TREND MARCHE PER L’ARTIGIANATO E PICCOLE IMPRESE RIPRESA IN ARRIVO

Fatturato in crescita del 2,3 per cento per le imprese sotto i 20 dipendenti ma in un anno le aziende attive sono 857 in meno. Grossi margini di sviluppo per le vendite on line con le imprese marchigiane ultime in Italia. Sono appena il 5,8 per cento delle oltre 150 mila aziende attive. 

ARTIGIANATO E PICCOLE IMPRESE, RIPRESA IN ARRIVO MA IL NUMERO DELLE AZIENDE CONTINUA A DIMINUIRE

Sabatini e Cippitelli “Occorre trasformare il sistema produttivo marchigiano in chiave di impresa 4.0, valorizzando l’artigianato digitale. Poi investire sulle infrastrutture materiali e immateriali, alleggerire le imprese dal peso della burocrazia e del fisco, puntare sul turismo sempre più settore strategico della regione, rilanciare gli investimenti coinvolgendo i Confidi e gli istituti di credito regionali, puntare sul trasferimento tecnologico e sui rapporti con università e centri di ricerca. Ora o mai più. Il futuro è adesso”.

Marche, per le mprese sotto i 20 dipendenti il 2017 è stato l’anno di una prima, timida ripresa. Lo afferma Trend Marche, l’Osservatorio semestrale sull’artigianato e la piccola impresa realizzato da Cna, Confartigianato e Ubi Banca sui bilanci di un vasto e rappresentativo campione di imprese.

“Mettendo a confronto i dati del primo semestre con quelli dello stesso periodo dell’anno precedente” ha affermato Ilario Favaretto dell’Università di Urbino Carlo Bo, “si ha una crescita del fatturato del 2,3 per cento. La ripresa dei ricavi è dovuta soprattutto alla performance registrata nelle costruzioni (+6,2 per cento) trainate dai lavori legati alla ricostruzione e dalle ristrutturazioni edilizie. Tra le attività manifatturiere (+2,8 per cento) molto bene la meccanica (+5,1) seguita dal sistema moda (+4,0). Quasi stabili il mobile (+0,1) e le altre manifatture (+0,4). Lieve crescita per i servizi (+1,5 per cento) grazie soprattutto al fatturato degli autoriparatori (+8,6). Modesti aumenti del fatturato per i servizi alla persona (+0,6)  e per i servizi di ristorazione e turismo (+0,6). Fanno meglio i servizi di trasporti e magazzinaggio (+2,2). Tendenze confermate dai dati del secondo semestre, in corso di elaborazione”.

Secondo Trend Marche ad aumentare non sono solo i ricavi. Dall’indagine dell’Osservatorio sull’artigianato e la piccola impresa, risulta anche un incremento delle spese per le retribuzioni del 19 per cento, dovuto in misura minore a nuove assunzioni ma soprattutto all’aumento delle ore di straordinario per far fronte a picchi produttivi. Crescono del 7,9 per cento anche le spese per i consumi di energia, carburanti, trasporti.

Fatturato in crescita ma le imprese attive sul territorio regionale sono sempre meno. Secondo le elaborazioni di Trend Marche su dati Infocamere, tra novembre 2016 e novembre 2017 sono scese da 151.683 a 150.826 (-857). Un calo delle imprese che colpisce soprattutto l’agricoltura (-657), le costruzioni (-293), il commercio (-220) e il manifatturiero (-209). La crescita dei servizi alla persona e alle imprese (+581) non basta a compensare il calo delle attività produttive.

Se si considerano gli ultimi otto anni, si registra un calo delle imprese marchigiane attive di 8.941 unità pari al 6,6 per cento del totale. Una selezione durissima, imposta dalla crisi, che ha lasciato in piedi le aziende più solide e perso per strada quelle meno strutturate e competitive.

Per aumentare il fatturato, le imprese marchigiane devono puntare anche sul commercio elettronico. E qui il margine di crescita è notevole.

“Esistono” ha confermato Gian Luca Gregori dell’Università Politecnica delle Marche “ampie possibilità da sfruttare da parte delle piccole imprese marchigiane, a fronte però di una scarsa interazione con il mercato on line. Solo il 5,8 per cento delle imprese marchigiane, secondo la nostra indagine, vende sul web. È la percentuale più bassa tra tutte le regioni italiane con la media nazionale che è dell’11 per cento. Il margine di crescita è notevole anche perché ai marchigiani piace comprare on line. Lo fa il 31,7 per cento dei residenti contro una media nazionale del 28,7 per cento.  Acquistano soprattutto abbligliamento e articoli sportivi (43,7), articoli per la casa (27,1), libri (23,6), articoli elettronici (21,1).”

Dopo dieci anni trascorsi in difesa è tempo di progettare il futuro. Export, e-commerce ma anche infrastrutture, investimenti, turismo e manifatturiero made in Marche.

“Oggi ci giochiamo il futuro per i prossimi decenni. Dobbiamo impegnarci” hanno affermato Gino Sabatini Presidente di Cna Marche e Giorgio Cippitelli Segretario di Confartigianato Marche “in un patto con le istituzioni per trasformare il sistema produttivo marchigiano in chiave di impresa 4.0, valorizzando l’artigianato digitale. Poi investire sulle infrastrutture materiali e immateriali, alleggerire le imprese dal peso della burocrazia e del fisco, puntare sul turismo sempre più settore strategico della regione, rilanciare gli investimenti coinvolgendo i Confidi e gli istituti di credito regionali, puntare sul trasferimento tecnologico e sui rapporti con università e centri di ricerca. Ora o mai più. Il futuro è adesso.”

La dinamica economica è in positivo” ha dichiarato Nunzio Tartaglia Responsabile macro area Marche Abruzzo Ubi Banca “Ci lasciamo alle spalle anni difficili, l’economia ha ripreso a crescere. Anche il segmento delle piccole imprese sta consolidando un percorso di crescita e possiamo guardare al 2018 con ottimismo. Ubi Banca è al fianco delle imprese per lo sviluppo, nel reciproco interesse.

Manuela Bora, Assessora Industria e Artigianato Regione Marche, ha affermato: “Possiamo parlare di una ripresa strutturata, pur se ancora non omogenea per tutta la regione anche per gli effetti del terremoto. Occorre guardare ad un  nuovo modello di sviluppo basato su innovazione, internazionalizzazione, utilizzo dei fondi europei,  accesso al credito.”