SISTEMA CAMERALE, LE PROPOSTE CONTRO LA CRISI

E’ stato presentato ad Ancona ai segretari regionali di Pd, Pdl e Udc che si sono impegnati a sostenerlo verso le istituzioni regionali ed il Governo Monti.

 

UNIONCAMERE MARCHE, ECCO IL  PIANO STRAORDINARIO PER LE IMPRESE

 

Servirà ad affrontare un 2012 che si annuncia pesante per il sistema produttivo regionale. Le previsioni Unioncamere vedono infatti il prodotto interno lordo giù dell’1,7 per cento, i consumi delle famiglie in calo del 2,3 per cento, gli  investimenti in discesa del 3,7 per cento e l’occupazione che perde l’1,1 per cento.

 

Prodotto interno lordo giù dell’1,7 per cento, consumi delle famiglie in calo del 2,3 per cento, gli  investimenti in discesa del 3,7 per cento e l’occupazione che perde l’1,1 per cento con la scomparsa di 4.480 posti di lavoro. Dati pesanti, quelli diffusi dall’Unioncamere sulle previsioni dell’economia marchigiana per il 2012. Le uniche buone notizie arrivano dall’export che dovrebbe registrare un ulteriore aumento del 2,8 per cento dopo l’exploit del 2011, quando è cresciuto del 9,7 per cento. Segnali che sarebbe stato un anno difficile per il sistema produttivo marchigiano erano già arrivati dalla rilevazione trimestrale di Movimprese sulla natalità e mortalità delle imprese che nel primo trimestre dell’anno in corso. Tra gennaio ed aprile ci sono state 4.889 cessazioni di attività contro 3.410 nuove iscrizioni alle Camere di commercio, con un saldo negativo di 1.479 unità. A pagare il conto della crisi soprattutto il settore delle costruzioni ma anche i servizi, la meccanica e le calzature. Una situazione che non riguarda solo le Marche ma coinvolge l’intera economia italiana, con previsioni ancora più negative di quelle riferite alla nostra regione.

Per contrastare gli effetti di una recessione che si annuncia pesante, Unioncamere Marche ha incontrato i segretari regionali del Pd Palmiro Ucchielli, del Pdl Remigio Ceroni e dell’Udc Antonio Pettinari, ai quali ha presentato un piano straordinario per le imprese. E’ stato il presidente dell’Unioncamere Marche Alberto Drudi ad illustrare il pacchetto di proposte del sistema camerale ai partiti che sostengono in Parlamento il Governo Monti. Presenti all’incontro i presidenti ed i segretari delle cinque Camere di commercio marchigiane.

Ucchielli, Ceroni e Pettinari si sono impegnati a sostenerlo nei confronti delle istituzioni regionali e del Governo nazionale. In particolare  Ucchielli ha sottolineato  “l’esigenza di politiche con maggiore equità e riconosciuto  il ruolo delle Camere di commercio per l’economia delle Marche” mentre per Ceroni “la nostra regione è in grande difficoltà e servono misure urgenti per il sistema delle imprese”. Infine Pettinari ha ribadito “l’urgenza di superare il patto di stabilità e fare sistema per sostenere l’economia locale.”

“I dati di Unioncamere evidenziano” ha sostenuto Drudi “ l’urgenza di intervenire verso il sistema delle imprese con un piano straordinario per favorire gli investimenti, rilanciare l’economia e sostenere l’occupazione. Dopo quattro anni di crisi il tessuto produttivo delle Marche e dell’intero Paese appare provato e tanti piccoli e piccolissimi imprenditori rischiano di fallire per i crediti non riscossi o perché vedono ridursi i finanziamenti dalle banche. Per questi motivi abbiamo deciso di predisporre questo Piano, con proposte concrete,  senza oneri per le pubbliche amministrazioni , su alcuni temi chiave per lo sviluppo: semplificazione, internazionalizzazione, investimenti, infrastrutture,  credito e lavoro”.

In particolare, l’Unioncamere propose una disciplina speciale per le somme che le imprese debbono avere dalle amministrazioni pubbliche. Inoltre interventi verso il sistema bancario e una revisione dei criteri di Basilea 3 per la concessione del credito alle piccole e medie imprese. Unioncamere chiede inoltre investimenti infrastrutturali  e il ripristino delle fermate e delle tratte ferroviarie lungo la direttrice adriatica. Inoltre la possibilità di ammortizzare in tre anni gli investimenti aggiuntivi in macchinari e attrezzature, rispetto alla media degli ultimi tre anni e la possibilità per le Camere di commercio, di attivare i Fondi strutturali, facendo leva sulle proprie risorse e progettualità.

Un capitolo a parte è dedicato all’internazionalizzazione, strumento fondamentale per la competitività delle imprese. L’obiettivo è quello di portare a vendere all’estero le tante piccole imprese che attualmente non esportano perché si sentono poco attrezzate per competere, attraverso la creazione di specifici strumenti finanziari. Le Camere di commercio sono pronte ad intensificare il loro contributo, utilizzando la rete delle Camere all’estero, per fornire assistenza alle piccole e medie imprese sui mercati di sbocco. 

 

In allegato foto dell’incontro.