SERVIZI ALL’INFANZIA, NELLE MARCHE SE NE OCCUPANO LE IMPRESE DELLE DONNE

Servizi di asili nido, assistenza diurna per minori disabili, servizi di baby sitting: Sono 120 le aziende guidate da donne che sono attive in questi settori e rappresentano l’89,5 per cento delle 134 imprese marchigiane.

Complessivamente le imprese marchigiane guidate da donne sono 34.834 pari al 23,7 per cento delle 147.115 aziende in attività, ed occupano 95.930 addetti.

Servizi di asili nido, assistenza diurna per minori disabili, servizi di baby sitting, nelle Marche se ne occupano le imprese femminili. Sono 120 le aziende guidate da donne che sono attive in questi settori e rappresentano l’89,5 per cento delle 134 imprese marchigiane. Una percentuale che pone la nostra regione al secondo posto in Italia, preceduta solo dal Friuli Venezia Giulia, dove le imprese femminili che si occupano di assistenza ai minori sono il 93,6 per cento. Complessivamente in Italia le imprese che garantiscono servizi all’infanzia sono 4.170 di cui 3.413 guidate da donne (81,8 per cento).

Ad affermarlo Cna Impresa Donna Marche su dati Movimprese elaborati dal Centro Studi dell’associazione artigiana.

“Uno spaccato dei servizi di assistenza nella nostra regione” commenta Sara Catalini responsabile Cna Impresa Donna Marche “che dimostra come i marchigiani per questo tipo di mansioni preferiscono rivolgersi alle donne, che meglio di tutti conoscono l’esigenza di conciliare i tempi di vita e di lavoro delle famiglie. La predilizione femminile per questi settori è confermata anche dalle richieste di assunzioni delle imprese. Nei servizi  alle persone, secondo l’indagine Excelsior di Unioncamere e Anpal,  vi è stato un 30 per cento di richieste di personale femminile. Le imprese ricercano dipendenti donne.” 

Ma nelle Marche le donne che fanno impresa non si occupano solo di servizi sociali. Le imprese femminili che si occupano di sanità e assistenza sociale sono 350 su 863, pari al 40,6 per cento del totale. Ad altissima presenza femminile sono le attività di servizi alle persone e alle famiglie. Quelli gestiti da imprenditrici sono 3.941 pari al 57,2 per cento delle imprese del settore. Si tratta soprattutto di lavanderie, saloni di acconciatura, laboratori di tatuaggio e piercing, agenzie matrimoniali, organizzazione di feste e ricorrenze, dog sitter, custodia  e cura degli animali domestici. E’ femminile una impresa su tre nell’industria della vacanza: servizi  di  alloggio e ristorazione, servizi turistici e legati all’intrattenimento e al divertimento.

In assoluto il maggior numero di imprese marchigiane guidate da donne si occupa di commercio (8.419) e di agricoltura (7.435). Nel comparto manifatturiero le aziende femminili sono 4.119, soprattutto nei settori del tessile, abbigliamento e calzature. Le attività immobiliari al femminile sono 1.594, le agenzie di viaggio e noleggio auto  1.187 e le attività professionali, scientifiche e tecniche 1.080. Marginale la presenza femminile alla guida di imprese edili (1.017 pari al 5,1 per cento) e di trasporto (332 pari all’8,8 per cento).

Complessivamente le imprese marchigiane guidate da donne sono 34.834 pari al 23,7 per cento delle 147.115 aziende in attività, ed occupano 95.930 addetti.

Le imprese femminili sono più giovani rispetto a quelle guidate da uomini: il 12,4 per cento delle titolari donne ha meno di 35 anni rispetto all’8,6 per cento degli uomini.

“Le giovani donne che aprono un’impresa” spiega Emilia Esposito presidente Cna Marche Impresa donna “incontrano maggiori difficoltà a stare sul mercato rispetto ai colleghi maschi. In media una impresa femminile resiste 10 anni rispetto ai 12,3 anni di un’impresa maschile. I maggiori ostacoli che ne frenano la competitività riguardano la conciliazione del lavoro con gli impegni familiare, l’insufficienza del capitale necessario e la difficoltà di ottenere credito. Ostacoli comuni a tutte le imprese sono quelli legati al fisco e alla burocrazia. In ogni caso il contributo delle imprese femminili all’economia marchigiana è fondamentale in tutti i settori, specialmente nel terziario, e meriterebbero interventi mirati di sostegno da parte delle istituzioni.”