TREND MARCHE. L’INTERVENTO DELL’ASSESSORE REGIONALE SARA GIANNINI

“IL CORAGGIO DI CAMBIARE” – L’INTERVENTO DELL’ASSESSORE ALLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE SARA GIANNINI AL CONVEGNO DI

CONFARTIGIANATO, UBI BANCA POPOLARE DI ANCONA E CNA

 

Si è svolto ieri in Regione il convegno “Il coraggio di cambiare”, organizzato da Confartigianato Marche, Cna Marche E Ubi Banca popolare di Ancona . L’evento, in occasione della presentazione del rapporto dell’Osservatorio su artigianato e piccola impresa, Trend Marche. Ha preso parte all’iniziativa, Sara Giannini, assessore alle Attività produttive della Regione Marche. Ha introdotto i lavori Salvatore Fortuna, presidente Confartigianato Marche. Ha moderato gli interventi Luciano Goffi, direttore generale Banca Popolare di Ancona. Gli interventi sono stati a cura di Gian Luca Gregori dell’Università politecnica delle Marche, Ilario Favaretto dell’Università di Urbino, Michele Bacco del Centro studi “Sintesi” di Mestre. Giacomo Vaciago, docente di Politica Economia e Monetaria all’Università Cattolica di Milano, ha presentato la relazione “L’economia italiana dopo la crisi”.

“Momenti di approfondimento qualificato come questi sono importanti per comprendere quali direzioni prendere e scelte effettuare”, ha detto Sara Giannini, concludendo i lavori. “La crisi – ha seguitato l’Assessore – ha posto interrogativi ai quali occorre dare risposte condivise, per cambiare marcia rispetto al passato. Il fatto che nel periodo più duro della congiuntura siamo stati senza Ministro per lo Sviluppo economico è significativo. Lo sviluppo del Paese non può essere un puzzle fatto di singole politiche regionali e l’assenza di una direzione unitaria condiziona tutti. La mancanza di una seria politica industriale nazionale è stata sottovalutata negli ultimi due tre anni, oggi più che mai ce n’è bisogno, perché la crisi non si risolve da sola, come accaduto a volte in passato. Oggi nello scenario compaiono competitori agguerriti, paesi che fino a pochi anni fa venivano considerati in via di sviluppo oggi sono protagonisti dell’economia mondiale. Reagire è possibile, a cominciare dalle riforme a costo zero, come le semplificazioni e le innovazioni, come quelle della green economy, che necessitano tuttavia di un salto culturale da parte della società civile, non potendo essere imposte dalle istituzioni. Oggi abbiamo di fronte una prospettiva di riduzione di spesa pubblica preoccupante, lo scorso anno la manovra è stata di 24 miliardi di euro, oggi si prefigura uno sforzo ancora maggiore, superiore di 16 miliardi a quello dello scorso anno. Ciò comporta una ristrutturazione istituzionale, riflettere sulle dimensioni di molti comuni, sul proliferare delle provincie. Altro che spostamento al Nord di Ministeri. Occorre tornare a crescere, per sostenere queste manovre correttive, altrimenti diventano insostenibili. Da parte nostra stiamo predisponendo il nuovo Piano per le attività produttive, integrato per la prima volta con quello per la formazione, poiché la conoscenza ha un ruolo fondamentale nella crescita. Uno strumento che dia sostegno alle imprese che consorziandosi, mettendosi in rete, investendo su marchi e commercializzazione, stanno fronteggiano la sfida dell’internazionalizzazione”.

Giacomo Vaciago, a lungo docente nelle Marche in passato, ha ricordato che quando venne per la prima volta 40 anni fa nelle nostra regione “l’agricoltura dominava ancora la scena, dopo venti anni, quando sono tornato alla Cattolica di Milano, le Marche erano la Regione più industriale d’Italia. L’industria è estremamente importante, quando compare per la prima volta nella storia, nel 1750, il mondo cambia. L’industria è in grado di risolvere i problemi che crea, ma occorre un governo. L’Italia, nel complesso, dal 1952 in poi decresce. Ciò soprattutto per il calo di produttività, addirittura negli ultimi anni è diventata negativa e ciò viene compensato con il ricorso al precariato, che senza ristrutturazioni produttive, si risolve in mero sfruttamento e privazione di futuro per le attuali generazioni”.(f.b.)