“SPLIT PAYMENT”, LA CAMPAGNA DEGLI ARTIGIANI CONTRO LE NUOVE MISURE SULL’IVA. FIRMA LA PETIZIONE

foto taglio ivaNel mirino di Cna e Confartigianato Marche lo “split payment” secondo cui le imprese non riceveranno più l’Iva dagli enti pubblici, che la verseranno direttamente all’erario, ma dovranno comunque pagarla ai fornitori. Rischio liquidità per le 8 mila imprese artigiane delle Marche che lavorano con la Pubblica Amministrazione.

 Una campagna di mobilitazione contro le nuove misure sull’Iva, anche con una petizione ( PUOI FIRMARE SUL SITO www.cna.it  )a Governo e Parlamento per chiederne l’abrogazione. A promuovere queste iniziative Confartigianato e Cna insieme alle altre associazioni di commercianti ed artigiani aderenti a Rete Imprese Italia.

Già in difficoltà con la scomparsa di 516 imprese e di 1.500 posti di lavoro solo nel 2014, le 16.686 imprese edili artigiane rischiano di ricevere il colpo di grazia dalle nuove norme sui pagamenti dell’Iva. Nel mirino di Confartigianato e Cna Marche, le nuove regole dello “split payment”, secondo cui le imprese non riceveranno più l’Iva dagli enti pubblici, che verseranno direttamente all’erario. Ma le imprese dovranno pagarla comunque ai fornitori. La stessa cosa succederà anche tra privati con il meccanismo del “reverse charge”, esteso dal 1 gennaio alle prestazioni di servizi di pulizia, demolizione, installazione impianti, completamento di edifici e cessione di beni nei confronti della distribuzione organizzata. Un colpo durissimo alla liquidità, specialmente per le 8 mila imprese artigiane delle Marche che lavorano strutturalmente con la Pubblica Amministrazione.

“Le imprese dovranno chiedere i rimborsi che”affermano i segretari di Confartigianato Marche Giorgio Cippitelli e di Cna Marche Otello Gregorini “riceveranno solo dopo anni di attesa. Abbiamo stimato in oltre 100 milioni di euro la liquidità sottratta alle imprese marchigiane, che metterebbe a rischio l’equilibrio della gestione finanziaria e spingerebbe molte aziende   verso la chiusura..”

Al posto della liquidità, secondo Cna e Confartigianato, le imprese che lavorano con la Pubblica Amministrazione, e che già si trovano ad affrontare il problema dei ritardati pagamenti, avranno in cassa solo crediti Iva. La misura produrrà effetti negativi a cascata su tutta la filiera, innescando un circolo vizioso dalle conseguenze drammatiche su occupazione, investimenti e ripresa dell’economia. Basti pensare che per ottenere   i rimborsi dei crediti Iva, che dovrebbero essere immediati, le imprese debbono aspettare fino a due anni e mezzo, mentre i pagamenti della Pubblica Amministrazione, che dovrebbero essere effettuati in 60 giorni, avvengono in media con 6 mesi di ritardo.

“L’introduzione di questa disposizione” spiegano Gregorini e Cippitelli “viene giustificata dal Governo con l’intento di contrastare le frodi sull’Iva nei rapporti con gli enti pubblici , ma con l’entrata in vigore dal prossimo mese di marzo della fatturazione elettronica nei rapporti con la Pubblica Amministrazione, si potrà facilmente controllare se le imprese pagano i tributi dovuti. Ancora una volta si è fatta la scelta di sparare nel mucchio e di mettere in difficoltà l’intero sistema delle imprese, invece di andare a scovare i disonesti”.

Confartigianato e Cna chiedono a Governo e Parlamento di abrogare le norme su   “split payment,” e “reverse charge”. Per questo si rivolgono ai Parlamentari marchigiani chiedendo loro di farsi portatori di questa richiesta in aula e nelle Commissioni competenti.