UOVA PASQUALI, MEGLIO QUELLE ARTIGIANALI

uovo pasquaI marchigiani consumano ogni anno poco più di 4 chili di cioccolato a testa

 

PASQUA AMARA PER I GOLOSI, PREZZI DI UOVA E COLOMBE IN CRESCITA

FAMIGLIE IN CERCA DI SCONTI E PROMOZIONI

 

Confartigianato e Cna: “, acquistatele dai nostri maestri pasticceri artigiani e dalle aziende della regione, che confezionano prodotti di elevata qualità, con una filiera certificata ed a prezzi ragionevoli”

 Pasqua amara per i golosi marchigiani che, in un periodo di crisi e con i bilanci familiari ridotti all’osso, dovranno fare i conti con l’aumento dei prezzi delle uova di cioccolato e della colomba, prodotti che si vendono unicamente in  questo periodo. Rincari che vanno dall’8 all’8,5 per cento, a seconda dei prodotti in vendita nei supermercati, con l’eccezione di sconti e promozioni praticate dalle grandi catene per promuovere la vendita degli altri prodotti.  Se a questo si aggiunge il fatto che la Pasqua coincide con la fine del mese, non è difficile prevedere un calo di questi prodotti sulle tavole dei marchigiani stimabile tra il 10 e il 15 per cento.

“Il consiglio che diamo ai marchigiani” affermano Cna e Confartigianato Marche “è quello di preferire i dolci fatti in casa e riservare le uova pasquali unicamente ai bambini, acquistatele dai nostri maestri pasticceri artigiani e dalle aziende della regione, che confezionano prodotti di elevata qualità, con una filiera certificata ed a prezzi ragionevoli”

Gli appassionati marchigiani di uova e di cioccolato in genere, possono trovare nelle nostra regione 64 imprese che operano nel settore della cioccolata. Tra queste sono 5 quelle che dichiarano di produrre espressamente uova di cioccolato per Pasqua ed hanno 26 addetti. Si tratta della “bottega artigiana di Gardoni Daniela” e la “Torrone Bedetti” di Falconara; la “Liquori Baldoni” di Ancona; la “Giammarini srl” di San Benedetto del Tronto ;la “Torrone camerunese casa Francucci” di Camerino.

Tutte le aziende marchigiane lavorano con una materia prima di qualità che proviene da Costa d’Avorio (che copre quasi il 50 per cento del fabbisogno), Ghana (con il 15%), Indonesia, Camerun, Brasile e in piccole quantità dai Caraibi (soprattutto cacao aromatici).

A parte l’abbuffata delle uova pasquali (che quest’anno sarà più contenuta) i marchigiani consumano ogni anno poco più di 4 chili di cioccolato a testa, in linea con la media italiana che è di 4, 3 chili. Un consumo crescente rispetto ai 3,7 chili del 2001 ma niente a che vedere con gli Svizzeri che ne mangiano 11 chili l’anno, seguiti dai tedeschi con 10.