TERREMOTO, CHIESTO UN DECRETO DEL GOVERNO PER RINVIARE TUTTE LE SCADENZE

A chiederlo Camilla Fabbri responsabile Cna Marche per la ricostruzione. Le continue scosse che si susseguono e che hanno colpito il Sud delle Marche anche nelle scorse settimane non consentono di considerare archiviata la fase dell’emergenza.

 TERREMOTO, UN DECRETO DEL GOVERNO PER RINVIARE TUTTE LE SCADENZE: IRPEF, CONTRIBUTI, BOLLETTE E MUTUI

 I contribuenti interessati sono 230 mila per oltre 1 miliardo di euro, con un reddito medio di 18 mila euro e oltre 1 miliardo di tasse arretrate da pagare a partire dal 31 maggio.Nelle zone del cratere il disagio della popolazione non ha fine ed ha portato all’aumento del tasso di mortalità e del consumo di farmaci.

 “In questa fase di grave crisi istituzionale e finanziaria che non da certezze ai cittadini e alle imprese, chiediamo la responsabilità di tutte le forze politiche e auspichiamo che il primo atto del Governo Cottarelli sia un decreto per rinviare il pagamento dell’Irpef, dei contributi previdenziali sospesi, delle bollette e delle rate dei mutui nelle zone del terremoto”. A chiederlo Camilla Fabbri responsabile Cna Marche per la ricostruzione.

I contribuenti interessati sono 230 mila per oltre 1 miliardo di euro, con un reddito medio di 18 mila euro e oltre 1 miliardo di tasse arretrate da pagare a partire dal 31 maggio.

“Abbiamo inviato” afferma Fabbri “una lettera ai parlamentari marchigiani perché si facciano carico di portare questa richiesta sul tavolo del nuovo Governo per l’approvazione urgente di un nuovo decreto che rinviii la scadenza del 31 maggio almeno fino al 31 dicembre e che, allo stesso tempo, aumenti il numero delle rate in modo da ridurre l’impatto sui contribuenti. Il decreto governativo dovrebbe prendere anche in considerazione la proroga del 31 agosto come data nella quale scadrà la sospensione del pagamento delle bollette. Infatti le continue scosse che si susseguono e che hanno colpito il Sud delle Marche anche nelle scorse settimane non consentono di considerare archiviata la fase dell’emergenza. La popolazione continua a vivere una situazione di estremo disagio.”

Oggi non si muore più di terremoto ma si continua a morire per le conseguenze provocate dal sisma. Il tasso di mortalità è aumentato dopo il terremoto del 15 per cento nella provincia di Macerata, del 20 per cento in quella di Fermo e del 12 per cento nell’ascolano mentre ad Ancona e Pesaro non si è registrato nessun incremento dei decessi. Ad uccidere, lo stress e il disagio. Nei territori colpiti dal sisma è aumentato del 70 per cento il consumo di antidepressivi, del 7 per cento quello degli antipsicotici e del 33 per cento l’uso di ansiolitici.

“Si tratta” ribadisce Fabbri “di un territorio ancora in piena emergenza che ha bisogno dell’aiuto dello Stato. Il senso di precarietà e di incertezza aumenta il disagio e le difficoltà di intere comunità che devono ripartire. Per questo vanno prorogate tutte le scadenze dei pagamenti sospesi dopo il sisma e vanno aumentate le rate previste per i pagamenti dopo la scadenza. Il terremoto non è avvenuto nel 2016, nonostante tutti gli sforzi messi in campo dalla Regione, il terremoto è ancora tra noi.”