Urbino, dalle Marche una nuova stagione per la piccola impresa

Si è conclusa la prima giornata della Terza Conferenza Internazionale sulle piccole imprese. Hanno partecipato, tra gli altri, esponenti dell’ Università di Urbino, della Università Politecnica delle Marche, della Small Businnes Administration, della Federal Reserve, della Banca Centrale Europea e della Banca popolare di Ancona.

URBINO, DALLE MARCHE UNA NUOVA STAGIONE PER LA PICCOLA IMPRESA

Il modello dei distretti e dell’industrializzazione diffusa ha retto alla prova della crisi sia in Europa sia negli Usa: lo hanno sostenuto nel dibattito i rappresentanti di Ocse, Small Businnes administration e Istituto per la promozione industriale.

“Non sappiamo ancora bene se e in che misura la crisi sia passata ma di una cosa siamo certi: il modello dell’industrializzazione diffusa e dei distretti ha retto alla prova sia in Europa sia negli Usa ed oggi cerca di darsi nuovi traguardi. L’obiettivo è quello di dar vita ad una nuova stagione del Made in Italy. Una stagione che può partire proprio dalle Marche, perché è qui, nella regione più artigiana d’Italia, che esiste un forte sistema produttivo radicato sul territorio, insieme ad una struttura sociale coesa e solidale”. E’ questa la , condivisa dai partecipanti ed espressa da Ilario Favaretto dell’Università degli studi di Urbino, nel corso della prima giornata della Conferenza Internazionale di Urbino, che ha visto la partecipazione di autorevoli esponenti dei maggiori organismi economici italiani, europei e statunitensi tra cui l’Università di Urbino, Università Politecnica delle Marche, Small Businnes Administration; Federal Reserve, Banca Centrale Europea e della Banca popolare di Ancona, Cna nazionale e Cna Marche. La carenza di infrastrutture come elemento che frena la crescita delle imprese è stata sottolineata dal Presidente della Cna Marche Renato Picciaiola mentre Johnatan Potter, dell’Ocse, ha illustrato gli interventi realizzati dai vari Paesi per il consolidamento finanziario delle piccole e medie imprese Domani il programma della Conferenza prevede due sessioni. La prima, quella del mattino affronterà le tematiche relative al credito e agli effetti che su di esso ha prodotto la crisi. Ri Presieduta da Geoffrey Hirt della DePaul University di Chicago, la sessione inizierà con il contributo di Traci L. Mach, della Federal Reserve Board di Washington, che esaminerà l'impatto delle condizioni di accesso al credito per la sopravvivenza delle piccole imprese. Seguirà l’intervento di Luciano Goffi, Direttore Generale della Banca Popolare di Ancona (gruppo Ubi) che affronterà il tema del nuovo rapporto tra banca e impresa. Annalisa Ferrando, della Banca Centrale europea, tratterà dell’accesso al credito nella zona euro e di come si trovino a operare le piccole e medie imprese nella crisi. Marcello Pagnini, della Banca d'Italia, concluderà gli interventi della seconda sessione analizzando il tema del credito alle piccole imprese sotto il profilo dell’organizzazione bancaria e della tecnologia. La terza e ultima sessione, quella pomeridiana di giovedì 21 ottobre, sarà presieduta da Antonello Zanfei dell’ Università di Urbino e sarà aperta dall’intervento di Robert Strom, della Fondazione Kauffman, che affronterà il ruolo dell’imprenditorialità e dell’innovazione nella ripresa economica degli Stati Uniti. Seguirà Donato Iacobucci dell’Università Politecnica delle Marche con un contributo sulle modalità di reazione alla crisi poste in essere dalle aggregazioni di imprese con particolare attenzione a quelle di piccola e media dimensione. Guido Maria Rey, della Scuola Superiore Sant'Anna, affronterà il tema del rafforzamento delle reti di imprese tra le Pmi e delle politiche industriali orientate a piattaforme di servizi. Marco Cucculelli, dell’Università Politecnica delle Marche, analizzerà il problema dell’innovazione di prodotto e delle strategie d’impresa in fasi di turbolenza. Infine le conclusioni di Claudio Giovine della Cna nazionale.