UN PAESE IN DECLINO – INTERVENTO DEL SEGRETARIO REGIONALE CNA MARCHE SILVANO GATTARI

Foto Gattari manoUn Paese sfiduciato.

Che non vede uno sbocco alla crisi politica ed economica. Una sfiducia che investe anche le piccole e medie imprese. Secondo una ricerca della Fondazione Rete Imprese Italia, il 48,9 per cento degli artigiani e dei commercianti pensa che nessuno possa aiutare le imprese ad acquistare una centralità nei progetti politici del Paese. Il 23,7 per cento conta sul prossimo Governo e solo il 4,2 per cento sui Partiti attraverso l’azione parlamentare. Poi ci sono la Cna e le altre associazioni di categoria, che rappresentano un punto di riferimento per il 23,2 per cento degli imprenditori. Tanto più le associazioni sono vicine ai loro iscritti sul territorio tanto più è alta al percentuale di chi guarda con fiducia al loro operato. Dove non c’è prossimità non c’è rappresentanza. In un vuoto di credibilità della politica come quello attuale dobbiamo diventare sempre più punto di riferimento dei sistemi produttivi regionali, con le nostre proposte e la nostra capacità di portare nell’agenda politica e istituzionale, gli interessi dei nostri associati. A cominciare dall’agenda fiscale con la riduzione delle tasse su imprese e lavoro e la detassazione dei contributi. Proseguendo con la semplificazione degli adempimenti burocratici e la riduzione degli oneri dell’apprendistato. Naturalmente dovremo impegnarci anche per trasformare il prima possibile in liquidità i 40 miliardi di euro dei crediti dovuti alle imprese dalla Pubblica Amministrazione e sollecitare la compensazione dei debiti e crediti verso gli enti pubblici.

Queste sono solo alcune delle priorità che il nuovo Governo dovrà mettere in calendario per salvare l’intero sistema produttivo nazionale dal baratro. Negli ultimi cinque anni la produzione industriale è calata del 25 per cento, raggiungendo il livello più basso dal 1990 ed hanno chiuso migliaia di aziende, con una perdita di know how che non si recupererà più. Siamo ancora nel mezzo di una crisi dalla quale non si esce anche perché mancano un Governo pienamente legittimato ed una politica industriale. Intanto per il sistema produttivo, soprattutto per le piccole e medie imprese, si contraggono anche i presiti delle banche e si prospetta una nuova stretta creditizia che potrebbe essere mortale. Sopratutto perché finirà con il coincidere con un sistema di ammortizzatori sociali che non riesce più a coprire tutte le richieste, in particolare per la Cassa integrazione in deroga dei dipendenti delle imprese artigiane. Una bomba ad orologeria pronta ad esplodere se non ci sarà un rifinanziamento adeguato, con il rischio di pesanti tensioni sociali.

Ai motivi economici della crisi che strozza consumatori e imprese si è ormai aggiunto l’ulteriore aspetto della indeterminatezza politica. La mancanza di un governo nella pienezza dei suoi poteri e, soprattutto, l’incertezza dei tempi e delle modalità con cui tale governo si realizzerà, risultano ormai fattori altrettanto se non più negativi per il nostro paese di quelli già ampiamente noti: tra i quali il declino della produttività e della competitività di parte delle nostre produzioni, la incapacità di progettare e realizzare linee di politica economica e industriale lungimiranti, la indisponibilità di politiche fiscali e monetarie adeguate ad avviare una solida ripresa economica. Una crisi che è anche di valori, in una società che non riconosce più i partiti come forme intermedie di rappresentanza verso le istituzioni ed è sempre più disgregata. Proprio i valori di cui sono portatrici le piccole e medie imprese c contribuire a rifondare una società solidale e coesa, per uno sforzo comune di rilancio del Sistema Paese..

In questo contesto di grande difficoltà si chiede anche alla politica uno sforzo di maggior comprensione delle difficoltà del Paese. Non resta molto tempo. Senza una politica che metta al centro le imprese non ci salviamo. Già lo scorso anno hanno chiuso 41 imprese ogni giorno solo nel manifatturiero. Rilanciare l’impresa e il lavoro deve essere una priorità condivisa , una battaglia da affrontare insieme.