SALVARE L’EDILIZIA PER SALVARE IL PAESE

Imprese, professionisti tecnici e sindacati di categoria si sono uniti e hanno indetto per LUNEDI' 19 MARZO ad Ancona una manifestazione regionale. Il comparto è alle corde e servono politiche per rilanciarlo perché si tratta di “un settore fondamentale per il Paese”.

 

Li hanno chiamati “Stati Generali dell’Edilizia”. E in effetti vedere insieme per la prima volta Imprese, Ordini delle Professioni tecniche e Sindacati non capita tutti i giorni. Ma la crisi soffia forte e miete vittime in tutti gli ambiti. Per questo si è deciso di fare fronte comune e convocare Lunedì 19 marzo ad Ancona, ore 9.00, una manifestazione regionale davanti alla Regione Marche. Le ragioni della protesta sono state illustrate nel corso di una conferenza stampa tenutasi presso la Sala conferenze della Cassa Edile di Ancona. “Siamo in una fase in cui tutti si devono assumere le loro responsabilità e fare il loro dovere”. E’ stato Massimo Ubaldi Presidente dell’Ance, ad aprire gli interventi offrendo un quadro a tinte fosche. “Le Marche, rispetto alla altre regioni, per quanto riguarda il nostro comparto, stanno subendo conseguenze pesantissime. Valga per tutti cosa  accade nelle province di Ancona e Ascoli dove non si contano le imprese che chiudono i battenti”. E tocca a  Gino Sabatini, della CNA Marche, a nome degli artigiani, presentare il "cahier de doleance". Sono 434 le imprese che negli ultimi due anni hanno chiuso, di queste 270 sono artigiane. Nel primo trimestre del 2011 si era registrato un aumento della cassa integrazione del 43% rispetto all’anno prima. Ad oggi le cifre indicano un calo del 18,5%, ma non per una ripresa economica, quanto mai lontana, ma perché ormai sono tante le aziende che hanno chiuso. Si registra il 30% in meno di commesse e appalti pubblici. Ad essere chiamato in causa è il sistema creditizio. “Le banche devono capire che non siamo da “black list”, servono risorse per far ripartire l’economia”.  Altra nota dolente la deregulation della gare al ribasso, un gioco al massacro. “La media è del 36% ma si è verificato un caso record del 64%!”. Anche tra i professionisti il disagio è diffuso. “Noi non abbiamo ammortizzatori sociali – ha sottolineato Pasquale Ubaldi, Presidente della Federazione degli Ordini degli Ingegneri delle Marche, che ha parlato anche per i colleghi architetti, geologi e geometri. “Fare fronte comune è importante perché pure nel nostro ambito, soprattutto per quanto riguarda i giovani professionisti, le conseguenze della difficile congiuntura economica si fanno sentire”. Per Pasquale Ubaldi bisogna semplificare le norme perché una eccessiva burocrazia è una palla al piede, così come è essenziale puntare su politiche di riqualificazione urbana che potrebbero fare da volano per tutto il settore, dal recupero degli edifici, agli interventi per la messa in sicurezza antisismica, fino alla bioedilizia. Così come il Piano Casa avrebbe bisogno di modifiche sostanziose. Dunque servono scelte forti perché, ha denunciato Luciano Fioretti della Feneal Uil, intervenuto anche per la Filca Cisl e la Fillea Cgil, non circola più denaro, le aziende non riescono più a riscuotere dagli appalti e le conseguenze sono cassa integrazione (siamo al 30/35%) e licenziamenti”. Nell’edilizia negli ultimi anni si sono persi seimila posti di lavoro e almeno mille imprese stanno chiudendo o  hanno chiuso.

L’appello conclusivo è rivolto alla Regione e al Governatore Spacca perché si facciano carico delle istanze nei confronti dell’Esecutivo Nazionale. L’appuntamento è per lunedì prossimo: “Salvare le costruzioni per salvare l’economia”. Insomma imprese, lavoratori e professionisti hanno parlato senza peli sulla lingua. Ora si aspettano risposte altrettanto chiare.