Amianto Nazionale e PwC.  Per coordinare la ricerca delle aziende tessile disposte a riconvertirsi alla produzione di mascherine e per supportarle nella loro attività, la Cna Marche ha costituito un gruppo di lavoro, formato dall’imprenditrice Doriana Marini, presidente di Cna Federmoda Marche, come presidente, e dai funzionari Alessandro Migliore, Lucia Trenta e Irene Cicchiello.

 “In pochissimi giorni” intorno al sistema moda di Cna e Confindustria” ha dichiarato Arcuri “molte imprese hanno risposto al nostro appello e le ringrazio. In poco tempo dovrebbero coprire metà del fabbisogno”.

In Italia serviranno oltre 90 milioni di mascherine al mese e il Commissario Straordinario per emergenza Coronavirus, Domenico Arcuri, ha ottenuto dall’Unione Europea l’autorizzazione a lanciare l’incentivo, con una dotazione finanziaria di 50 milioni di Euro, per le imprese che vogliono riconvertire a tale scopo i loro impianti. Le domande si possono presentare dal 26 marzo alle 12 sul sito di Invitalia. Il finanziamento agevolato a tasso zero  copre i due terzi dell’investimento, cui può essere accompagnato un contributo a fondo perduto variabile. Dal 100 per cento del finanziamento se l’avvio avverrà entro 15 giorni, al 50 per cento entro 30 giorni e al 25 per cento entro 60 giorni.

“Le aziende artigiane delle Marche pronte a scendere in campo e a riconvertirsi per produrre mascherine” afferma Doriana Marini ” sono centinaia, ma sono frenate dalla burocrazia. Infatti, se fare mascherine filtranti di uso comune è relativamente semplice e basta una comunicazione al Prefetto, molto più complicato è realizzare mascherine chirurgiche sanitarie.  Servono certificazioni e test di laboratorio come richiesto dall’ISS e, se le mascherine non rispettano tali requisiti o presentano difetti di progettazione ne risponde il produttore. Questo spaventa gli artigiani e molti rinunciano, preferendo sospendere l’attività”.

Il sistema Cna delle Marche si è attivato per garantire alle imprese che vogliono riconvertire la loro produzione e fare mascherine chirurgiche sanitarie,  i test di laboratorio richiesti dall’Istituto Superiore della Sanità.  Questo è stato possibile grazie all’interessamento del Mise, attraverso la Sottosegretaria marchigiana al ministero dell’Economia Alessia Morani e del Presidente della  Camera di Commercio delle Marche, Gino Sabatini. Fondamentale il contributo del rettore dell’Università Politecnica delle Marche  Gian Luca Gregori, che sta predisponendo un laboratorio per la realizzazione di questi test.

“In attesa che sia operativo il laboratorio della Politecnica “precisa Marini “e per non perdere neanche un giorno, in modo da partire subito con la produzione delle mascherine, utilizzeremo le strutture della fondazione emiliana Dermocenter, grazie ad una convenzione con la Cna di Modena.”