TORNANO A CRESCERE I DISTRETTI INDUSTRIALI DELLE MARCHE

Foto impr industrialeNel secondo trimestre del 2015 sono tornate a crescere le vendite estere dei 7 distretti industriali delle Marche. Dopo la flessione registrata nei primi tre mesi dell’anno, le esportazioni marchigiane sono cresciute del 6,9% tendenziale nel periodo aprile-giugno, in linea con la media dei distretti italiani (+7%). Complessivamente, nel primo semestre dell’anno le esportazioni dei distretti delle Marche sono cresciute del 2%, pari a 34 milioni di euro in più rispetto allo stesso periodo del 2014.A determinare l’inversione di tendenza della dinamica delle esportazioni distrettuali marchigiane, è stato il ritorno su un sentiero di crescita del distretto delle Calzature di Fermo (+9,5%), dopo un avvio d’anno negativo, e l’accelerazione registrata dalle Macchine utensili e per il legno di Pesaro (+26,4%) e dalle Cucine di Pesaro (+8%). Questi risultati hanno compensato la lieve flessione delle esportazioni dei distretti delle Cappe aspiranti ed elettrodomestici di Fabriano (-0,1%), della Pelletteria del Tolentino (-0,9%) e della Jeans valley di Montefeltro (-0,5%). Continua ad essere positivo il contributo offerto dagli Strumenti musicali di Castelfidardo (+12,3%).Sono questi i principali risultati che emergono dal Monitor dei Distretti delle Marche curato dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo per Banca dell’Adriatico.Nel secondo trimestre la dinamica delle esportazioni dei distretti delle Marche ha evidenziato un’intonazione positiva su gran parte dei mercati di riferimento. Le vendite sui mercati maturi sono cresciute ad un ritmo del 14%, grazie alla crescita significativa degli Stati Uniti, mentre si sono attestate sui livelli vicini all’anno precedente le vendite sui mercati emergenti (+0,1%). A penalizzare la dinamica di questi mercati è ancora la Russia (la variazione dei nuovi mercati, al netto del contributo negativo del mercato russo, nel secondo trimestre dell’anno raggiunge il +5,2%), mercato verso cui le esportazioni continuano a calare ininterrottamente per il nono trimestre consecutivo.“Gli Stati Uniti, in linea con quanto osservato su scala nazionale, si sono confermati il principale motore della crescita anche per i distretti marchigiani: – commenta Roberto Dal Mas, direttore generale di Banca dell’Adriatico – su questo mercato le esportazioni sono cresciute ad un ritmo del 54,2% nel secondo trimestre dell’anno, al traino delle buone performance registrate dalle imprese attive nei distretti delle calzature di Fermo (+49,8%) e delle macchine utensili e per il legno di Pesaro, a cui si si è sommata la crescita di tutti gli altri distretti dell’area ad eccezione delle cappe aspiranti ed elettrodomestici di Fabriano.”Nel secondo trimestre dell’anno sono cresciuti anche i principali mercati europei (Germania +6,8%, Francia +3,3%, Regno Unito +9,1% e Svizzera +14%). E’ proseguito invece il calo delle esportazioni in Russia (-25,3%), principale sbocco commerciale per le imprese dell’area, in atto dal secondo trimestre del 2013. Tutti i distretti dell’area hanno confermato un calo delle esportazioni su questo mercato. Di segno opposto invece la variazione registrata da Cina, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita, mercati che nel secondo trimestre del 2015 hanno registrato una crescita delle esportazioni superiore al 40%, al traino della crescita del distretto delle calzature di Fermo i primi due mercati e delle cappe ed elettrodomestici di Fabriano e delle cucine di Pesaro l’ultimo.Per quanto riguarda l’analisi degli ammortizzatori sociali, il numero di ore complessive autorizzate in Cassa Integrazione Guadagni (CIG) nei primi otto mesi del 2015 è su livelli notevolmente inferiori rispetto ai massimi del 2013 (5,9 milioni di ore autorizzate nei primi otto mesi dell’anno a fronte dei 10,9 milioni del 2013 e degli 8 milioni del 2014). L’analisi delle componenti mostra come nel 2015 sia calato il numero di ore di CIG Ordinaria e CIG Straordinaria, mentre si è attestato su livelli vicini a quelli del 2014 il numero di ore autorizzate in CIG in deroga. Questi dati lasciano intravedere un lieve miglioramento del mercato del lavoro.