RICOSTRUZIONE, APPALTI PUBBLICI PRECLUSI AI PICCOLI. IL RISCHIO E’ DI TAGLIARE FUORI 9 IMPRESE SU 10

L’allarme della Cna Costruzioni Marche che chiede la divisione in lotti degli appalti più grandi. Nel cratere sono 800 gli appalti pubblici da assegnare per un importo superiore al miliardo di euro.

Ottocento appalti pubblici per un importo complessivo superiore al miliardo di euro. La ricostruzione post terremoto può rappresentare una grande occasione di lavoro per le imprese edili locali, con ripercussioni sull’occupazione e sull’indotto, per un forte rilancio dell’economia sul territorio. Ma il rischio, denuncia la Cna Marche, è l’esclusione del 90 per cento delle   piccole imprese da appalti troppo grandi per le loro capacità finanziarie.

Nelle Marche negli ultimi anni la crisi dell’edilizia ha colpito duro. Dal 2010 alla fine del 2017 le imprese edili sono scese da 25.214 a 22.844 con la perdita di 2.370 imprese (-9,4 per cento). Gli occupati nel settore delle costruzioni hanno subito un vero e proprio tracollo. Erano 48.314 sette anni fa. Oggi sono 34.158 con la perdita di 14.156 addetti, pari al 29,3 per cento. In sette anni un edile su tre ha perso il posto di lavoro.

“Noi” sostiene il presidente Cna Costruzioni Marche Marco Rossi “chiediamo che gli appalti più grandi vengano suddivisi in lotti, in modo che l’entità dei singoli lavori sia accessibile alle micro, piccole e medie imprese. Invece negli ultimi anni si è andati nella direzione opposta, a causa dell’accorpamento delle stazioni appaltanti”

A livello nazionale, secondo uno studio della Cna Costruzioni, l’appalto medio è salito da un valore di 899 mila euro nel 2014 a 1 milione di euro lo scorso anno. Nelle Marche l’importo medio di ogni appalto è salito dai 410 mila euro del 2015 ai 474 mila euro del 2017. Tutto questo, sostiene Cna Costruzioni, nonostante il nuovo Codice degli Appalti incoraggi le stazioni appaltanti “a suddividere in lotti i grandi appalti, in modo che l’entità dei singoli contratti corrisponda meglio alla capacità delle imprese”

Nelle Marche lo scorso anno ci sono stati 2.200 appalti pubblici per un importo complessivo superiore ai 2 miliardi. Gli appalti per lavori edili sopra i 40 mila euro sono stati 549 per un importo di 260,4 milioni. Il 26 per cento degli appalti sono stati assegnati a imprese con sede fuori regione.

“Per partecipare a un appalto” afferma Marco Bilei responsabile Cna Costruzioni Marche “solitamente si richiede a un’impresa il doppio del fatturato rispetto al valore dell’appalto. IL 90 per cento delle nostre imprese, ha fatturati inferiori al milione di euro e sarebbe esclusa da tutti gli appalti superiori ai 500 mila euro. Per questo chiediamo che gli appalti della ricostruzione vengano divisi in piccoli lotti, in modo da non far partecipare solo le imprese di grandi dimensioni, garantendo trasparenza e concorrenza dei lavori. Infatti gli appalti gestiti da imprese locali con organizzione in prossimità dei cantieri, portano maggiori garanzie in termini di corretta esecuzione dei lavori e di rilancio socio economico delle aree colpite dal sisma”.