TREND MARCHE, RIPARTE L’ARTIGIANATO.

Foto Trend relatoriAd affermarlo l’indagine congiunturale “Trend Marche”, realizzata da Cna e Confartigianato Marche in collaborazione con la Banca Popolare di Ancona UBI, l’Università di Urbino, l’Università politecnica delle Marche e l’Istat regionale.

La rilevazione, effettuata sui bilanci del 2015 di 3 mila imprese artigiane delle Marche, è stata presentata a Jesi nelle sede della BPA – UBI in una giornata dedicata all’economia regionale, nazionale e internazionale. Presentato il ‘XX Rapporto Einaudi sull’economia globale e l’Italia’

di Sergio Giacchi

L’artigianato? Le imprese chiudono, ma quelle che resistono sono ripartite. Dall’inizio della crisi alla fine di marzo dell’anno in corso le imprese artigiane delle Marche sono passate da 52.699 a 46.797. Si sono persi per strada 5.902 imprese e 17 mila posti di lavoro, con una diminuzione del valore aggiunto del 18 per cento. Solo nel 2015, l’anno si è chiuso con 897 artigiani in meno e nel primo trimestre del 2016 le imprese artigiane registrate alle Camere di Commercio hanno perso altre 577 unità. Ma se le imprese in attività sono diminuite, quelle che sono rimaste hanno ricominciato a vendere, a fare utili e ad investire. E l’artigianato continua ad avere un peso fondamentale nell’economia regionale, con 123.849 addetti che lavorano all’interno delle 46.797 imprese. Un primato nazionale che vede impiegato nelle imprese artigiane il 27,3 per cento di tutti gli addetti marchigiani, rispetto ad una media nazionale del 17,2 per cento.

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Ad affermarlo l’indagine congiunturale “Trend Marche”, realizzata da Cna e Confartigianato Marche, in collaborazione con la UBI Banca Popolare di Ancona, l’Università di Urbino, l’Università Politecnica delle Marche e l’Istat regionale. La rilevazione, effettuata sui bilanci del 2015 di 3 mila imprese artigiane delle Marche, è stata presentata a Jesi nelle sede della UBI BPA all’Esagono, in una giornata dedicata all’economia regionale, nazionale e internazionale.

Ad illustrare “Trend Marche” ha pensato Ilario Favaretto dell’Università “Carlo Bo” di Urbino, mentre il Pro Rettore dell’Università Politecnica delle Marche, Gianluca Gregori, ha approfondito le tematiche relative a manifattura, turismo e internazionalizzazione delle imprese. In apertura, il direttore del Centro Einaudi, Giuseppe Russo, ha presentato il “XX Rapporto Einaudi sull’economia globale e l’Italia”, che per la prima volta negli ultimi anni, parla di un segnale di crescita globale e nazionale. Al convegno sono intervenuti anche il presidente della Banca Popolare di Ancona, Corrado Mariotti, il vice presidente di Confartigianato Marche, Giuseppe Mazzarella e Alberto Barilari, della presidenza Cna Marche. Ha concluso i lavori il direttore generale UBI BPA, Nunzio Tartaglia.

IL RAPPORTO TREND MARCHE

Sono stati anni difficili per gli artigiani delle Marche, ma chi è rimasto sul mercato comincia a vedere una luce in fondo al tunnel. E non è quella del treno. E’ quella di una ripresa che comincia a far sentire i suoi effetti. Almeno sui bilanci delle 3 mila imprese del campione selezionato e certificato dall’Istat che sono state alla base dell’indagine “Trend Marche”.

“Nella seconda metà del 2015” – ha affermato Ilario Favaretto dell’Università “Carlo Bo” di Urbino – si è assistito, da parte delle imprese artigiane del nostro campione, ad un incremento del fatturato piuttosto rilevante (+27,8 per cento) dovuto soprattutto al mercato interno (+29 per cento). Meno forte la crescita del conto terzi, con un incremento del fatturato che si è fermato al 7,6 per cento”.

