“RIPRENDIAMOCI IL FUTURO”, COMMERCIANTI E ARTIGIANI SCENDONO IN PIAZZA

foto artigiani e commerciantiSaranno almeno 4 mila i piccoli imprenditori marchigiani associati a Casartigiani, Cna, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti che parteciperanno il 18 febbraio alla manifestazione di Piazza del Popolo a Roma. 80 i pullman in partenza dalle Marche. Previste anche assemblee e iniziative territoriali nella regione..

 “RIPRENDIAMOCI IL FUTURO”, COMMERCIANTI

E ARTIGIANI SCENDONO IN PIAZZA

Nel 2013 ogni giorno 19 piccoli imprenditori marchigiani dell’artigianato e del commercio hanno chiuso la loro attività. In calo Pil, domanda interna, occupazione, investimenti e reddito disponibile.

 Stanchi di vedersi rubare il futuro, di lavorare in condizioni di continua incertezza, strozzati da una fiscalità intollerabile, artigiani e commercianti hanno deciso di scendere in piazza.

Le imprese marchigiane dell’artigianato e del commercio si mobilitano e si organizzano per chiedere azioni immediate per affrontare una situazione ormai insostenibile. Dalle Marche almeno 4 mila imprenditori associati a Casartigiani, Cna, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti partiranno la mattina del 18 febbraio a bordo di 80 pullman per partecipare alla manifestazione, organizzata a Piazza del Popolo,  a Roma da Rete Imprese Italia, con lo slogan “Senza imprese non c’è Italia. Riprendiamoci il futuro”. Le richieste delle imprese e la modalità di partecipazione alla mobilitazione di artigiani e commercianti, sono state illustrate in una conferenza stampa. Sono intervenuti i presidenti regionali di Cna Gino Sabatini, di Confartigianato Salvatore Fortuna, di Confesercenti Claudio Albonetti.  Inoltre Massimo Iacucci per Casartigiani e Fausto Calabresi per Confcommercio Marche.

 “La manifestazione del 18” hanno affermato  i  presidenti di Casartigiani, Cna, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti Marche “ segnerà l’avvio di una mobilitazione che in questi giorni è partita sul territorio regionale e proseguirà  anche dopo il 18 febbraio   per dire basta a un fisco che schiaccia imprese e famiglie e sottrae risorse allo sviluppo, per dire basta al calvario burocratico e ad una tassazione locale sempre più pesante. Il livello di imposizione fiscale sui profitti delle nostre imprese, nel 2013, è stato del 65,8 per cento, oltre 20 punti sopra la media europea mentre la burocrazia costa alle piccole  imprese 34 giorni di lavoro e una media per impresa di 7.091 euro l’anno. Inoltre la pubblica amministrazione paga le imprese dopo 170 giorni, contro una media europea di 61 giorni. Così non si può continuare. Occorre invertire subito la rotta””.

Nel 2013 nelle Marche hanno cessato l’attività 4.342 imprese artigiane e 2.757 imprese commerciali. Ogni giorno 19 piccoli imprenditori di questi settori, nella nostra regione, hanno tirato giù la saracinesca del negozio o dell’azienda per non riaprirla mai più. Né bastano a rilanciare il nostro sistema produttivo i 3.358 artigiani ed i 2.056 commercianti che hanno deciso di avviare una nuova attività, anche perché il 40 per cento delle nuove imprese non supera il quarto anno di vita. Il saldo resta pesantemente negativo con una perdita di 984 aziende artigiane e 701 imprese commerciali per complessive 1.685 aziende e quasi 5 mila posti di lavoro. Alle fine del 2013 le imprese dell’artigianato marchigiano erano 49.081 ed i commercianti 40.728, per un totale di 89.809 attività, pari a più della metà  delle 175.617 imprese marchigiane. Alle  quali vanno aggiunte le 10.929 imprese di alloggio e ristorazione. Anche questo settore lo scorso anno ha pagato un prezzo salato alla crisi: 743 imprese chiuse contro 469 nuove attività, con un saldo negativo di 274 aziende.

Si tratta” hanno sostenuto  le associazioni di categoria “di una parte fondamentale del sistema produttivo marchigiano che occupa complessivamente 300 mila addetti e che  vuole continuare a produrre reddito e occupazione. Per questo chiede alla politica ed alle istituzioni, di ridurre vincoli e costi che gravano sul lavoro per poter assumere i giovani, alle banche di ricominciare ad investire sull’economia reale ed allo Stato di saldare i suoi debiti con le aziende. Auspichiamo inoltre interventi di forte impulso alla ripresa economica e misure urgenti per valorizzare le nostre eccellenze e consentire alle imprese marchigiane dell’artigianato e del commercio, di resistere alle difficoltà e tornare rapidamente allo sviluppo”.

Anche nel 2013 la crisi ha colpito duro l’economia marchigiana. Secondo i dati Prometeia sulla nostra regione, il Pil è calato negli ultimi 12 mesi del 2,1 per cento con la domanda interna che ha perso il 2,9 per cento e la spesa per consumi delle famiglie che è scesa del 2,6 per cento. Ancora peggio gli investimenti fissi lordi, in calo del 6,4 per cento. Inoltre l’occupazione ha perso un altro 2,5 per cento. Infine il reddito a disposizione dei marchigiani è diminuito dell’1,2 per cento.

Particolarmente difficile la situazione del credito, con i prestiti alle aziende marchigiane che nell’ultimo anno sono calati del 7 per cento mentre la richiesta di credito da parte delle aziende è aumentata del 15,9 per cento. Inoltre il 15,7 per cento delle richieste di finanziamento alle piccole imprese è stato respinto mentre fallimenti e concordati sono aumentati del 12 per cento.

Fisco, burocrazia, credito, lavoro. Sono questi i punti al centro della manifestazione del 18 febbraio, e della lettera, inviata da Casartigiani, Cna, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti Marche ai consiglieri regionali per chiedere l’approvazione di un ordine del giorno di sostegno alle loro richieste, ed ai Deputati e Senatori  eletti nella nostra regione perché portino in Parlamento le istanze di artigiani e commercianti marchigiani.

Le associazioni marchigiane dell’artigianato  e del commercio hanno anche presentato un manifesto  con le proposte e le richieste alla politica ed alle istituzioni per un reale cambiamento economico e sociale.                                                                       13 febbraio 2014

  IN ALLEGATO IL DOCUMENTO CON LA PIATTAFORMA DELLA MANIFESTAZIONE.

DOCUMENTO MANIFESTAZIONE 2014 

Nella foto da sinistra: Iacucci, Fortuna, Sabatini, Calabresi, Albonetti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

MARCHE, 2013 I NUMERI DELLA CRISI      
         
  iscritte cessate saldo totale imprese
imprese artigiane

3.358

4.342

-984

49.081

imprese del commercio

2.056

2.757

-701

40.728

imprese alloggio e ristorazione

469

743

-274

10.929

totale

5.883

7.842

-1959

100.738

Dati Infocamere        
         
Pil

-2,1

     
domanda interna

-2,9

     
consumi famiglie

-2,6

     
investimenti fissi lordi

-6,4

     
occupazione

-2,5

     
reddito disponibile

-1,2

     
Dati Prometeia        
         
fallimenti e concordati

più 12&

     
costo burocrazia per azienda 7.091 euro      
giorni persi per la burocrazia

34

     
giorni ritardo pagamenti P.A

170

     
finanziamenti respinti

15,7%

     
riduzione credito imprese

-7,0%

     
Dati Rete Imprese Italia