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EXPORT MANIFATTURIERO E TURISMO LE STRADE DELLO SVILUPPO

Le piccole e medie imprese manifatturiere esportano le Marche. Nel 2015 le micro e piccole imprese della regione hanno esportato merci per un valore di 4.498 milioni di euro, pari al 37,5 per cento del totale dell’export manifatturiero.

“Ma non tutte le piccole imprese – ha affermato il Pro Rettore dell’Università Politecnica delle Marche, Gianluca Gregori – hanno la possibilità di sfruttare le opportunità dell’internazionalizzazione e diventa fondamentale attrarre domanda turistica per favorire la ripresa della domanda interna. Su questo fronte, le Marche sono in ritardo e si collocano al settimo posto in Italia con 8,1 presenze per residente. In particolare, riusciamo ad attrarre ancora pochi stranieri. Lo scorso anno solo il 18,2 per cento delle presenze, a fronte di una media nazionale del 49,4 per cento”.

“LA RIPRESA, E SE TOCCASSE A NOI?” – XX RAPPORTO EINAUDI SULL’ECONOMIA GLOBALE E L’ITALIA

“Negli anni della crisi il reddito disponibile degli italiani è sceso da 18.287 a 15.948 euro mentre nelle Marche si è passati da 19.144 a 16.722 euro. Ma a partire dal primo trimestre 2015, l’Italia può finalmente affermare che la sua economia è in ripresa”. Lo affermano Mario Deaglio e Giuseppe Russo, nel “XX rapporto Einaudi sull’economia globale e l’Italia”. Ma la crisi, ricordano, è stata lunga e pesante. Dal 2008 l’Italia ha perso 9 punti percentuali di reddito. Una frana che si è tradotta nella riduzione dell’8 per cento dei consumi ed il 30 per cento degli investimenti

“Il trend negativo – ha ricordato Russo, a Jesi, presentando il rapporto Einaudi – ha cominciato a cambiare nel 2015, quando per la prima volta si è registrata una crescita dei consumi delle famiglie del 2,1 per cento, rispetto all’anno precedente”

 INTERVENTO DI ALBERTO BARILARI – MEMBRO PRESIDENZA CNA MARCHE

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L’Osservatorio Congiunturale di TrendMarche mette in evidenza come il 2015 sia l’anno della ripresa anche per le micro e le piccole imprese. Una ripresa che si è fatta attendere ma che è finalmente arrivata, i numeri ne danno evidenza. Anche in questi anni di crisi, nelle Marche, i processi di innovazione sono proseguiti e hanno riguardato importanti filiere del nostro tessuto di imprese. In particolare alcuni distretti-chiave delle produzioni marchigiane, quali quello delle macchine per la lavorazione del legno, delle linee di arredamento specializzato.In conclusione, la ripresa che si delinea apre una nuova fase di opportunità per le nostre micro e piccole e medie imprese che non può essere lasciata al caso, occorrono riferimenti e occorrono linee certe di politica economica e industriale.

DICHIARAZIONE DI NUNZIO TARTAGLIA – DIRETTORE BPA UBI

foto Tartaglia

 

I dati che emergono sia dal XX Rapporto Einaudi che dall’Osservatorio regionale “Trend Marche” sono in linea con quanto andiamo sostenendo da tempo. E cioè che non solo il peggio è alle spalle, ma si avvertono dalla fine del 2014 segnali di ripresa che magari possono sembrare ancora timidi, ma ci sono. Chi ha avuto la capacità di innovarsi, di adeguare le proprie dimensioni alle nuove regole del mercato globale, non solo ce l’ha fatta, ma in molti casi ha consolidato i propri fatturati. Peraltro, è ciò che è accaduto anche alla nostra Banca, che ha saputo rimodularsi al proprio interno fin dai primi segnali di crisi. Sappiamo tutti delle difficoltà incontrate anche dal comparto bancario, ma per quanto ci riguarda possiamo dire di aver retto all’urto (anche per le nostre adeguate dimensioni) e di essere pronti a sostenere tutte quelle imprese che sono capaci di adeguare progetti e management, mosse dalla spinta di voler crescere, con coraggio e spirito d’intraprendenza.